Concetti Chiave
- L'educazione umanistica è integrale, mirata a sviluppare in modo armonico tutti gli aspetti della personalità umana, inclusi quelli fisici, intellettuali, estetici e religiosi.
- Essa è caratterizzata da un approccio aristocratico, riservata a pochi, ma alcuni umanisti hanno sostenuto l'uguaglianza di partenza e l'ascesa sociale di giovani di umile origine.
- Gli umanisti trascurarono l'educazione popolare e le attività manuali, accogliendo solo coloro destinati a posizioni privilegiate o professioni liberali.
- Un importante progresso fu l'accesso delle donne alla cultura, con un'educazione per fanciulle di alto rango simile a quella maschile, talvolta arrivando alla coeducazione.
- I trattatisti italiani, come Leonardo Bruni e Enea Silvio Piccolomini, hanno contribuito a definire l'educazione umanistica enfatizzando la perizia letteraria e l'importanza della famiglia.
Caratteristiche dell'educazione umanistica
Il primo carattere dell’educazione umanistica è di essere integrale, cioè rivolta a sviluppare tutti li aspetti della personalità dell’uomo: aspetti fisici, intellettuali, estetici e religiosi. Integrale non significa enciclopedico perché gli umanisti rifiutano ogni sorta di erudizione spicciola. Pertanto, l’educazione dell’Umanesimo coincide con l’ ideale latino dell’humanitas e con quello di paideia (= formazione dell’uomo) di Platone. Le materie di studio non venivano studiate per se stessa ma perché cin grado di poter sviluppare in modo armonico tutte le facoltà dell’individuo e venivano integrate con attività sportive ed artistiche.
Educazione aristocratica e sociale
Il secondo carattere è quello di essere aristocratica, cioè riservata a pochi, questo anche perché la richiesta di cultura proveniva soprattutto da nuove classi sociali, sia economiche che politiche. Tuttavia, molti umanisti, accettavano come sola legittima l’aristocrazia dell’insegno ed hanno operato per permettere l’ascesa sociale di giovani umile origine, come ha fatto Vittorino da Feltre. Qualcuno come Moro nell’ Utopia arrivano ad affermare l’assoluta uguaglianza di partenza la stessa dignità per tutti. In questo concetto si ritrova il messaggio del cristianesimo originario.
Pregiudizi e accesso alla cultura
In ogni caso, gli umanisti non si occuparono mai di educazione popolare e trascurarono l’educazione artistica se esa prevedeva un qualche contatto con l’ambiente artigianale: i pittori, gli architetti e gli scultori si formavano nelle botteghe dei maestri e col tirocinio. Questo pregiudizio per le attività manuali portava ad ospitare nelle scuole solo coloro che erano destinati nella vita ad occupare posizioni di privilegio o professioni liberali. Sono esistiti casi di grandi mercanti che hanno procurato ai figli una compiuta educazione umanistica anche se poi essi hanno deciso che avrebbero esercitato comunque il mestiere del padre.
Un pregiudizio che gli Umanisti superarono interamente fu l’ accesso delle donne alla cultura; l’ educazione delle fanciulle di alto rango era pressoché identica a quella riservata ai fanciulli e a volti si è arrivati ad una vera e propria coeducazione.
Trattatisti italiani e le loro idee
I maggiori trattatisti italiani furono
1) Leonardo Bruni che afferma la necessità delle nozioni e della perizia letteraria
2) Bernardino da Siena in quale tratta della necessità di legale l’interesse allo studio
3) Maffeo Vegio da Lodi, che ripudia con forza ogni forma di punizione
4) Enea Silvio Piccolomini, con la frase Verbera servos decent non liberos (= le sferzate si addicono agli schiavi, non agli uomini liberi)
5) Jacopo Sadoleto da Modena che sostiene l’importanza della famiglia e dell’ambiente nell’educazione infantile
Domande da interrogazione
- Qual è la principale caratteristica dell'educazione umanistica?
- In che modo l'educazione umanistica si differenzia in termini di accesso sociale?
- Quali pregiudizi hanno influenzato l'accesso alla cultura durante l'umanesimo?
- Chi sono alcuni dei principali trattatisti italiani e quali idee hanno espresso?
L'educazione umanistica è integrale, mirata a sviluppare tutti gli aspetti della personalità umana, inclusi quelli fisici, intellettuali, estetici e religiosi, senza cadere nell'erudizione spicciola (testo).
L'educazione umanistica è considerata aristocratica, riservata a pochi, ma alcuni umanisti hanno lavorato per favorire l'ascesa sociale di giovani di umile origine, sostenendo l'uguaglianza di dignità (testo).
Gli umanisti trascurarono l'educazione popolare e l'educazione artistica, privilegiando solo coloro destinati a posizioni di privilegio, ma superarono il pregiudizio riguardo all'accesso delle donne alla cultura, offrendo loro un'educazione simile a quella dei ragazzi (testo).
Tra i maggiori trattatisti italiani ci sono Leonardo Bruni, che sottolinea l'importanza della perizia letteraria, Bernardino da Siena, che lega l'interesse allo studio, e Enea Silvio Piccolomini, che afferma che le punizioni non si addicono agli uomini liberi (testo).