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L’educazione fisica in Italia tra ’800 e ’900

L’educazione fisica in Italia nel periodo tra ’800 e ’900 è inquadrata in un sistema di tipo prevalentemente militare. L’imperante ideale di patria che si concretizzerà con l’unità d’Italia (1861) fornirà una spinta per un “decollo ginnico” che pian piano si staccasse da quella struttura utilitaristica-militare.

Nel ’900 infatti si iniziò a valorizzare l’attività motoria come un mezzo integrativo di educazione non solo per il corpo. I fautori di questa svolta furono Obermann, Baumann e il ministro dell’Istruzione F. De Santis.

Obermann, Rudolf Baumann e Emilio F. De Santis

Obermann

Fondatore della 1° Società di Ginnastica a Torino 1844, fu allievo dell’Obermann, e suo seguace convinto che la ginnastica potesse insegnare la disciplina e il rigore, migliorare la gioventù, preparandola al confronto militare, fu ingaggiato in diverse scuole di ginnastica di preparazione militare e fu grazie a lui che si introdusse la ginnastica in tutti i corpi dell’esercito.

Rudolf Baumann

Fondatore della scuola di Bologna (1871), inizialmente medico e insegnante (1878-1882), fu promotore successivamente della ginnastica “razionale” che cercava di adattare ad ogni individuo gli esercizi migliori per raggiungere l’armonia del corpo, la forza, l’agilità, il coraggio e la destrezza. Ideò anche la “ginnastica fra i banchi”, cioè materia obbligatoria fin dalle elementari e sostenitore di un’impronta del tutto civile dell’educazione fisica in opposizione alla ginnastica militaristica di Torino. Proponeva movimenti più naturali ritenuti più utili per la crescita fisica e psicologica dell’allievo.

Il disagio della scuola bolognese fu particolarmente evidente nel caso dell’educazione femminile, che doveva essere per Baumann vero esercizio fisico, e non semplice coreografia: a questo proposito, Edmondo De Amicis, nel romanzo Amore e Ginnastica, parlava dell’esercizio fisico compiuto da alcune ragazze: «un movimento trattenuto e misurato a centimetri, insufficiente per quei corpi fatti e pieni di vita, una combinazione d’esercizi compassati, cercati con la penna, per servir di spettacolo a commissioni e a invitati».

La protagonista dello stesso romanzo, la maestra Pedani, parla di lui: «Era benemerito del paese, era il fondatore d’una nuova ginnastica che avrebbe dato immensi frutti, un grande ingegno, un gran dotto, un creatore di caratteri.

  • Approfondimento degli aspetti medico-curativi dell’attività fisica in relazione ad alcune malattie infantili (rachitismo).
  • Creazione e mantenimento di un legame di collaborazione con le autorità politiche, che garantì alla Società la possibilità di prendere iniziative importanti, riuscendo a portarle a compimento. Ne sono un esempio le Scuole magistrali di ginnastica (maschile e femminile) per l’istruzione dei Maestri.
  • L’attuazione dell’attività fisica alla scuola donna (1867 formazione maestre di ginnastica).
  • Ideazione di attrezzi ginnici come la cavallina, la sbarra, gli anelli.

F. De Santis

Ministro della pubblica istruzione.

Con la legge del 1878, ha introdotto l’insegnamento obbligatorio dell’Educazione fisica nella scuola italiana.

Nonostante i diversi punti di vista, metodologici e didattici, tra le più importanti scuole ginnastiche italiane, si concordava sulle finalità educative e formative della ginnastica.

Per le donne ancora sofferenze e disparità (vestiti ancora complicati per svolgere attività fisica e retribuzioni inferiori a quelli dei colleghi uomini). Difficile apertura del mondo donna (carenza di soldi, di programmi certi, formazione maestre di ginnastica) di attrezzature e di personale qualificato.

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Sintesi

L'educazione fisica in Italia tra ‘800 e ‘900

L’educazione fisica in Italia nel periodo tra ‘800 e ‘900 è inquadrata in un sistema di tipo prevalentemente militare. L’imperante ideale di patria che si concretizzerà con l’unità d’Italia (1861) fornirà una spinta per un “decollo ginnico” che pian piano si staccasse da quella struttura utilitaristica-militare.

Nel ‘900 infatti si iniziò a valorizzare l’attività motoria come un mezzo integrativo di educazione non solo per il corpo. I fautori di questa svolta furono Obermann, Baumann e il ministro dell’Istruzione F. De Santis.

La ginnastica

La ginnastica è un termine che raggruppa diverse discipline che prevedono l'esecuzione da parte degli atleti, detti ginnasti, di sequenze di movimenti che richiedono forza, elasticità e coordinazione.

La ginnastica è uno degli sport più antichi; sin dalla preistoria l'uomo ha praticato questo sport come forma di esercizio fisico.

In seguito, si sviluppò in Egitto circa 5000 anni fa, sono state ritrovate sequenze figurative di atleti che praticano la ginnastica, sia la ritmica che acrobatica, eseguita in forma individuale e collettiva.

La ginnastica in seguito si sviluppò in Grecia e Roma e la sua grande diffusione ci porta alla ginnastica moderna.

La ginnastica greca

La ginnastica divenne un esercizio sempre più popolare e raggiunse il suo massimo splendore in Grecia. Il nome deriva dal greco gymnòs che significa "nudo" e si riferisce all’abitudine della Grecia classica di eseguire esercizi ginnici a corpo nudo per esaltarlo. Per gli antichi greci la ginnastica comprendeva diverse attività sportive corrispondenti all'attuale atletica leggera (corse, lanci, salti), alla lotta e al pugilato. La ginnastica svolgeva un ruolo fondamentale nella formazione dei greci antichi infatti diventò obbligatoria per tutti gli studenti e tra il 6° e il 5° secolo a.C. divenne una disciplina professionale. La ginnastica si diffuse durante l’età ellenistica.

La ginnastica romana

I Romani appresero questa disciplina quando conquistarono la Grecia, ma la ginnastica inizialmente era vista come una disciplina per gli schiavi e gli stranieri. I romani non amavano la ginnastica per due motivi: non amavano mostrarsi nudi e preferivano attività legate al combattimento dei guerrieri dove veniva esaltata la potenza militare di Roma. Nonostante ciò, venne coltivata, soprattutto come addestramento militare, iniziò però successivamente a svilupparsi anche come sport. La storia della ginnastica subì un brusco arresto quando l'imperatore Teodosio bandì tale disciplina dopo aver scoperto la dilagante corruzione presente in questo sport.

Ci vollero numerosissimi anni prima che la ginnastica potesse riacquistare stima e considerazione e solo dopo il Mille la cultura fisica riacquistò importanza.

La ginnastica moderna

Dopo il periodo del Medioevo in cui la ginnastica venne accantonata, fu ripresa nell'Umanesimo. La popolarità di questa disciplina aumentò anche grazie agli artisti che iniziarono a dare importanza alle forme del corpo umano. Il creatore della ginnastica moderna fu il tedesco G.H. Muths, che basò il suo programma su una serie di esercizi atti a migliorare equilibrio, agilità e forza fisica come contributo per una nuova formazione morale dei fanciulli (1800).

Il più noto era stato senz’altro Friedrich Ludwig Jahn che creò i club di ginnastica e introdusse l’uso della trave, delle parallele e della barra orizzontale (funzionale alla preparazione morale e militare dei giovani).

La stessa importanza la ebbe il programma dello svedese P.H. Ling, che, al contrario di quello di Jahn, si basava maggiormente sullo sviluppo armonico del corpo, ponendo le basi per la ginnastica moderna.

In Italia nel 1807 Girolamo Bagatta introdusse la ginnastica nel suo istituto a Desenzano, frequentato dai giovani delle migliori famiglie lombarde e venete. Ma la spinta maggiore in Italia per la ginnastica moderna venne dallo svizzero R. Obermann, insegnante presso l'Accademia militare di Torino e nel 1844, sempre a Torino, sorse la prima società ginnastica. Nel 1869 in seguito alla nascita di varie associazioni ginniche nacque a Venezia la Federazione Ginnastica d'Italia. Invece nel 1881 a Liegi in Belgio fu fondata la Federazione Internazionale di Ginnastica (FGI).

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