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Economia politica

Economia politica: l’economia studia i fenomeni economici a livello sia dei singoli fattori economici, sia della società nel suo complesso.

Il mercato

Il mercato: è un’istituzione dove ha luogo lo scambio di beni e servizi. Si fondano sulle istituzioni della proprietà privata e dell’individualismo decisionale, sulla fiducia, sulle infrastrutture per il flusso costante di informazioni e di merci e sulla moneta come mezzo di scambio.

Proprietà privata: capacità degli attori economici di detenere risorse a titolo esclusivo.

Infrastruttura fisica: strutture materiali che facilitano l’attività economica (macchinari, immobili, reti di comunicazione, strade).

I mercati possono assumere diverse forme in base alla natura dei beni che si scambiano:

  • Mercato al dettaglio: mercati nei quali i beni e i servizi vengono venduti al consumatore finale;
  • Mercati all’ingrosso: mercati intermedi tra i produttori e i dettaglianti.

Domanda e offerta

Domanda-Offerta: dietro la domanda c’è il consumatore che chiede i beni.

Beni succedanei: beni che i soggetti economici possono utilizzare per soddisfare lo stesso bisogno.

La legge di domanda ha due limiti: riguarda il periodo a cui si riferisce e alla parità di condizione. Quando si verifica un incremento di reddito la curva di domanda si sposta verso destra. Viceversa, quando si verifica una diminuzione di reddito la curva di domanda si sposta verso sinistra.

Prezzo di domanda: la somma di denaro che un individuo sarebbe disposto a spendere per acquistare un bene o una certa dose di un bene. Il consumatore decide di acquistare un bene se il suo prezzo di domanda risulta superiore o uguale al prezzo di mercato del bene stesso.

L’elasticità della domanda: indica quella misura che mette in relazione la variazione percentuale della quantità domandata con la variazione percentuale del prezzo.

Calcolata in percentuale può essere >1, <1, =1 (punto di Cornot - domanda perfettamente rigida). E=infinito (domanda perfettamente elastica).

L’offerta cresce al crescere del prezzo e viceversa. Una variazione del prezzo del bene provoca uno spostamento lungo la curva di offerta, la variazione di un fattore che influenza l’offerta provoca uno spostamento della curva. Prezzo massimo: si tratta di un tetto imposto dallo Stato ed è situato sotto il livello di equilibrio. Prezzo minimo sopra il livello di equilibrio. Un tetto al prezzo crea scarsità e favorisce il mercato nero.

Utilità e bisogni

L’utilità in economia è la soddisfazione di un bisogno. I bisogni si dividono in primari: mangiare, vestirsi ecc.; secondari: automobile, telefono ecc.

Utilità cardinale: quantità misurabile e aggregabile tra gli individui. (misurabile all’interno di una scala cardinale. (solo l’ordine ma non la grandezza). (Pareto) l’utilità marginale è il piacere che l’individuo trae dall’ultima dose di un bene (decrescente).

Curve di indifferenza e retta di bilancio

Curve di indifferenza: introdotte da Pareto per risolvere il problema dell’equilibrio del consumatore; l’utilità è misurabile in senso ordinale; è la combinazione fra beni che sono indifferenti. Inclinazione curva negativa rispetto l’asse delle ascisse; convessa verso l’origine del quadrante; le curve non si possono intersecare. Il consumatore deve realizzare equilibrio per la somma di denaro di cui dispone per acquistare i due beni per realizzare la massima soddisfazione.

La retta di bilancio rispecchia la somma di cui dispone il consumatore; questa retta si chiama anche retta di spesa costante (rapporto prezzi dei due beni=pendenza della curva). L’equilibrio si realizza nel punto in cui la retta di bilancio è tangente alla curva di indifferenza; in quel punto il saggio marginale di sostituzione (wiki) tra i due beni è uguale al reciproco del rapporto tra i loro prezzi. (rapporto di segno negativo).

Il presupposto dello scambio è che ognuno dei due individui attribuisca al bene posseduto dall’altro un’utilità maggiore rispetto al proprio. I fattori che influenzano i gusti del consumatore sono:

  • La moda;
  • L’effetto dimostrativo;
  • La pubblicità.

Teoria della produzione

Teoria della produzione: (tre fattori: terra, lavoro e capitale). Consiste nelle operazioni che trasformano le materie prime nei prodotti finiti; legge della produttività decrescente definita da Stuart Mill la più importante proposizione dell’economia politica; tale legge afferma che se ad uno o più fattori della produzione costanti combiniamo dosi crescenti di un altro fattore, il prodotto ottenuto da un certo punto in poi crescerà meno che proporzionalmente all’aumento del fattore variabile.

Funzione della produzione: esprime la relazione che intercorre tra quantità di prodotto e quantità impiegate dei fattori: (Y=f(x1,x2…xn)) il prodotto totale è il prodotto ottenuto dall’impiego di tutti i fattori produttivi. La produttività marginale di un fattore è l’incremento che il prodotto totale subisce quando si impiega una unità in più del fattore considerato. (dQ/dL)

La produttività media (Wiki) di un fattore è data dal quoziente tra il prodotto totale e la quantità impiegata.

L’isoquanto: è la curva del prodotto costante che si traccia ponendo l’assunzione della sostituzione continua dei fattori della produzione; la zona in cui si ha la sostituzione si chiama zona di sostituzione. (inclinazione negativa e convessità verso l’origine del quadrante).

Isocosto: curva del costo costante la cui inclinazione dipende dal rapporto tra i prezzi dei fattori della produzione. Equilibrio del produttore si ha: nel punto di tangenza tra isocosto e isoquanto.

Costi dell’impresa

La funzione dei costi: y=f(x). Per calcolare i costi dell’impresa bisogna stimare sia i costi fissi che i costi variabili. Il costo totale di produzione è la somma che l’impresa spende per l’acquisto e per la remunerazione dei fattori necessari a produrre una data quantità di prodotto.

Costo medio o unitario è il rapporto tra costo totale e il numero delle unità prodotte del bene.

Il costo marginale il costo che l’impresa deve sostenere per produrre un’unità di prodotto in più.

Le curve del costo medio e del costo marginale sono curve a U. L’esistenza di economie interne ed esterne nel lungo periodo fa sì che le curve dei costi medi e marginali siano sempre decrescenti. Punto di minimo intersezione tra costo medio e costo marginale.

Forme di mercato

Le principali forme di mercato sono: la concorrenza pura/perfetta; il monopolio, la concorrenza imperfetta/monopolistica, oligopolio.

Legge antitrust: impedisce alle imprese di assumere un ruolo dominante sulle altre.

Caratteristiche concorrenza: polverizzare il mercato, omogeneità del prodotto, libertà di entrate nel mercato. In concorrenza il ricavo totale è uguale al prezzo del bene prodotto moltiplicato per la quantità venduta. In concorrenza pura il ricavo medio e marginale ed i prezzi sono uguali.

Tutte le imprese mirano ad ottenere il massimo profitto totale e quindi espandono la produzione fino al punto in cui il costo marginale eguaglia il prezzo di mercato.

Le imprese che hanno il costo medio minimo più alto del prezzo producono in perdita e non possono sopravvivere. La domanda è il prezzo. L’offerta è il costo marginale.

Equilibrio dove prezzo e costo marginale sono uguali. Punto di fuga: punto in cui impresa marginale esce dal mercato (prezzi troppo bassi).

Monopolio

Monopolio: (elasticità tra 0 e 1). Forma di mercato in cui vi è un’unica impresa che produce un dato bene per il quale non esistono buoni sostituti. Equilibrio (punto di Cornot=1): punto in cui il monopolista arresterà la produzione della merce per conseguire il massimo profitto, è quello in cui il costo marginale eguaglia il ricavo marginale. Ricavo marginale: variazione che subisce il ricavo totale del monopolista all’aumentare di una piccola quantità di merce venduta; la curva del ricavo marginale giace al di sotto della curva di domanda; il ricavo marginale di un monopolista è minore del prezzo.

L’impresa monopolistica nel fissare i prezzi del prodotto, può fissare prezzi multipli.

Lo Stato cerca di controllare i prezzi delle imprese monopolistiche per evitare loro di fissare prezzi troppo alti; (vi sono anche accordi fra imprese che danneggiano la collettività).

Un monopolista: produce una quantità minore, pratica un prezzo maggiore e realizza un profitto positivo. Monopolio legale: si tratta di monopoli creati per legge che scaturiscono da brevetti e copyright. Concorrenza monopolistica: è un mercato in cui molti venditori offrono beni differenziati e vogliono libertà di entrata e uscita dal mercato e informazione perfetta.

Concorrenza monopolistica

Differenza pendenza e elasticità: La pendenza non coincide con l'elasticità in quanto la pendenza della curva di domanda dipende dalle variazioni assolute di P e Q, mentre l'elasticità dipende dalle loro variazioni percentuali. Trattandosi di una retta, questa curva di domanda ha pendenza costante in ogni punto.

Nel mercato operano numerosi piccoli acquirenti e venditori con differenziazione del prodotto, i produttori possono entrare e uscire liberamente dal mercato, acquirenti e venditori hanno informazione perfetta. In questo mercato le condizioni sono identiche a quelle della concorrenza perfetta eccetto che i prodotti sono differenziati e non omogenei.

Massimizzazione del profitto: le imprese che operano in concorrenza monopolistica si confrontano con una curva di domanda caratterizzata da pendenza negativa. Le imprese fronteggiano anche curve del ricavo marginale che giacciono al di sotto della curva di domanda; esse scelgono un livello di produzione ponendo ricavi marginali= costi marginali. Rispetto a un’impresa che opera in concorrenza perfetta, l’impresa in concorrenza monopolistica produce una quantità minore che vende a un prezzo più alto. Le imprese che operano in questo mercato intraprendono forme di concorrenza su fattori diversi dal prezzo. In termini di benessere sociale si può dire che le risorse sarebbero spese in modo più proficuo se si producesse una minore gamma di beni e servizi a prezzo più bassi e con meno pubblicità.

Oligopolio

Oligopolio: è un mercato in cui operano un numero limitato di venditori; l’ingresso è difficile.

Il rapporto di concentrazione è la quota della produzione totale che può essere attribuita ai più grandi produttori di un settore. Le imprese che operano in oligopolio si comportano in maniera strategica con i concorrenti pianificando le proprie mosse. (scelgono prezzi, strategie di marketing per battere i rivali).

Collusione: cooperazione tra potenziali rivali finalizzata alla conquista di un potere di mercato condiviso. Tacita o implicita: una collusione che si esprime anche senza la formazione di un cartello (non legale, antitrust); leadership di prezzo: forma di collusione tacita con la quale un’impresa fissa un prezzo decisa da un particolare venditore.

Efficienza economica

Efficienza del consumo: si dice di un sistema economico se non c’è modo di ridistribuire i beni tra i consumatori in modo da migliorare il benessere di alcuni senza peggiorare quello di altri

Segnale economico: un’informazione di qualsiasi tipo che aiuta le persone a prendere decisioni economiche migliori; un sistema economico efficiente non è necessariamente equo.

Efficienza nei livelli di produzione: si realizza quando non esiste un’altra combinazione di prodotto che migliori il benessere di alcune persone senza peggiorare quello di altri (efficienza locativa).

Un sistema equo è quando la distribuzione della ricchezza tra gli individui è bilanciata.

Surplus del consumatore: è il beneficio netto che il compratore trae dall’acquisto del bene.

Surplu

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher tyrone.colletta.tc di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "Giustino Fortunato" di Benevento o del prof Pompò Maria.
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