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Concetti Chiave

  • L'insediamento di popoli non romani in Occidente ha portato a un cambiamento significativo, con una regressione delle colture e l'impaludamento di grandi aree.
  • Il nuovo regime alimentare basato sulla carne ha aumentato lo sfruttamento di foreste e pascoli, causando devastazione e carestie.
  • Il calo demografico e la diffusione della malaria hanno aggravato la situazione agricola, riducendo drasticamente il rapporto tra seminato e raccolto.
  • La proprietà terriera era diversificata, con grandi tenute e piccole proprietà gestite da guerrieri liberi, contribuendo alla formazione dell'economia curtense.
  • La divisione delle terre in pars dominicia e pars massaricia ha caratterizzato il controllo dell'aristocrazia militare nelle campagne e il rapporto con i contadini.

Cambiamenti nell'occidente

L’insediamento in Occidente dei popoli di cultura non romana accelerò il processo di cambiamento: alla progressiva regressione delle colture, che portò all’impaludamento di vaste zone, corrispose un aumentato sfruttamento di foreste e pascoli, anche per il regime alimentare dei nuovi popoli, maggiormente basato sulla carne.
Devastazione, carestie, calo demografico comportarono una regressione generalizzata delle tecniche e della resa agricola: il rapporto tra seminato e raccolto scese a 2/5. La malaria, diffondendosi per l’aumento delle aree paludose, divenne endemica in molte zone d’Europa e costituì per secoli il più terribile nemico delle popolazioni contadine.

Proprietà terriera e economia curtense

Nella società antica la proprietà terriera era estremamente diversificata: accanto alle tenute più grandi, controllate dai duchi, si affermarono piccole e medie proprietà, affidate a guerrieri liberi, nelle quali si praticava anche la pastorizia. Nell’VIII secolo il processo di riorganizzazione politica del territorio si assestò, permettendo la formazione della cosiddetta “economia curtense” (ovvero un economia chiusa).

L’aristocrazia militare che reggeva i nuovi regni controllava le campagne, dove emerse la divisione fra terre gestite direttamente dal signore (pars dominicia), che i contadini avevano i compito e l’obbligo di coltivare, e terre concesse a fittavoli in via ereditaria (pars massaricia o manso).

Domande da interrogazione

  1. Quali furono gli effetti dell'insediamento dei popoli non romani in Occidente?
  2. L'insediamento dei popoli di cultura non romana accelerò il cambiamento, portando a una regressione delle colture, all'impaludamento di vaste aree e a un aumento dello sfruttamento di foreste e pascoli, con un regime alimentare più basato sulla carne. Questo causò devastazione, carestie e un calo demografico, con la malaria che divenne endemica in molte zone d'Europa.

  3. Come era strutturata la proprietà terriera nella società antica?
  4. La proprietà terriera era diversificata, con grandi tenute controllate dai duchi e piccole e medie proprietà affidate a guerrieri liberi, che praticavano anche la pastorizia. Nell'VIII secolo, si sviluppò l'economia curtense, caratterizzata da una riorganizzazione politica del territorio.

  5. Quali erano le differenze tra le terre gestite dai signori e quelle concesse ai fittavoli?
  6. Le terre gestite direttamente dal signore (pars dominicia) erano obbligatoriamente coltivate dai contadini, mentre le terre concesse a fittavoli in via ereditaria (pars massaricia o manso) erano gestite dai fittavoli stessi, creando una divisione nella gestione delle terre.

Domande e risposte

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