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L’economia del Cinquecento

L’incremento demografico e l’aumento della produzione agricola

Andamento demografico

  • Peste Nera (1348-51): forte calo della popolazione in Europa, di un terzo.
  • Seconda metà del Quattrocento: la popolazione iniziò a crescere lentamente.
  • Nel Cinquecento la crescita demografica europea accelerò, da 84 a 111 milioni.

La peste in questo periodo però non scomparve, e la crescita della popolazione non fu omogenea.

Le ondate in tutta Europa furono meno virulente.

Esempi

  • Minor crescita in Italia, a causa delle guerre del Cinquecento, e maggior crescita nelle città.
  • Maggiore crescita in Inghilterra, dopo la fine della guerra delle Due Rose, nel 1485, rispetto alla campagna.
  • Anche in area mediterranea, dove la densità della popolazione cittadina era la più alta dell’Europa.

Per quanto riguarda l’agricoltura, essa occupava ancora i tre quarti del lavoro umano. Tuttavia ci sono ancora alcune diversità geografiche: per esempio, in Olanda, e in particolare ad Amsterdam, la popolazione dedita all’agricoltura era inferiore alla media perché vi era una forte concentrazione di mercanti e artigiani.

Nell’agricoltura furono rimessi a coltura molti boschi e pascoli, finché all’inizio del Seicento si arrivò ai limiti precedenti alla crisi del Trecento.

  • Novità: iniziò la forte colonizzazione agraria della pianura russa.
  • Novità: nei Paesi Bassi olandesi e in Germania settentrionale furono costruite dighe e bonifiche per formare ampie aree di suolo sottratte così dal mare, i polder.

Ad eccezione di queste dighe, in generale non vi fu un grande rinnovamento tecnologico in età moderna. L’aumento della popolazione quindi non fu provocato dal miglioramento delle tecnologie.

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Sintesi

Lo sviluppo economico dell’Europa nel Cinquecento

Dalla metà del Quattrocento la popolazione europea riprese a crescere. L’agricoltura rappresentava ancora il settore economico dominante e, per far fronte all’aumento di popolazione, furono progressivamente messi a coltura i terreni abbandonati. Lo sviluppo economico del 1500 stimolò un continuo rialzo dei prezzi. L’inflazione avvantaggiò gli imprenditori agricoli più dinamici e i mercanti.

Furono invece penalizzati i detentori di un reddito fisso: i salariati e i proprietari terrieri che avevano affittato la terra con contratti a media e lunga scadenza. Anche l’industria manifatturiera si avvantaggiò del generale miglioramento dell’economia. La crescita della domanda stimolò sia l’industria tessile sia quella della metallurgia, in particolare per la produzione di armi da fuoco, utilizzate ormai in modo diffuso in questa epoca di continue guerre.

I commerci europei si svolgevano ancora per gran parte via terra, anche se il Mediterraneo conservò per tutto il Cinquecento una posizione di rilievo nel commercio marittimo.

Nell’Europa del nord, presero il sopravvento i mercanti olandesi, conquistando una posizione dominante che mantennero fino alla metà del Seicento. Le scoperte geografiche portarono a uno straordinario sviluppo dei commerci mondiali: metalli preziosi, spezie. Le attività finanziarie divennero sempre più autonome, tanto che l’Italia conquistò addirittura il primato nelle attività finanziarie.

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