Concetti Chiave
- Manzoni presenta due ritratti morali: donna Prassede e don Ferrante, posizionati all'inizio e alla fine del capitolo, per riflettere sulle dinamiche di genere nella coppia.
- Il ritratto di donna Prassede si evolve da una gentildonna incline al bene a una caricatura che confonde la propria opinione con la verità, causando involontariamente del male.
- La sicurezza di donna Prassede nel suo operato deriva dalla convinzione che il suo bene, essendo ispirato dal cielo, debba essere sempre ben accolto.
- La gentildonna commette l'errore di scambiare il bene con il suo contrario, portando a conseguenze negative senza esserne consapevole.
- La presunzione di donna Prassede emerge nel suo approccio superiore verso Agnese e Lucia, manifestando il desiderio di "raddrizzare" la mente di Lucia con la sua visione distorta del bene.
Ritratti Morali di Manzoni
Manzoni ci fornisce due ritratti morali, il primo è quello di donna Prassede all’inizio e il secondo è quello di don Ferrante che leggiamo alla fine del capitolo. Questa posizione dei due ritratti, al principio e in fondo all’episodio,fa riflettere sulle rispettive posizioni dell’uomo e della donna nel menage “della coppia d’alto affare”. Don Ferrante non compare se non alla fine,in un’occasione importante, ovvero per scrivere la lettera al cardinale Borromeo,in qualità di segretario di donna Prassede,confinato a comandare sul mondo ricco d’ombre dell’ortografia,che aveva una delle molte cose che aveva studiato e una delle poche sulle quali avesse lui il comando in casa.
Caricatura di Donna Prassede
Subito dunque domina il ritratto di donna Prassede :come ci dice il Manzoni era “una gentildonna molto inclinata a fare del bene”. Ma se questo inizialmente era un aspetto virtuoso, in un secondo momento si trasforma in una sorta di deformazione , in un vizio..L’autore fa su di lei una caricatura che termina con lo scambio di proporzioni fra “il cielo” e “il suo cervello”,l’autore ci dice infatti che “il suo studio era di assecondare i voleri del cielo:ma spesso faceva un grosso sbaglio,ch’era di prender per cielo il suo cervello”.
Errori di Donna Prassede
Infatti il primo grosso errore che la donna commetteva era quello di scambiare per verità le proprie opinioni personali.
Ella si può dire che scambiava il bene con quello che era il suo contrario, con il risultato di fare del male senza rendersene conto e senza volerlo. Nella gentildonna predomina la sicurezza che il suo beneficio, poiché viene dal cielo, deve essere ben accolto senza ombra di dubbio. La donna confonde questo suo modo di vedere il bene, con l’idea cristiana di donare senza far conoscere l’auotore del dono,che è segno di una grande carità.
Presunzione di Donna Prassede
Appena si trova davanti Agnese e Lucia le interroga e cerca di consigliarle,fa tutto con una certa superiorità. Il carattere di donna Prassede si rivela in tutta la sua presuntuosa sicurezza di far del bene a Lucia anche in un altro modo,vuole cioè cercare di raddrizzarle il cervello.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato della posizione dei ritratti morali di donna Prassede e don Ferrante nel racconto di Manzoni?
- In che modo il ritratto di donna Prassede evolve nel corso del racconto?
- Quali sono gli errori principali di donna Prassede nel suo approccio verso gli altri?
Manzoni colloca i ritratti di donna Prassede all'inizio e di don Ferrante alla fine del capitolo per riflettere sulle dinamiche di potere tra uomo e donna nella coppia d'affari, evidenziando il ruolo predominante di donna Prassede e la sua influenza.
Inizialmente descritta come una gentildonna incline a fare del bene, donna Prassede subisce una deformazione del suo carattere, trasformando la sua virtù in un vizio, come evidenziato dalla caricatura che mette in discussione la sua capacità di discernere tra il bene e il male.
Donna Prassede commette l'errore di confondere le proprie opinioni personali con la verità, scambiando il bene con il suo contrario e mostrando una presunzione nel voler "raddrizzare" le idee di Agnese e Lucia, senza rendersi conto delle conseguenze delle sue azioni.