Concetti Chiave

  • La proprietà è un diritto reale, esperibile erga omnes, con origini legate alla leggenda di Romolo che assegnò terreno ai capi famiglia.
  • Il concetto di proprietà si è evoluto nel tempo, passando da frasi come «hanc rem meam esse aio» a termini come «dominium» e «proprietas».
  • Bartolo da Sassoferrato è stato il primo a definire la proprietà come il diritto di disporre completamente di una cosa, influenzando il codice civile italiano.
  • La definizione di Bartolo include l'idea di «godere e disporre», estendendo il significato di proprietà a un concetto più ampio.
  • Il diritto romano ha visto la proprietà come un trasferimento del possesso piuttosto che una cessione effettiva, influenzando le concezioni moderne.

Origini della proprietà

La proprietà si configura come diritto reale (diritto soggettivo assoluto, dunque esperibile erga omnes). Il diritto romano ascrive l’origine della proprietà alla leggenda secondo cui la proprietà fondiaria inizialmente era esclusiva del sovrano, ma poi Romolo avrebbe attribuito appezzamenti di terreno di circa mezzo ettaro ai singoli capi famiglia. Ciò determinò l’assegnazione di proprietà degli ager publicus (da molti definita come un trasferimento del possesso e non una cessione dell’effettiva proprietà).

Evoluzione del concetto di proprietà

Originariamente la proprietà veniva definita attraverso la perifrasi «hanc rem meam esse aio (la cosa è mia)»; in seguito, però, si affermò l’espressione «dominium» (ex iure Quiritium) per indicare il diritto di proprietà e l’espressione «dominus» (ex iure Quiritium) per indicare il proprietario. Infine, in età più tarda sorsero i termini proprietas e proprietarius per definire il concetto di proprietà e quello di proprietario.

Definizione di Bartolo da Sassoferrato

Il primo giurista a definire compiutamente il concetto di proprietà fu Bartolo da Sassoferrato (1314-1357) il quale, basandosi sulle fonti romane, ha scritto che «la proprietà (dominium) è il diritto di disporre interamente di una cosa corporale ove la legge non lo vieti». La definizione fornita da Bartolo ha ottenuto una grande risonanza, al punto che tale concetto è stato ripreso anche dal codice civile italiano (art. 832) e dai codici di molti altri Paesi.

Il verbo «disponere» utilizzato da Bartolo appare scisso nei due verbi «godere e disporre»: esso, dunque, conteneva sia il verbo uti (usare) che il verbo frui (godere della cosa). In tal senso, il termine «proprietà» implicava un’accezione molto ampia.

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine storica della proprietà secondo il diritto romano?
  2. La proprietà, secondo il diritto romano, ha origine dalla leggenda in cui inizialmente era esclusiva del sovrano, ma Romolo avrebbe poi assegnato appezzamenti di terreno ai capi famiglia, determinando l'assegnazione di proprietà degli ager publicus, considerata un trasferimento di possesso piuttosto che una cessione della proprietà effettiva.

  3. Come si è evoluto il concetto di proprietà nel tempo?
  4. Inizialmente, la proprietà era espressa con la frase «hanc rem meam esse aio», ma successivamente si affermarono i termini «dominium» e «dominus» per indicare rispettivamente il diritto di proprietà e il proprietario, fino all'emergere dei termini «proprietas» e «proprietarius» in epoche più tarde.

  5. Qual è la definizione di proprietà fornita da Bartolo da Sassoferrato?
  6. Bartolo da Sassoferrato definì la proprietà come «il diritto di disporre interamente di una cosa corporale ove la legge non lo vieti», una definizione che ha avuto grande risonanza e che è stata ripresa dal codice civile italiano e da altri codici di vari Paesi.

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