Concetti Chiave
- Fino al 1970, l'ordinamento italiano manteneva il principio dell'indissolubilità del matrimonio, consentendo il divorzio solo successivamente attraverso una legge specifica.
- La legge sul divorzio italiana è stata riformata nel 1987, riducendo il tempo necessario per ottenere il divorzio da 5 a 3 anni e facilitando il processo in caso di consenso tra i coniugi.
- In Europa, la gestione del divorzio varia: paesi come la Germania prevedono clausole di durezza, mentre in Grecia il divorzio è ammesso nonostante la religione ortodossa.
- Nel diritto canonico, il divorzio non è riconosciuto e deve avere una motivazione oggettiva, contrariamente alle legislazioni più recenti che enfatizzano il consenso tra coniugi.
- La separazione tra sfera civile e religiosa è presente in vari paesi europei, come la Francia, dove è vietato celebrare il matrimonio religioso prima di quello civile, con sanzioni per i trasgressori.
Evoluzione del divorzio in Italia
In questo appunto viene descritto che cosa sia il 
Ora è presente in tutti gli ordinamenti giuridici, ma fino al 1970 l’ordinamento italiano ha mantenuto il principio dell’indissolubilità del matrimonio. Nel 1970 si consente lo scioglimento del matrimonio civile e la cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario. L’istituto si diffonde in altri paesi cattolici come la Spagna (1981), l’Irlanda (1985). L’unico Paese nell’UE che ha mantenuto l’indissolubilità del matrimonio è la Repubblica di Malta.
Si consentiva ad un coniuge di allontanare l’altro per colpa di quest’ultimo in caso di adulterio. Tendenza a sganciare il divorzio dalla colpa oggettiva. Il divorzio è un fatto oggettivo di rottura del consenso coniugale oppure è frutto del consenso di uno dei due coniugi senza addurre particolari motivazioni sull’impossibilità di vivere insieme. Nel diritto canonico non è ammesso divorzio né separazione consensuale, il divorzio deve avere una motivazione oggettiva. Le legislazioni più recenti, invece, sottolineano l’aspetto del consenso dei due coniugi. La legge del 1970 è stata riformata nel 1987 per facilitare il divorzio. In origine, infatti, bisognava attendere 5 anni per ottenere il divorzio, dal 1987 bastano 3 anni. Si prevedono 3 anni di separazione, ma se c’è consenso dei coniugi, è possibile ottenere la pronuncia di divorzio più velocemente.
Divorzio e legislazioni internazionali
In alcune legislazioni divorziste (ad es. in Germania) è prevista una clausola di durezza che consente al giudice di provocare il divorzio se c’è possibilità di gravi pregiudizi per i figli o per il coniuge. E’ una clausola applicata con ristrettezza. In qualche caso la motivazione religiosa dell’altro coniuge comportava l’indissolubilità del matrimonio. La motivazione religiosa è stata ritenuta non idonea a determinare la pronuncia giudiziale. La Grecia, paese europeo in cui la religione cristiana ortodossa è la religione dello Stato, ammette il divorzio; in alcune ipotesi si va contro il principio dell’indissolubilità del matrimonio e la Chiesa accorda provvedimenti di divorzio. Nel 1982 al Vescovo era consentito un tentativo di conciliazione prima di adire il Tribunale civile; se tale tentativo falliva, gli interessati si rivolgevano all’autorità civile, e dopo la sentenza occorreva la ratifica del vescovo. Tali interventi sono divenuti una pura formalità, quasi un atto di ossequio. Dal punto di vista della celebrazione tutti gli Stati europei hanno adottato il matrimonio civile (la Grecia l’ha adottato nel 1982). Tale legislazione era presente negli Stati musulmani, dove la sfera matrimoniale è demandata all’autorità religiosa. Negli Stati democratici occidentali il matrimonio civile si è diffuso in maniera totale. Alcuni paesi concordatari hanno consentito il matrimonio religioso e la Chiesa ha facoltà di regolamentare il matrimonio non solo nella celebrazione.

Matrimonio civile e religioso in Europa
Altri Paesi riconoscono il matrimonio come forma di celebrazione: si può avere matrimonio davanti al ministro di culto competente e il riconoscimento della celebrazione è visto come instaurazione del rapporto coniugale; la regolamentazione del matrimonio spetta allo Stato. In altri paesi ancora il matrimonio è lasciato nella sfera religiosa; era la situazione italiana prima del 1929, quando il matrimonio era atto senza effetti civili. In qualche paese c’è netta separazione tra sfera civile e sfera religiosa; il divieto di celebrare il matrimonio religioso prima di quello civile vige in Francia ad esempio, che si afferma come Stato laico con separatismo tra Stato e Chiesa, e si comminano sanzioni al parroco che non si accerti della preventiva celebrazione civile. Nel 1792 la popolazione non si accostava al matrimonio civile e non rispettava la legislazione civile. Allora per imporre la nuova legislazione si affermò questa regola, che doveva essere solo transitoria, ma che invece è rimasta nella legislazione francese.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la principale evoluzione del divorzio in Italia dal 1970?
- Come è cambiata la legislazione sul divorzio in Italia nel 1987?
- Qual è la differenza tra il divorzio in Italia e in altri paesi europei come la Germania?
- Come si è evoluto il matrimonio civile e religioso in Europa?
- Qual è la situazione del divorzio in paesi con forte influenza religiosa, come la Grecia?
Nel 1970, l'ordinamento italiano ha introdotto la possibilità di sciogliere il matrimonio civile, abbandonando il principio di indissolubilità, che era in vigore fino ad allora.
La legge sul divorzio è stata riformata nel 1987, riducendo il periodo di attesa per ottenere il divorzio da 5 a 3 anni e permettendo una pronuncia più rapida in caso di consenso tra i coniugi.
In Germania, esiste una clausola di durezza che consente al giudice di intervenire per evitare gravi pregiudizi per i figli o per il coniuge, mentre in Italia il divorzio è più legato al consenso dei coniugi.
Negli Stati europei, il matrimonio civile è diventato prevalente, con alcuni paesi che richiedono la celebrazione civile prima di quella religiosa, come in Francia, dove esiste una netta separazione tra Stato e Chiesa.
In Grecia, nonostante la predominanza della religione cristiana ortodossa, il divorzio è ammesso, ma in alcune situazioni può andare contro il principio di indissolubilità del matrimonio, con la Chiesa che può concedere provvedimenti di divorzio.