Concetti Chiave

  • Il dipinto "Il quarto stato" di Giuseppe Pellizza da Volpedo rappresenta la dignità dei lavoratori umili in lotta per i propri diritti e la giustizia sociale.
  • Pellizza ha utilizzato la tecnica del Divisionismo, ispirata al Puntinismo, per dare maggiore luminosità al paesaggio e risalto alle figure principali.
  • La preparazione dell'opera ha richiesto un lungo studio dei modelli dal vero, iniziato da Pellizza nel 1890 e culminato nella versione definitiva del dipinto.
  • Vittore Grubicy ha avuto un ruolo fondamentale nella diffusione del Divisionismo in Italia, condividendo le teorie di Seurat con i giovani artisti.
  • Altri artisti come Giovanni Segantini e Angelo Morbelli hanno affrontato temi sociali attraverso il Divisionismo, contribuendo alla discussione sulle classi umili.

Il significato del quarto stato

La grande tela raffigura un gruppo di braccianti e di lavoratori, fieri e orgogliosi, in lotta. Con il termine quarto stato era chiamata la classe dei lavoratori più umili. I personaggi del dipinto simboleggiano la dignità di chi rivendica i propri diritti e una maggiore giustizia sociale. Per fare comprendere questo rivoluzionario messaggio l’artista Giuseppe Pellizza da Volpedo (1868-1907) isola dalla massa calma e compatta dei lavoratori in sciopero i capi della rivolta, tre figure quasi monumentali che fa avanzare in primo piano. La scena si svolge in pieno sole al centro di una piazza di paese. Ogni figura proietta ai suoi piedi la sagoma della propria ombra. Ma la luce, in questo caso, ha un valore anche politico e sociale: illumina la massa dei lavoratori che dallo sfondo buio della storia avanza verso la luce del progresso. Al centro, vero perno della composizione, troviamo un uomo con il panciotto, affiancato, in posizione leggermente più arretrata, da un secondo lavoratore più anziano e da una donna scalza che regge in braccio il figlioletto.

La tecnica del divisionismo

Il dipinto ebbe una complessa e lunga preparazione: Pellizza studiò i suoi modelli dal vero, uomini e donne di Volpedo, il suo paese natio, in provincia di Alessandria. Nel 1890 iniziò una serie di lavori preparatori, d’ispirazione sociale, che sfociarono ne Il quarto stato, la versione definitiva dell’opera. Il dipinto fu esposto al pubblico e fu criticato non tanto per il contenuto, in stretto rapporto con i temi del nascente pensiero socialista, quanto per l’assenza di movimento nella composizione e per la tecnica esecutiva, giudicata eccessivamente laboriosa. Infatti, verso la fine del XIX secolo, anche in Italia si andava affermando la tecnica della scomposizione dei colori, già elaborata in Francia dal pittore Georges Seurat con il nome di Puntinismo. Nel nostro Paese si chiamò Divisionismo. Rispetto al Puntinismo, la frammentazione del colore venne applicata in modo meno rigoroso, con risultati di maggiore spontaneità, proprio come ne Il quarto stato, dove Pellizza impiegò la tecnica divisionista per rendere luminoso il paesaggio e dar maggior risalto alle figure in primo piano.

Influenza di Vittore Grubicy

La tecnica divisionista fu diffusa in Italia grazie alla figura di Vittore Grubicy (1851-1920). Gallerista, critico, pittore lui stesso, Grubicy fu un colto intellettuale che visitò regolarmente le grandi esposizioni universali. Egli conobbe le opere di Seurat e le sue teorie sul colore, che poi diffuse tra i giovani pittori frequentatori della sua galleria milanese.

Opere di Segantini e Morbelli

La condizione delle classi sociali più umili fu raccontata anche dal pittore Giovanni Segantini (1858-1899)con il dipinto Le due madri].Egli rappresenta un’umile scena di stalla, dove una giovane contadina, seduta su uno sgabello, sembra una «Madonna con Bambino», simbolo dell’amore materno. Sia la mucca con il vitellino, sia la donna con il proprio bimbo addormentato, sono immerse nella stessa atmosfera raccolta, colma di affetto e di sereno riposo. Angelo Morbelli (1853-1919), attratto dal metodo divisionista, fu un pittore molto sensibile ai temi di contenuto sociale: nel suo dipinto In risaia ,come in una inquadratura cinematografica, raffigura decine di donne piegate sotto il sole abbagliante, intente a trapiantare le piantine di riso in ordinate file orizzontali. Dal gruppo di mondine, in primo piano, si stacca e staglia in controluce la sagoma di una giovane che, sospeso il lavoro, è intenta a ricomporsi il bianco copricapo sulla testa. Anche Giacomo Balla (1871-1958), prima di diventare un pittore futurista applicò la tecnica divisionista nelle sue opere d’esordio, come nel dipinto La pazza dove raffigura una donna malata di mente: il corpo, scomposto è in controluce; la donna si trova tra la ringhiera e la porta finestra, che ne riflette sul vetro la sagoma inquietante.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato del termine "quarto stato" nel contesto del dipinto di Pellizza da Volpedo?
  2. Il "quarto stato" si riferisce alla classe dei lavoratori più umili, rappresentata nel dipinto come un gruppo di braccianti in lotta per i propri diritti e una maggiore giustizia sociale.

  3. Come si distingue la tecnica del divisionismo nel dipinto "Il quarto stato"?
  4. La tecnica del divisionismo, utilizzata da Pellizza, si basa sulla scomposizione dei colori per rendere luminoso il paesaggio e dare risalto alle figure, applicata con maggiore spontaneità rispetto al puntinismo francese.

  5. Chi ha influenzato la diffusione della tecnica divisionista in Italia?
  6. Vittore Grubicy ha avuto un ruolo fondamentale nella diffusione della tecnica divisionista, grazie alla sua conoscenza delle opere di Seurat e delle sue teorie sul colore, che ha condiviso con giovani pittori.

  7. Quali altri artisti hanno affrontato temi sociali simili a quelli di Pellizza?
  8. Artisti come Giovanni Segantini e Angelo Morbelli hanno esplorato la condizione delle classi sociali più umili, utilizzando la tecnica divisionista per rappresentare scene di vita quotidiana e affetti materni.

  9. Qual è la critica principale ricevuta dal dipinto "Il quarto stato" al momento della sua esposizione?
  10. Il dipinto fu criticato principalmente per l'assenza di movimento nella composizione e per la tecnica esecutiva, considerata eccessivamente laboriosa, piuttosto che per il suo contenuto sociale.

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