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Concetti Chiave

  • Il capitalismo genera posti di lavoro tramite investimenti, ma può anche portare a disoccupazione a causa di squilibri tra offerta e domanda nel mercato del lavoro.
  • La teoria liberista attribuisce la disoccupazione all'eccesso salariale, sostenendo che salari elevati imposti dai sindacati creano un disequilibrio nel mercato del lavoro.
  • Secondo gli economisti keynesiani, la disoccupazione è influenzata dal ciclo economico e dalla domanda globale di beni, suggerendo che l'aumento della domanda possa ridurre la disoccupazione.
  • La disoccupazione tecnologica si verifica quando l'innovazione riduce il fabbisogno di lavoro, sostituendo i lavoratori con macchine, rendendo necessarie soluzioni strutturali.
  • Le soluzioni per la disoccupazione tecnologica includono la creazione di posti di lavoro in nuovi settori e la redistribuzione del lavoro attraverso la riduzione del tempo di lavoro individuale.

Il paradosso del capitalismo

Lo sviluppo economico capitalistico comporta, attraverso gli investimenti e l' accumulazione, la creazione continua di posti di lavoro. Al tempo stesso, però, è proprio e soltanto in un sistema di mercato capitalistico che può comparire il fenomeno della disoccupazione. L'esistenza di disoccupazione indica una situazione di squilibrio sul mercato del lavoro tra coloro che cercano un'occupazione (offerta) e la disponibilità di posti (domanda) nelle imprese.

Teorie economiche sulla disoccupazione

Perché si verifica questo squilibrio? Per quanto riguarda le cause, esistono diverse spiegazioni. Gli economisti liberisti hanno sviluppato la teoria della disoccupazione da eccesso salariale. Secondo questa teoria, non esiste mercato nel quale l'offerta, qualunque essa sia, non possa essere venduta a patto di diminuirne adeguatamente il prezzo.

Anche sul mercato del lavoro, quindi, la domanda di manodopera che proviene dalle imprese varia inversamente alle variazioni del salario (o meglio, del costo del lavoro), poiché le imprese tendono a sostituire il lavoro diventato più caro con macchine: solo un basso livello salariale incentiverebbe le imprese ad assumere la manodopera eccedente. Sarebbe così l'esistenza delle organizzazioni sindacali a creare il disequilibrio: i sindacati sviluppano un potere monopolistico sul mercato del lavoro e impongono un salario contrattuale superiore a quello "di equilibrio'. Secondo gli economisti keynesiani la disoccupazione è, invece, legata al ciclo economico e dipende dal grado di utilizzazione della capacità produttiva esistente deciso dalle imprese. Questa decisione a sua volta dipende dal livello globale della domanda di merci. Si tratta allora di incrementare questa domanda (con la spesa pubblica e stimolando gli investimenti) e non di ridurre i salari: quest'ultima terapia sarebbe anzi controproducente, perché minori salari significano anche minore domanda di beni di consumo e aggravamento della recessione. Questa interpretazione si basa sulla teoria della disoccupazione da domanda.

Soluzioni alla disoccupazione tecnologica

La disoccupazione è detta invece tecnologica se è il risultato di innovazioni che riducono il fabbisogno di lavoro, ed espellono i lavoratori dai processi produttivi per sostituirli con macchine. In queste condizioni (che sono oggi dominanti in molti paesi avanzati), sostenere la domanda può non essere sufficiente. Sono cioè necessarie terapie più strutturali: la creazione di posti di lavoro in nuovi settori e/o la redistribuzione del lavoro, per esempio attraverso una riduzione del tempo di lavoro individuale.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il paradosso del capitalismo riguardo alla disoccupazione?
  2. Il paradosso del capitalismo risiede nel fatto che, mentre lo sviluppo economico capitalistico genera continuamente posti di lavoro, è proprio in questo sistema che può manifestarsi la disoccupazione, segnalando uno squilibrio tra l'offerta di lavoro e la domanda delle imprese.

  3. Quali sono le principali teorie economiche sulla disoccupazione?
  4. Le teorie economiche sulla disoccupazione includono la teoria liberista, che attribuisce il problema all'eccesso salariale e al potere monopolistico dei sindacati, e la teoria keynesiana, che lo collega al ciclo economico e alla domanda globale di beni, suggerendo che sia necessario aumentare la domanda piuttosto che ridurre i salari.

  5. Cosa si intende per disoccupazione tecnologica e quali soluzioni sono necessarie?
  6. La disoccupazione tecnologica si verifica quando innovazioni riducono il fabbisogno di lavoro, sostituendo i lavoratori con macchine. In tali situazioni, è necessaria una risposta strutturale, come la creazione di posti di lavoro in nuovi settori o la redistribuzione del lavoro, piuttosto che semplicemente sostenere la domanda.

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