Concetti Chiave
- I sintomi del disturbo da stress acuto insorgono immediatamente dopo un evento traumatico e possono durare da 3 giorni a 1 mese, interferendo significativamente con il funzionamento quotidiano della persona.
- Il disturbo dell'adattamento si manifesta quando una persona non riesce ad affrontare adeguatamente un evento traumatico, portando a sintomi emotivi e comportamentali intensificati come ansia e depressione.
- Nei bambini, il disturbo dell'adattamento si presenta con comportamenti di eccessiva confidenza con estranei e si manifesta entro 3 mesi dall'evento, con una durata massima di 6 mesi.
- Nella popolazione dei rifugiati, il rischio di sviluppare PTSD è circa del 30%, dieci volte superiore rispetto alla popolazione generale, a causa di eventi traumatici accumulati durante le fasi migratorie.
- Esperienze traumatiche e pregiudizi contribuiscono a una sofferenza significativa per i rifugiati, che possono affrontare difficoltà nell'adattamento anche dopo aver raggiunto un nuovo Paese.
Indice
Sintomi e durata del disturbo
In questo caso l’insorgenza dopo il trauma è immediata: i sintomi insorgono immediatamente a seguito dell’evento (e non entro 6 mesi come nel ptsd), e durano da 3 giorni a 1 mese. In questo periodo il funzionamento quotidiano è molto basso: i sintomi sono affettivi, cognitivi, somatici e comportamentali, e interferiscono con il funzionamento quotidiano della persona.
Reazioni emotive e comportamentali
È un altro disturbo correlato a eventi traumatici molto comune. Si verifica tipicamente in conseguenza a lutti: ci sono delle reazioni emotive e comportamentali comprensibili ma di intensità, durata e qualità maggiore del fisiologico, sono considerate eccessive e sproporzionate. Altri eventi scatenanti frequenti possono essere relazionali, economici, relativi alla salute (ricevere la diagnosi di una patologia).
Avere un disturbo dell’adattamento significa che la persona non è stata in grado di affrontare l’evento traumatico che ha vissuto nella maniera adeguata e fisiologica, ed è andata incontro a una serie di sintomi più importanti: sia emotivi (ansia, inquietudine, agitazione, depressione…) che comportamentali (alterazioni della condotta).
Disturbo dell'adattamento nei bambini
I sintomi si verificano generalmente entro 3 mesi dall’evento e hanno una durata non superiore ai 6 mesi. Questo disturbo è presente nei bambini che hanno un comportamento di eccessiva confidenza con gli estranei. Normalmente nel bambino c’è un attaccamento rispetto alle figure genitoriali, e invece in questi bambini vengono violate le norme sociali comuni: assumono comportamenti eccessivamente familiari con persone estranee, hanno eccessiva confidenza con adulti estranei e non conosciuti e non mostrano alcuna reticenza ad allontanarsi con loro lasciando i genitori. La diagnosi non si fa prima del nono mese di età.
PTSD nella popolazione dei rifugiati
Nella popolazione dei rifugiati, così come nelle altre popolazioni a prevalenza più alta citate prima, il rischio di avere un ptsd è di circa il 30%: il rischio è 10 volte superiore rispetto alla popolazione generale. La peculiarità è che si tratta di una popolazione che per sua caratteristica è esposta a una serie di eventi traumatici, i quali come sappiamo hanno un effetto cumulativo. In particolare, le esperienze traumatiche accadono:
- nella fase pre-migratoria: persone che assistono a scene di violenza estrema nel Paese d’origine, come morti e decapitazioni;
- durante il viaggio migratorio: si parla di “effetto Libia” per fare riferimento ai sintomi che presentano le persone che affrontano questo tipo di viaggio;
- nella fase post-migratoria: anche una volta giunti nel Paese ospitante, ripensare ai famigliari che sono ancora nel Paese d’origine, non sapendo se sono vivi o morti, può rappresentare la fonte maggiore della sofferenza ed essere più traumatico del viaggio o della guerra in sé. Un'altra fonte di sofferenza sono gli atteggiamenti di pregiudizio: ad esempio, un ingegnere in fisica laureato a Kabul che nell’avvicinare dei passanti per chiedere informazioni, nessuno gli rispondeva se non dicendo “non ho bisogno di niente”.
Esperienze traumatiche e pregiudizi
Questa popolazione ha dato alla professoressa una chiave di lettura del ptsd molto particolare, che le ha permesso di essere più attenta e più acuta nella relazione e nella diagnosi anche nei contesti occidentali.
Parentesi: la professoressa consiglia il film “Le nuotatrici” su Netflix, che è descrittivo di questo tipo di esperienze.
Domande da interrogazione
- Qual è la durata tipica dei sintomi del disturbo dell'adattamento dopo un evento traumatico?
- Quali sono le reazioni emotive e comportamentali associate al lutto in caso di disturbo dell'adattamento?
- Come si manifesta il disturbo dell'adattamento nei bambini?
- Qual è il rischio di sviluppare PTSD nella popolazione dei rifugiati?
- Qual è l'importanza delle esperienze traumatiche nella diagnosi del PTSD?
I sintomi del disturbo dell'adattamento insorgono immediatamente dopo il trauma e durano da 3 giorni a 1 mese, con un funzionamento quotidiano molto basso durante questo periodo.
Le reazioni emotive e comportamentali in caso di lutto sono comprensibili ma di intensità, durata e qualità eccessive rispetto al normale, manifestando sintomi come ansia, inquietudine e depressione.
Nei bambini, il disturbo dell'adattamento si manifesta con comportamenti di eccessiva confidenza con estranei, violando le norme sociali comuni, e i sintomi si verificano generalmente entro 3 mesi dall'evento, durando non oltre 6 mesi.
Nella popolazione dei rifugiati, il rischio di sviluppare PTSD è circa il 30%, dieci volte superiore rispetto alla popolazione generale, a causa dell'esposizione a eventi traumatici cumulativi durante le fasi pre-migratoria, migratoria e post-migratoria.
Le esperienze traumatiche nella popolazione dei rifugiati offrono una chiave di lettura unica per il PTSD, permettendo una diagnosi più attenta e acuta anche nei contesti occidentali, come evidenziato dalla professoressa.