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Concetti Chiave

  • La divisione dell'Impero romano in Oriente e Occidente ha portato a una diversificazione economica significativa, con l'Impero bizantino che ha mantenuto il controllo sui traffici marittimi.
  • Il commercio nell'Impero d'Occidente ha subito un forte declino a causa della disgregazione politica e della mancanza di interesse dei nuovi popoli germanici per il commercio marittimo.
  • La società longobarda presentava un mercato attivo, con mercanti che potevano raggiungere posizioni sociali elevate, nonostante la mancanza di una classe mercantile uniforme.
  • I gravi problemi infrastrutturali e il brigantaggio hanno aumentato i costi di trasporto, limitando i commerci a prodotti di lusso e influenzando i consumi, come la sostituzione dell'olio d'oliva con burro e lardo.
  • Il sistema feudale ha ulteriormente soffocato i commerci, creando unità autosufficienti e gravando il commercio di lusso con dazi, mentre il commercio si è mantenuto solo nei castelli e nelle corti.

Divisione dell'impero romano

La diverse sorti seguite dai territori dell’Impero romano dopo la sua divisione in due parti (Impero d’Oriente e Impero d’Occidente) costituiscono il motivo principale della sua diversificazione economica.

Commercio nell'impero bizantino

L’Impero bizantino infatti riuscì a mantenere il controllo dei traffici marittimi nel Mediterraneo e, anche dopo l perdita delle coste nordafricane passate in mano agli Arabi e l’espansione di questi in Medio Oriente, continuò a svolgere un’intensa attività mercantile con i musulmani.

Declino commerciale in occidente

Nella parte occidentale dell’Impero, invece, il dissolvimento dell’unità politica indebolì notevolmente i commerci. I “nuovi” popoli germanici, che non avevano una cultura marittima, non si interessarono di rivitalizzare i commerci mediterranei o di allestire una propria flotta. Le rotte commerciali divennero perciò esclusivamente terrestri e collegavano quelle città romane che erano diventate centro politico delle nuove organizzazioni territoriali, base di una piccola produzione artigianale e sede di un ceto dirigente ( formato di guerrieri e successivamente di funzionari) in grado di acquistare le merci.

Società longobarda e mercato

La società longobarda conosceva dei negotiatores e possiamo presupporre, anche per la presenza di monetazione aurea, l’esistenza di un mercato relativamente attivo, anche se non esteso, tanto che i mercanti non facevano parte di una medesima classe sociale e potevano anche raggiungere la posizione sociale dei proprietari terrieri più ricchi.

Problemi del mercato europeo

Non si può però parlare di mercato europeo. Il cattivo stato del vecchio sistema stradale romano, rovinato dall’incuria e da un lungo periodo di guerre, e i pericoli di brigantaggio in zone impoverite, prive di controllo politico e con la presenza di popolazioni di origine tribale abituate alla guerra, resero molto alte le spese di trasporto. Si è calcolato che il prezzo del grano, per compensare tali costi, dovesse raddoppiare ogni 50-100 chilometri.

Commercio di lusso e moneta

I commerci quindi si concentrarono sui prodotti di lusso provenienti dall’Oriente attraverso la mediazione dei mercanti bizantini. È significativo il fatto che in Occidente scompare la moneta d’oro, ancora battuta a Costantinopoli e diffusa nel mondo arabo, e si diffuse invece una monetazione argentea voluta da Carlo Magno in un’epoca di particolare stabilita politica, più adatta a un mercato in cui i beni comprati e venduti non erano di grande valore.

Cambiamenti negli usi e costumi

La riduzione dei mercati e il conseguente cambiamento delle merci disponibili comportò anche mutamenti negli usi e nei costumi, come nel caso della sostituzione dell’olio d’oliva con il burro e il lardo da parte delle popolazioni italiche del Nord.

Sistema feudale e commercio

Il sistema feudale e l’economia curtense, con la frammentazione del territorio in unità autosufficienti, tesero a soffocare ulteriormente i commerci, gravati tra l’altro dall’imposizione di dazi nel passaggio di ponti e confini. Persistette, ma solo nei castelli e nelle corti, il commercio di beni di lusso, come sete o spezie, estranei alla produzione curtense.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le conseguenze della divisione dell'Impero romano sulla sua economia?
  2. La divisione dell'Impero romano in Impero d'Oriente e Impero d'Occidente portò a una diversificazione economica, con l'Impero bizantino che mantenne il controllo dei traffici marittimi, mentre l'Occidente subì un declino commerciale significativo a causa della perdita di unità politica.

  3. Come si sviluppò il commercio nell'Impero bizantino?
  4. L'Impero bizantino continuò a svolgere un'intensa attività mercantile, mantenendo il controllo dei traffici marittimi nel Mediterraneo e commerciando con i musulmani, nonostante la perdita delle coste nordafricane (come indicato nel testo).

  5. Quali erano le caratteristiche del mercato nella società longobarda?
  6. Nella società longobarda esistevano dei negotiatores e un mercato relativamente attivo, sebbene non esteso, dove i mercanti potevano raggiungere posizioni sociali elevate, simili a quelle dei proprietari terrieri più ricchi.

  7. Quali fattori influenzarono negativamente il commercio in Occidente?
  8. Il cattivo stato delle strade romane, il brigantaggio e la mancanza di controllo politico resero elevate le spese di trasporto, causando un raddoppio del prezzo del grano ogni 50-100 chilometri, e contribuendo al declino del commercio.

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