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Concetti Chiave

  • Lo sciopero è un'astensione collettiva dal lavoro che permette ai lavoratori di esercitare pressione sui datori per migliorare le condizioni lavorative.
  • È un diritto riconosciuto dalla Costituzione italiana, ma comporta la perdita di salario e non il rischio di licenziamento per i lavoratori dipendenti.
  • Il diritto di sciopero non si applica alle serrate degli imprenditori o alla sospensione dell'attività dei liberi professionisti.
  • Nei servizi pubblici essenziali, lo sciopero è soggetto a regolamentazione per prevenire disagi significativi agli utenti e richiede un preavviso di almeno dieci giorni.
  • I sindacati sono cauti nell'accettare limitazioni al diritto di sciopero, temendo che ciò possa indebolire la resistenza della classe lavoratrice.

Definizione e scopo dello sciopero

Lo sciopero, cioè l'astensione collettiva dal lavoro, è il mezzo di cui possono disporre i lavoratori per fare pressione sui datori di lavoro al fine di ottenere condizioni di lavoro più favorevoli; come tale, esso viene per lo più usato in occasione dei rinnovi contrattuali. Può accadere tuttavia che una categoria di lavoratori scenda in sciopero non per difendere i propri interessi economici, ma quelli di altre categorie o dell'insieme dei lavoratori (sciopero di solidarietà); inoltre lo sciopero può venir proclamato per influire sulle scelte politiche del Governo.

Diritto costituzionale e limiti

Lo sciopero è un diritto riconosciuto dalla Costituzione (articolo 40) e ciò significa che chi aderisce a uno sciopero perde il salario per la durata dello stesso, ma non dovrebbe correre il rischio del licenziamento, come invece avveniva in passato. La Costituzione considera come diritto soltanto lo sciopero dei lavoratori dipendenti, non la serrata, cioè la chiusura degli stabilimenti da parte degli imprenditori o dei negozi da parte dei commercianti, né a sospensione dell'attività da parte dei liberi professionisti.

Regolamentazione nei servizi essenziali

La Costituzione peraltro afferma che non è un diritto senza limiti. Il problema riguarda soprattutto i servizi pubblici essenziali (sanità, trasporti, scuole, giustizia, erogazione dell'energia elettrica ecc.). In questi settori, infatti, uno sciopero può provocare forti disagi agli utenti e disfunzioni per la vita collettiva, conferendo a questi gruppi di lavoratori un potere di pressione notevole. I sindacati, pur riconoscendo la necessità di limitare il potere di alcune corporazioni, sono sempre stati restii ad accettare limitazioni del diritto di sciopero, per il timore che venisse indebolita la capacità di resistenza della classe lavoratrice nel suo complesso. Il principio costituzionale è rimasto così inapplicato per più di quarant'anni. Una legge del 1990 ha infine regolato lo sciopero in questi settori: esso deve essere indetto con un preavviso di almeno dieci giorni; deve esserne dichiarata la durata; vanno comunque garantiti livelli minimi di funzionamento dei servizi, per esempio il pronto soccorso negli ospedali.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è lo scopo principale dello sciopero secondo la definizione fornita?
  2. Lo sciopero è un'astensione collettiva dal lavoro utilizzata dai lavoratori per fare pressione sui datori di lavoro e ottenere condizioni di lavoro più favorevoli, specialmente durante i rinnovi contrattuali.

  3. Quali sono i diritti e i limiti dello sciopero secondo la Costituzione?
  4. Lo sciopero è un diritto riconosciuto dalla Costituzione (articolo 40), ma comporta la perdita del salario e non dovrebbe portare al licenziamento. Tuttavia, il diritto di sciopero è limitato nei servizi pubblici essenziali per evitare disagi significativi.

  5. Come è regolamentato lo sciopero nei servizi essenziali?
  6. La legge del 1990 ha stabilito che lo sciopero nei servizi essenziali deve essere indetto con un preavviso di almeno dieci giorni, dichiararne la durata e garantire livelli minimi di funzionamento dei servizi, come il pronto soccorso negli ospedali.

Domande e risposte

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