Perché un insegnamento di diritto pubblico e della comunicazione è nel corso di scienze dell'educazione?
Ci sono quattro considerazioni/riflessioni generali - premessa: rete affermatasi quale possibilmente di comunicazione. Responsabilità come mezzo per coloro che lo utilizzano e ci dobbiamo collegare l'ordinamento democratico che deve garantire il benessere dei singoli e indirizzare l'uso di internet. Occorre assicurare l'uso individuale della rete e la sua funzione collettiva. L'internet racchiude amplifica ogni manifestazione del pensiero umano.
Tuttavia è l'espressione del pensiero tramite rete e non rimane confinata nella virtuale. Mondo virtuale e proiezione di quello reale e ci sono due modalità, quella espressiva che non incide sulla natura dei contenuti e quella espressiva che non incide sulle conseguenze che ne derivano. Dal punto di vista giuridico come mezzo utilizzato non cambia la sostanza del pensiero espresso, il mondo virtuale più e più aggressivo di quello reale e occorre dotarlo di regola di quote per l'esercizio e la garanzia dei diritti.
La libertà di manifestazione del pensiero è presupposto di una democrazia affettiva e deve essere regolata in positivo o in negativo. La dichiarazione di indipendenza dal cyberspazio è di John Perry Barlow: capacità della rete di autoregolamentarsi. Il diritto interviene per sciogliere l'equivoco tra spontaneità della rete e anarchia della rete. La rete non è un attore qualsiasi sul balconcino sul palcoscenico pubblico.
Qualsiasi forma di esclusione limitazione dell'accesso alla rete determina il digital divide; occorre distinguere tra problematiche relative al diritto di accesso alla rete, cioè possibilità di uso, e quelle relative alla libertà sulla rete solo in modalità di utilizzo. Quindi concludendo dobbiamo dire che l'internet è libero, spontaneo, globale, universale ecc ma occorre che conviviamo per la democraticità del sistema.
Struttura del corso
Il corso si divide in due parti: la prima parte riguarda le nozioni generali cioè il diritto, lo stato e i principi costituzionali, sistema delle fonti, le fonti giuridiche tipo come la costituzione e, legge, atti con forza di legge, regolamenti governativi eccetera e il circuito delle garanzie cioè magistrature, corte costituzionale eccetera; mentre la seconda parte riguarda i diritti doveri, la libertà di manifestazione del pensiero, limiti alla libertà di pensiero, accesso internet, diritto all'oblio, cyberbullismo ecc.
Il diritto
Il diritto ha due significati distinti: uno in senso soggettivo = a pretesa, mentre l'altro è in senso oggettivo = all'insieme di norme giuridiche, ordinamento giuridico. C'è forte interdipendenza tra questi due concetti. Il diritto è come norma giuridica e quindi bisogna definire che cos'è il concetto di norma giuridica e bisogna anche distinguere la norma giuridica dell'ordinamento giuridico e da altre norme e ordinamenti.
Il diritto è uno strumento con cui la vita sociale si organizza ma ogni comportamento può essere giudicato secondo delle regole di ciascun ordinamento. Le regole di ordinamenti diversi possono essere tra loro incompatibili. Lo stato è solo uno dei molti produttori di diritto. Le norme giuridiche sono una parte della nostra esperienza normativa. Le finalità in comune sono quelle di influenzare il comportamento degli individui.
Norme giuridiche e altre norme
Che cosa distingue le norme giuridiche dalle altre? Troviamo le norme fisiche e della natura che sono quelle involontarie e inviolabili, norme etiche e morali che sono quelle volontari e violabili, e norme giuridiche che sono quelle volontarie e sono coercitive. Le norme giuridiche sono fortemente condizionate dalle coordinate storiche geografiche. Cambia a seconda del tempo e del luogo in cui mi si tuo punto posso anche cambiare le modalità con cui una stessa norma può essere interpretata.
Soggetto del diritto
Qual è il soggetto del diritto? Ci sono due branche:
- Diritto pubblico: organizzazione pubblica cioè poteri pubblici rapporti con le autorità pubbliche e privati. Esempio diritto costituzionale, amministrativo, tributario e, penale ecc.
- Diritto privato: rapporti tra privati in posizione di parità. Esempio diritto civile, commerciale, lavoro, famiglia ecc.
Le fonti del diritto
L'antinomia è un termine greco che deriva da anti uguale contrapposto a + nomos uguale legge.
Antinomia uguale conflitto che può sorgere tra due norme giuridiche che collegano ad una stessa fattispecie di conseguenza e tra loro in contrasto. I criteri di risoluzione delle antinomie sono tre:
- Criterio cronologico: nel conflitto tra regole e posti da due fonti, provare la regola successiva in ordine di tempo. Criterio fisiologico per evolversi dell'ordinamento:
- Presuppone il decorso del tempo.
- Esistono fonti che si succedono nel tempo.
- La fonte successiva abroga la precedente e si delimita temporalmente la sfera di applicazione di una regola.
- Criterio di gerarchia: nel conflitto tra regole poste a due fonti di grado diverso, prevale la regola posta dalla fonte superiore. Si presuppone un ordinamento a gradi piramidale dell'ordinamento. Si applica in un momento patologico dell'ordinamento. Gli effetti sono la regola posta dalla fonte inferiore che confligge con quella superiore ed è invalidabile. Se una fonte primaria che confligge con la costituzione, sarà la corte costituzionale a poter dichiarare incostituzionale la fonte primaria. Se è una fonte secondaria a confliggere con una fonte primaria, sarà un giudice amministrativo a poter annullare la fonte secondaria.
- Criterio di competenza: nel conflitto tra regole posti da due fonti, prevale la regola apposta dalla fonte competente. Si applica in un momento patologico dell'ordinamento. Si presuppone un ordinamento diviso per settori, pluralità di ordinamenti. Esistono fonti distribuite in diverse aree di competenza. La regola posta dalla fonte incompetente è invalida, una volta eliminata non produrrà più effetti né nel futuro e né per il passato.
Il sistema delle fonti del diritto italiano sono: primo scalino costituzione leggi costituzionali uguale fonti costituzionali, secondo scalino regolamenti comunitari uguale fonti primarie rinforzate, terzo scalino leggi ordinarie decreti legge e decreti legislativi leggi regionali di trattamenti trattati internazionali uguali le fonti primarie, regolamenti amministrativi uguali fonti secondarie IV scalino, e ultimo scalino consuetudini o usi uguali fonti consuetudinarie.
Differenze tra abrogazione (fisiologia, efficacia ex nunc cioè da ora, automatica, decisore) e annullamento (patologia, efficacia ex tunc cioè dal ora, sempre erga omnes cioè tutti, deve essere dichiarato dal giudice).
Le deliberazioni parlamentari
Il quorum di validità delle deliberazioni: le camere possono deliberare solo se presente la maggioranza cioè 50% + uno dei rispettivi componenti. Il quorum di validità delle sedute si dà per presente, salvo richiesta di verifica. Una deliberazione è presa se la maggioranza si è espressa a favore. La volontà delle camere è la volontà delle loro maggioranze.
Esistono diversi tipi di maggioranze:
- Maggioranza semplice e relativa cioè il 50% più uno dei votanti.
- Maggioranza assoluta cioè 50% più uno degli aventi diritto di voto, componenti dell'aula.
- Maggioranza aggravata, qualificata cioè i due terzi o i tre quinti dei componenti.
Tanto più ampia è la maggioranza è richiesta e, tanto maggiore è la tutela delle minoranze.
Esempio: l'assemblea è composta da 100 membri, presenti nel giorno X della deliberazione 60 membri. Se per la votazione è richiesta la maggioranza semplice e relativa è uguale a 31 cioè 50% più uno dei votanti mentre per la maggioranza assoluta = 51 cioè 50% più uno dei degli aventi diritto di voto ed infine per la maggioranza aggravata qualificata dei due terzi dei componenti è uguale a 67.
Metodi di votazione: si distingue tra voto segreto e voto palese. Voto segreto è = al voto elettronico attraverso i pulsanti e il voto su schede anonime punto nelle ipotesi in cui è interpellata la coscienza personale è uguale alle persone di, diritti le persone e diritto alla famiglia mentre il voto palese è = al voto per l'appello nominale, quando il deputato o senatore deve dichiarare il suo voto. I lavori delle camere sono pubblici, salvo motivi di sicurezza per lo stato.
Lo stato e i suoi elementi costitutivi
Lo stato è un concetto difficile definire neanche una realtà in materiale capace di azioni concrete e, organizzazione, in modo da stare insieme alle persone e alle cose.
Gli elementi costitutivi dello Stato sono una sovranità (la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Ci sono due tipi di sovranità quella interna cioè il monopolio della forza legittima mentre quella esterna riguarda la comunità internazionale), il territorio (il territorio sarebbe il sottosuolo, lo spazio aereo, la terraferma entro i confini, il territorio fluttuante, le acque territoriali nazionali) e il popolo (è il protagonista della vita politica, l'oggetto del 2000 di un autocrate. La cittadinanza è uguale allo status risultante dai diritti e doveri di singoli nei confronti dello stato. I criteri di acquisto di perdita della cittadinanza riguardano il diritto alla nascita, diritto di di suolo, diritto di matrimonio, naturalizzazione ecc).
Costituzione italiana
Costituzione italiana: struttura, procedimento di revisione costituzionale, al limite alla revisione. La struttura della costituzione è composta così dall'articolo 1 al dodicesimo principio fondamentale, parte prima che sono i diritti e i doveri cittadini parte seconda è anzi l'ordinamento della repubblica e poi ci sono le disposizioni transitorie e finali.
Procedimento di revisione costituzionale
Procedimento di revisione costituzionale articolo 138: prima deliberazione riguarda l'approvazione a maggioranza relativa da parte di entrambe le camere. Non prima di 3 mesi, c'è la seconda deliberazione cioè approvazione a maggioranza assoluta da parte di entrambe le camere.
Dopo questa seconda deliberazione ci sono due strade:
- A maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna camera è uguale alla promulgazione da parte del presidente della repubblica.
- Maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna camera dopo tre mesi c'è l'eventuale referendum che si divide in due strade la prima strada riguarda la richiesta nessuna richiesta del referendum che si collega alla promulgazione da parte del presidente della repubblica mentre la seconda strada è la richiesta del referendum da parte di un quinto dei membri della camera oppure da cinquecentomila elettori oppure da 5 consiglieri regionali e qui si devi ci sono due strade di una cioè quella non approvata e l'altra voto favorevole della maggioranza dei cittadini e quest'altra strada si collega alla promulgazione del parlare presente repubblica.
Limiti alla revisione costituzionale
I limiti alla revisione costituzionale riguarda 2 punti fondamentali:
- Articolo 139 e la formazione repubblicana come unico limite esplicito.
- Limiti impliciti desunti per interpretazione i c. d. principi supremi.
Fonti primarie e legge ordinaria statale
Fonti primarie - legge ordinaria statale: la legge ordinaria statale è un atto normativo prodotto dalla deliberazione delle camere e promulgato dal presidente della repubblica. È fonte del diritto per eccellenza. È la forma della legge data dal particolare procedimento prescritto dalla costituzione per la sua formazione.
La tipicità e tassatività delle fonti primarie sono:
- Articolo 70 = la funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due camere.
- Articoli 71-74 = disciplina di massima del procedimento di formazione della legge.
- Tipicità e tassatività delle fonti primarie riguardano articolo 75 cioè referendum abrogativo, articolo 76 decreto legislativo delegato e, articolo 77 decreto legge.
Procedimento legislativo
Il procedimento legislativo = una serie coordinata di atti rivolti e uno stesso risultato finale: la legge ordinaria. Atti, fasi del procedimento legislativo sono:
- Iniziativa legislativa: presentazione di un progetto di legge ad una camera. Ci deve essere il testo dell'articolato più la relazione. Il diritto dell'iniziativa legislativa troviamo: governo, parlamentari, iniziativa popolare cioè 50.000 elettori, cinque consigli regionali ed infine il CNEL. Non ce l'ho obbligo per le camere di deliberare, possibile insabbiamento.
- Deliberazione legislativa delle camere: articolo 72 vieta che un progetto di legge si è discusso direttamente dalla camera: deve essere prima esaminata dalla commissione permanente competente per materia. Le funzioni che tale commissione chiamata a svolgere sono diverse a seconda della sede in cui è chiamata ad esaminare il progetto punto in relazione alle diverse funzioni della commissione si distinguono tre procedimenti principali:
- Procedimento ordinario-commissione referente: commissione: esame del pdl, proposta di emendamenti, approvazione articolo per articolo, votazione finale del testo complessivo e relazione all'aula. Aula: potere di emendamento del pdl, potere di approvazione della pdl - articolo per articolo votazione finale.
- Procedimento legislativo-commissione deliberante: commissione: esame del pdl, proposta di emendamenti, approvazione articolo per articolo, votazione finale del testo complessivo. Aula: nessun intervento.
- Procedimento misto-commissione redigente: commissione: esame del pdl, proposta di emendamenti, approvazione articolo per articolo, votazione finale del testo complessivo e, relazione all'aula. Aula: non potere di emendamento del pdl, solo potere di approvazione della pdl nel suo testo finale proposta dalla commissione.
- Promulgazione pubblicazione: solo con la promulgazione l'applicazione della legge diviene efficace = produce effetti giuridici nell'ordinamento. Promulgazione da parte del presidente della repubblica: potere di rinvio alle camere. Pubblicazione sulla gazzetta ufficiale ed entra in vigore.
Requisiti necessari per l'approvazione: deve essere presente alla votazione almeno la maggioranza dei componenti della camera, per l'approvazione delle leggi è richiesta la maggioranza relativa semplice. Esauriti lavori in una camera il pdl viene trasmessa l'altra camera, dopo il procedimento di deliberazione ricomincia dall'inizio. La seconda camera è libera di scegliere il procedimento da seguire. Ogni camera è libera di apportare emendamenti. Il testo del pdl passa da una camera all'altra fino a quando le due camere non approvano il medesimo testo punto solo a questo punto la fase della deliberazione potrà dirsi conclusa.
Limiti alla potestà legislativa
Limiti alla potestà legislativa:
- Stato - regioni: articolo 117 - costituzione, ordinamento comunitario UE, obblighi internazionali.
- Regioni limiti ulteriori: unità e indivisibilità della repubblica, limite del proprio territorio e, norme del proprio statuto regionale, principi costituzionali generali dell'attività dei pubblici poteri.
Riparto della potestà legislativa tra stato e regioni - articolo 117 della costituzione: secondo comma: potestà esclusiva dello Stato. Terzo comma: podestà concorrente stato regione. IV comma: potestà residuale delle regioni. Articolo 116 comma 3 e regionalismo differenziato.
Atti con forza di legge
Decreto legislativo delegato
Decreto legislativo delegato: articolo 76 - l'esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi è soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti. Prima fase = legge delegazione = parlamento: tempo massimo, oggetto e principi e criteri direttivi mentre la seconda fase = decreto legislativo = il governo: iniziativa di ministri, approvazione del governo, emanazione del pdr e pubblicazione sulla gazzetta ufficiale.
Contenuto: quello della legge statale. I limiti sono il tempo limitato e l'oggetto definito e i principi e criteri direttivi. La forza è la fonte primaria ma subordinata alla legge di delegazione. I controlli sono da parte della corte costituzionale e, conformità formale e sostanziale alla costituzione.
Decreto legge
Decreto legge: articolo 77- il governo non può senza delegazione delle camere emanare i decreti che abbiamo abbiano valore di legge ordinaria. Quando in casi straordinari di necessità e di urgenza il governo adotta sotto la sua responsabilità dei provvedimenti provvisori con forza di legge che deve il giorno stesso presentare per la conversione alle camere che sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni. I decreti perdono efficacia sin dall'inizio se non sono convertiti in legge entro 60 giorni dalla loro pubblicazione.
Le camere possono tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti. Ci sono due fasi la prima fase riguarda l'approvazione da parte del governo sotto la sua responsabilità - la prima fase riguarda l'iniziativa, l'approvazione, l'emanazione, pubblicazione mentre i limiti sono in casi straordinari di necessità e di urgenza e l'efficacia è uguale a 60 giorni; mentre la seconda fase è la conversione in legge da parte del parlamento.
Ci sono quattro ipotesi: parlamento converte, parlamento non converte cioè si oppone o non converte nei tempi, parlamento non converte ma prova la legge di sanatoria e, parlamento converte con emendamenti al testo punto i controlli da parte la costituzione della corte costituzionale, conformità formale e sostanziale alla costituzione.
Referendum abrogativo
Referendum abrogativo: articolo 75 - è indetto il referendum popolare per deliberare l’abrogazione totale o parziale di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono 500mila elettori o 5 consigli regionali. Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la camera dei deputati. La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto. La legge determina le modalità di attuazione del referendum.
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