Diritto pubblico dell'economia
Cos'è il diritto pubblico dell'economia?
- Diritto costituzionale dell'economia
- Disposizioni costituzionali che disciplinano i rapporti economici
- Costituzione economica di un paese
In qualunque campo abbiamo delle ricadute nell'economia.
Costituzione economica
Disciplina dei rapporti e dell'approccio che lo Stato ha nei riguardi del mercato (con mercato si intende tutta la sfera dei rapporti che abbiano una valenza da un punto di vista economico).
La costituzione economica può essere intesa sotto una pluralità di prospettive:
- Prospettiva strettamente giuridica positiva
- Prospettiva della politica economica: non si guarda l'insieme delle norme, ma le attività poste in essere dallo Stato per raggiungere un determinato obiettivo
- Mette insieme la prospettiva normativa, delle politiche economiche e la prassi applicativa da parte dell'apparato pubblico: AIR (analisi dell'impatto della regolamentazione)
Lo stato è inteso sia come comunità sia come apparato, e entrambi gli aspetti entrano nell'analisi del diritto pubblico dell'economia.
Ragionare sui singoli settori come se fossero mercato (microeconomia).
Approcci dello Stato al mercato
Lo Stato, nei confronti del mercato, si approccia sotto diversi profili:
- Stato come soggetto del mercato: in quanto soggetto del mercato, lo Stato entra in relazione con gli altri soggetti per produrre, vendere e acquistare; lo Stato entra nel mercato per la spesa pubblica; è soggetto del mercato perché produce dei beni nel mercato (es. mezzi di trasporto pubblico).
- Stato come soggetto regolatore del mercato: lo Stato, quando fissa dei prezzi, non agisce dentro il mercato (es. fissa dei prezzi calmierati). Lo Stato veicola i prezzi nel mercato e li influenza sotto il punto di vista della regolamentazione del mercato. Lo Stato può dettare una norma, creare istituzioni che governano il mercato.
- Stato come istituzione formata da soggetti che agiscono e interagiscono tra di loro come soggetti privati: seguono, per i dettami della microeconomia, le relazioni proprie del mercato. Norma che disciplina il pubblico impiego.
Lo Stato è un soggetto a finalità generali: si occupa di ciò che vuole, è il soggetto sovrano; le finalità generali si definiscono sulla base del contesto storico, economico e socioculturale.
Lo Stato nasce come apparato burocratico autonomizzato per soddisfare gli interessi economici del sovrano.
Dicotomia tra Stato e società, che poi entra a far parte dello Stato successivamente. Con la crisi dello Stato liberale del '900 si passa ad uno Stato liberale democratico: battaglia per l'allargamento del suffragio, che viene gradualmente inserito attraverso delle lotte. Nel '900 si ha il riconoscimento dei diritti sociali.
Analisi economica del diritto, fallimenti del mercato e fallimenti dello Stato
L'analisi economica del diritto (economic analysis of law): analisi del fenomeno giuridico dalla prospettiva dei fondamenti della microeconomia.
L'analisi è un'analisi unicamente tassonomica che vede nella legge una prescrizione che dev’essere ottemperata; l'oggetto dell'analisi del giurista è la comprensione dell'effettività della prescrizione: la capacità della norma di proteggere il bene che si prefigge di tutelare.
L'analisi economica del diritto guarda il fenomeno giuridico dal punto di vista delle conseguenze effettive che una norma può determinare o meno e dalla desiderabilità della conseguenza di una norma. Es. sovvenzione se si cambia l'auto con un'alternativa più green.
Qual è la conseguenza effettiva di quella norma? Va a guardare la funzionalità pratica del provvedimento normativo, che non viene visto come un dover essere ma come un incentivo. Individuazione di effetti pratici di adozione di una determinata norma nella vita della comunità sociale (adeguatezza, efficacia, efficienza, effetti collaterali).
Funzioni dell'analisi economica del diritto
Pluralità di funzioni dell'analisi economica del diritto:
- Interpretativa
- Orientativa: analisi impatto della regolazione
- Esplicativa: va a giustificare (analisi ex post) l’efficacia o inefficacia, effettività o ineffettività di una misura normativa partendo da un’analisi del comportamento dei consociati indetta da quella norma sotto il profilo delle conseguenze economiche che quei consociati hanno avuto. Spiegazione sulla base delle dinamiche economiche che la norma ha prodotto.
- Valutativa: (analisi ex post) valutazione del livello di efficacia o inefficacia di una norma con la prospettiva di un’alternativa.
L’analisi usa come modello di riferimento l’analisi microeconomica.
Pilastri della microeconomia
I pilastri della microeconomia che vengono usati sono:
- Valutabilità in termini economici del singolo
- Sovranità del consumatore: ogni consumatore farà delle scelte autonome
- Massimizzazione utilità: ogni consumatore farà delle scelte autonome che lo portano a massimizzare il suo profitto; ciò porta alla soluzione ottimale (ottimo paretiano)
- Presenza di preferenze esogene
- Teoria dei giochi: rischio di una dinamica non cooperativa
- Azione leggi di mercato che porta a soluzione ottimale
- Teoria Coase: insiste sul problema dei costi sociali di transazione; laddove i costi di transazione o di scambio sul mercato di un bene siano pari a 0, i difetti di allocazione iniziale del diritto sono irrilevanti perché il mercato porta autonomamente ad una soluzione ottimale.
Es. Industria che produce fumi nocivi che producono danni a 5 fondi vicini; ogni vicino subisce un danno di 75 dollari. Due soluzioni: 1) per ovviare al danno ogni vicino dovrebbe acquistare una barriera spendendo una somma pari a 50 dollari; 2) l’industria potrebbe evitare di danneggiare i vicini ponendo un filtro alla sua ciminiera per un costo di 150 dollari. Soluzione ottimale: mettere il filtro.
Sorgono dei problemi quando ci sono dei costi di transazione: in caso di costi transattivi diversi da 0 la soluzione può dipendere dall’allocazione del diritto. Ogni vicino deve però sostenere una spesa di 60 dollari per andare a parlare con l’industria. Nel caso in cui il diritto sia allocato in capo ai titolari dei fondi, la soluzione resta quella ottimale: la fabbrica comprerà un filtro; nel caso in cui il diritto sia allocato in capo alla fabbrica, i vicini opteranno per l’acquisto di barriere (spesa complessiva 250 dollari) per non dover assumere i costi.
Problemi e considerazioni dell'analisi economica
- Problema definizione di soluzione ottimale
- Necessità considerazione effetti sociali di azioni (efficienza vs. equità): c’è una desiderabilità economica, che spesso non va a pari passo con gli effetti monetari; problema dell’intervento dello stato nel mercato e nell’economia. L’efficienza economica spesso sta nel soggetto che valuta di più il bene, colui che è in grado di assumere su di sé il rischio della valutabilità economica.
- Pluralità approcci della Economic Analysis of Law
- Intervento pubblico in economia: i fallimenti del mercato ed il problema dei fallimenti dello stato.
Fallimento del mercato
Fallimento del mercato: davanti all’allocazione libera dei beni non si raggiunge l’efficienza; es. Gas (benzina) non sufficiente in Inghilterra: mancanza di beni dovuta al comportamento dei lavori del mercato stesso. Monopolio: allocazione del bene che non segue offerta e domanda.
Poteri di mercato
In contesti in cui l’offerta di un bene dipenda dall’azione di un unico produttore o da un numero ristretto di operatori, l’efficienza sistema può non essere assicurata per distorsioni in definizione del prezzo o della quantità di beni offerti.
- Monopolio di origine naturale e monopolio di origine legale
- Intervento dello Stato di duplice natura:
- Istituzione del monopolio pubblico: sostituendolo al monopolio privato (es. tutte le saline diventano di proprietà dello stato). C’è un’allocazione sulla base autoritativa del corrispettivo: non più identificabile come prezzo ma come tariffa.
- Regolamentazione del monopolio privato: obbligo a contrarre o/e determinazione autoritativa del prezzo (es. tema distribuzione dell’energia); intervento dello stato non come produttore ma come regolatore.
Fallimento del mercato
Di fronte all’allocazione libera dei beni non si raggiunge l’efficienza (es. il gas che manca in Inghilterra). Si ha quindi una mancanza di beni dovuta a un comportamento dei lavoratori nel mercato stesso, e ciò perché su quel determinato bene c’è un monopolio.
Potere di mercato: quando l’offerta del bene dipende dall’azione di un unico produttore, o da un numero ristretto, l’efficienza nel sistema non è più assicurata a causa di distorsioni (prezzi del bene e/o quantità prodotte del bene).
Ipotesi di fallimento di mercato
- Monopolio
- Due origini, naturale o legale, dove interviene (1) lo stato: regolamentando il monopolio privato (es, tabacchi), quindi vende e produce il bene però non interviene come produttore ma come regolatore, oppure istituendo il monopolio pubblico, imponendo delle dinamiche redistributive. Nel momento in cui qualcuno ha un monopolio sul bene, l’allocazione del mercato non funziona correttamente; perciò, decide di imporre dei rimedi (vedi interventi 1).
- Beni pubblici
- Sono quei beni il cui uso non è facilmente escludibile e divisibile (es. illuminazione) e sono connotati da una non rivalità tra i soggetti. Si dividono anche in beni privati, ossia che possono essere usufruiti solo dal soggetto che detiene il bene, determinando quindi una rivalità tra i soggetti (es. cappotto) → lo Stato interviene come produttore e fornitore non con l’individuazione di un prezzo fisso per il bene, ma con la previsione di tariffe e uso della leva fiscale con la possibilità di avere degli effetti redistributivi. Se non si ha un uso escludibile, rivale e divisibile allora si rischia di abusare di quel bene (es. la luce delle scale del condominio: alcuni la vogliono sempre accesa ed altri la vogliono accesa quando si ha bisogno; tenendo la luce sempre accesa si abusa dell’illuminazione anche quando c’è luce naturale).
- Beni meritori
- Riguarda quei beni oggetto dell’interesse da parte della comunità (es. istruzione, servizio sanitario) al suo utilizzo. Anch’essi sono escludibili, perché non tutti possono usufruirne e si crea, di conseguenza, una rivalità tra soggetti per il consumo (diff. Beni pubblici). Le ricadute economiche ci sono anche qui, ma non sono immediate e non esclusivamente per il singolo, ma anche per il sistema. I costi di produzione sono elevati, perciò: determinare il prezzo potrebbe portare a un livello di consumo sub-ottimo; il livello dei costi potrebbe limitare l’interesse di operatori ad entrare nel mercato (se l’istruzione pubblica costasse tanto, poche persone allora deciderebbero di istruire la prole).
- Asimmetrie informative
- Occorrono nel momento in cui due operatori stanno per decidere una soluzione, ma uno dei due ha più informazioni dell’altro. La decisione, e la condotta degli operatori, può essere viziata e si rischia che si arrivi ad una all’allocazione del bene non ottimale. Esistono due tipi di asimmetrie:
- Precontrattuale, nella fase di trattativa una delle due parti abbia informazioni diverse, portandoli ad una decisione avversa;
- Post-contrattuale, nell’esecuzione del contratto le parti hanno informazioni diverse e ciò genera un azzardo morale.
- Occorrono nel momento in cui due operatori stanno per decidere una soluzione, ma uno dei due ha più informazioni dell’altro. La decisione, e la condotta degli operatori, può essere viziata e si rischia che si arrivi ad una all’allocazione del bene non ottimale. Esistono due tipi di asimmetrie:
- Esternalità
- Avvengono nel momento in cui c’è uno scambio di beni tra due soggetti e gli effetti dello scambio ricadono su soggetti esterni allo scambio. Esistono due tipi di esternalità:
- Positive, ossia che i benefici dello scambio vanno a soggetti terzi positivamente perché producono dei benefici (es. produzione di un farmaco);
- Negative, gli effetti producono dei costi che arrivano anche ai soggetti esterni allo scambio in quanto i terzi sono danneggiati (es. inquinamento).
- Avvengono nel momento in cui c’è uno scambio di beni tra due soggetti e gli effetti dello scambio ricadono su soggetti esterni allo scambio. Esistono due tipi di esternalità:
- Crisi del sistema economico
- Non è un semplice fallimento di un’azienda o di un singolo, ma è una crisi generalizzata che non deriva dalla capacità del soggetto di valutare i rischi (es. pandemia) → Market Failure. È una crisi economica e sociale a livello generalizzato, non solo il soggetto singolo è incapace ma il mercato stesso è in crisi. → Lo Stato interviene attraverso delle politiche economiche, e monetarie espansive, che mantengano il livello ordinario di domanda aggregata (diversi approcci possibili).
Tutte queste ipotesi creano dei fallimenti di mercato e lo Stato deve intervenire. Non sempre interviene adoperando delle scelte proprie di dinamiche economiche pure; quando interviene rischia esso stesso di essere inefficiente, e così si arriva ad una ipotesi di cattura del decisore pubblico (colui che dovrebbe regolare).
L'intervento non è solo volto al perseguimento di un interesse di natura collettiva e generale, in quanto la volontà dello Stato è frutto di valutazioni da parte di persone che operano secondo dinamiche ordinarie del mercato. I decisori politici sono, e possono, essere influenzati da gruppi di pressione (lobby) che portano a sviare del tutto l’obiettivo iniziale, portando a soluzioni non sempre ottimali.
Ipotesi di fallimento dello Stato
Ipotesi di fallimento dello Stato, davanti a ipotesi di fallimento del mercato:
- Controllo imperfetto sulle reazioni del mercato: la decisione di intervenire di fronte a un fallimento del mercato è lenta ed è caratterizzata da un’informazione ridotta sulle preferenze dei cittadini. Vi è il rischio che l’intervento avvenga troppo tardi e che non ci sia più bisogno di quella soluzione perché le condizioni del mercato sono già mutate. Oppure si rischia di essere tempestivi sui bisogni dei cittadini, e definire una soluzione che possa portare a adottare un’inefficienza.
- Controllo imperfetto da parte dell’apparato pubblico (P.A.): lo Stato di fronte a un fallimento del mercato deve cercare di prevenire il fallimento dello Stato cercando delle soluzioni prima che avvenga.
Costituzione economica
Ogni stato ha una sua costituzione economica inteso come istituzione sovrana nel confronto del mercato; la prima in senso storico è la costituzione mercantile (es. compagnia delle Indie, imperialismo coloniale); è un approccio della Corona che mira allo sfruttamento delle risorse economiche delle colonie.
Non è soltanto l’approccio coloniale (diverso per ogni paese), ma più il rapporto che si instaura tra la Corona (non il monarca, ma la corona come rappresentante dello stato apparato) e la comunità, le parti sociali – è un rapporto di dualismo, le parti sociali sono esterne all’attività della corona, non c’è attenzione alle istanze della comunità (da un punto di vista teorico); questo non vuol dire che le parti sociali, gli attori, non abbiano un peso o non abbiano un ruolo. In Francia, Spagna e nei piccoli regni italiani questi attori sono rappresentati in stanze di compensazione (parlamenti); nel Regno Unito c’è una diversa idea: dal 1200 c’è una rappresentazione, una differenza tra potere politico e potere di governo, anche se da un punto di vista economico si ha una contrattazione tra lo stato come operatore del mercato e la corona; nel Regno Unito c’è una trasformazione impercettibile di queste dinamiche di scambio di mercato, ma rimane sempre e comunque un assetto dualista – parlamento che contratta con il re.
C’è sempre una dicotomia tra potere legislativo (rappresenta la società nelle sue molteplici sfaccettature) e potere esecutivo. Quando entrano le masse operaie in parlamento cambiano gli attori, contrattazione tra governo e minoranze parlamentari (che mantengono una posizione tutelata); ciò porta dei mutamenti.
Il bilancio è un momento di controllo che il parlamento svolge nei confronti dell’esecutivo, ma le minoranze sono chiamate a controllare e a comunicare se la decisione di bilancio non è corretta e comporta delle conseguenze economiche di un certo tipo – dualismo che si perpetua dallo stato assoluto allo stato attuale nel Regno Unito.
Nel continente non avviene perché con lo stato liberale si svuotano i poteri del monarca che diventa un’immagine del sistema e non svolge un ruolo suo e tutto viene collocato nel parlamento, che diventa unico soggetto del sistema; da qui l’uso meno controllato degli strumenti d’azione dell’esecutivo, poiché c’è la maggioranza nel parlamento.
Con la seconda rivoluzione industriale arriva un nuovo dualismo (parlamento-società civile), che sostituisce il dualismo corona-parlamento, e da qui nascono le serrate e gli scioperi per protestare. La costituzione economica cambia quando la lotta che viene dall’esterno riesce a rompere la barriera e la società civile entra in parlamento.
Stato minimo
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