Concetti Chiave
- L'età moderna segna un rinnovato interesse per l'utopia della pace, mirata a prevenire la guerra e limitare i suoi effetti devastanti.
- I criteri di legittimità della guerra, secondo Cicerone, includono la legittima difesa, la dichiarazione da parte di un'autorità e il rispetto dei diritti umani.
- Ugo Grozio, nel suo lavoro De iure belli ac pacis, rielabora i principi della guerra all'interno del giusnaturalismo, enfatizzando l'importanza della pace come condizione naturale.
- Grozio stabilisce che la guerra è legittima solo per ripristinare diritti violati e deve seguire regole che proteggono i diritti umani.
- Una "guerra giusta" per Grozio è quella che rispetta le norme del diritto naturale, evitando crudeltà e proteggendo le popolazioni civili e i prigionieri.
L'utopia della pace
L’età moderna registra il rilancio di una grande utopia che attraversa la storia della nostra civiltà, l’idea che si possa prevenire la guerra o quantomeno limitarne gli effetti più devastanti. Il primo passo in questa direzione fu definire i criteri che la rendono legittima. Tale tentativo si mosse su due livelli: quello del diritto e quello della politica.
Criteri di legittimità della guerra
Già il diritto romano si era interrogato sulle condizioni che giustificano e danno legittimità alla guerra. Marco Tullio Cicerone, retore e politico, le indicava in cinque punti:
- il ricordo alle armi è ammesso come caso estremo;
- la guerra deve essere combattuta per legittima difesa o per riparare a un grave torto subito;
- deve essere dichiarata dall’autorità legittima;
- nel combatterla si deve evitare ogni crudeltà;
- va intrapresa in vista della pace.
Le prime due condizioni stabiliscono lo ius ad bellum, ossia quando uno stato ha il “diritto di ricorrere alla guerra”; le altre tre definiscono lo ius in bello, ovvero il principio che anche in guerra non devono venir meno alcune norme fondamentali del diritto.
Principi di Ugo Grozio
In età moderna questi principi furono ripensati dal giurista e filosofo olandese Ugo Grozio (1583-1645) nella sua opera De iure belli ac pacis (Il diritto della guerra e della pace) pubblicata nel 1625. Grozio inserisce la sua riflessione sulla guerra nel contesto del giusnaturalismo, una teoria che afferma l’esistenza di un diritto naturale: esistono infatti norme che tutti i popoli devono riconoscere perché si possono ricavare dalla ragione (facoltà che tutti gli uomini possiedono).
Diritto naturale e guerra giusta
Il principio più evidente del diritto naturale afferma che “bisogna rispettare i patti stabiliti”, perché senza di esso la società umana sarebbe inghiottita nella barbarie di una guerra di tutti contro tutti. Da questa prima norma universale Grozio ricava i seguenti principi:
- la pace è e deve essere la condizione naturale nel rapporto tra gli uomini e tra gli stati;
- il ricordo alla guerra è legittimo solo per restaurare un ordine o un diritto violato (come una sorta di procedura giudiziaria) ed è regolamentato dal diritto internazionale;
- nel condurre la guerra bisogna rispettare (come nelle procedure giudiziarie) i diritti umani, che si fondano sulle leggi eterne del diritto naturale alle quali nessuno può venire meno.
Dovendo quindi combattere una guerra, le “leggi eterne”, ossia quelle che fondano i diritti umani, impongono per esempio di risparmiare le popolazioni civili e il nemico che si arrende. Secondo Grozio, quando si verificano queste condizioni si può dire che uno stato combatte una “guerra giusta”, il che non significa “secondo giustizia”, perché nulla può rendere giusti omicidi e violenze, ma “secondo le norme del diritto” (ius).
Domande da interrogazione
- Qual è l'idea centrale dell'utopia della pace nell'età moderna?
- Quali sono i criteri di legittimità della guerra secondo Marco Tullio Cicerone?
- Come ha ripensato Ugo Grozio i principi della guerra e della pace?
- Cosa significa combattere una "guerra giusta" secondo Grozio?
L'utopia della pace nell'età moderna si basa sulla possibilità di prevenire la guerra o limitarne gli effetti devastanti, attraverso la definizione di criteri di legittimità sia nel diritto che nella politica.
Cicerone stabilisce cinque criteri: la guerra deve essere un caso estremo, combattuta per legittima difesa o riparazione di un torto, dichiarata da un'autorità legittima, condotta senza crudeltà e intrapresa in vista della pace.
Ugo Grozio, nella sua opera "De iure belli ac pacis", ha integrato i principi di legittimità della guerra nel contesto del giusnaturalismo, affermando che la pace è la condizione naturale e che la guerra è legittima solo per restaurare un ordine violato, rispettando i diritti umani.
Combattere una "guerra giusta" per Grozio implica rispettare le leggi eterne del diritto naturale, risparmiando le popolazioni civili e il nemico che si arrende, e non significa giustificare omicidi e violenze, ma seguire le norme del diritto.