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Concetti Chiave

  • Il diritto ecclesiastico regola il rapporto tra comunità sociale e comunità religiosa, garantendo libertà e non discriminazione tra i diversi credi.
  • Lo Stato può avere atteggiamenti confessionisti, unionisti, separatisti o laici verso il fenomeno religioso, con un approccio non indifferente in Italia.
  • Le fasi storiche del diritto ecclesiastico in Italia includono il periodo liberale, il fascismo con i Patti Lateranensi e la Costituzione repubblicana dal 1948.
  • Il diritto ecclesiastico implica norme riconosciute dallo Stato, mentre il diritto canonico comprende norme interne della Chiesa cattolica per l'organizzazione e l'attività dei fedeli.
  • Il diritto ecclesiastico ha autonomia nelle scienze giuridiche, è parte del Diritto pubblico e si distingue per la sua attenzione agli interessi religiosi rispetto a quelli economici.

1) Che cos’è il diritto ecclesiastico?

= Parte dell’ordinamento giudiziario che disciplina il fenomeno religioso (= insieme di credenze e convinzioni che danno al mondo una visione fondata sul sacro e sul divino) > coinvolgimento dell’individuo e delle formazioni sociali. Il fenomeno religioso mette a confronto due comunità

comunità sociale (= i cittadini di uno Stato)

comunità religiosa (= i fedeli di una determinata religione)

Quindi, lo stato deve affrontare il rapporto fra potere civile e fenomeno religioso affinché

1. non esistano contrasti fra norme giuridiche e norme religiose (anche se a volte peccato = reato)

2. i diversi credi religiosi rispettino la libertà, l’uguaglianza la non discriminazione.

Confronti dello Stato con la religione

2) Che confronti può avere lo Stato nei confronti del fenomeno religioso?

1. atteggiamento confessionista: a favore di una religione, ma tollerante nei confronti delle altre

2. atteggiamento unionista (potere temporale + potere spirituale).

Se prevale il potere spirituale > Teocrazia

Se prevale il potere dello Stato > Cesaropapismo

3. atteggiamento separatista: esclude l’ingerenza dello Stato nella Chiesa e viceversa ed esclude quindi un accordo fra le due istituzioni

4. atteggiamento laico: senza nessuna preferenza o dissenso

In Italia = atteggiamento non indifferente (cfr. Concordato con la Chiesa cattolica e intesa con le altre confessioni)

Evoluzione storica del diritto ecclesiastico

3) Quali sono le fasi del diritto ecclesiastico?

1861-1929: liberale

1929-1948: Patti Lateranensi (periodo fascista)

dal 1948 in poi: Costituzione repubblicana (principio pattizio > contrattazione bilaterale)

Periodo liberale: vige lo Statuto albertino e la Religione cattolica = religione di Stato. Cavour promulga le Leggi eversive che, nel 1871, portano alla Legge delle Guarantigie > concedono delle prerogative al Papa a chiusura della Questione Romana. Tuttavia i rapporti con la Chiesa vengono definiti in modo unilaterale, per cui il Papa non accettò mai la Legge delle Guarentigie

Periodo fascista: la soluzione unilaterale e sostituita da quella bilaterale del Concordato (1929), anche al fine di incrementare il consenso popolare

Periodo della Costituzione (dal 1948 in poi): caratterizzato da 4 principi:

1. libertà di religione

2. principio di non discriminazione delle altre religioni

3. principio pattizio Stato-religione

4. differenziazione fra Chiesa cattolica (= Concordato) ed altre confessioni (intese)

Dopo il concordato si ha un’evoluzione:

• 11 febbraio 1929: Concordato

• 18 febbraio 1984: Revisione del Concordato con l’ Accordo di Palazzo Madama

• Successivamente, contrattazione bilaterale con le confessioni acattoliche

Differenze tra diritto canonico ed ecclesiastico

4) Differenza fra diritto canonico e diritto ecclesiastico

- Diritto ecclesiastico: insieme di norme che per avere efficacia devono essere concordate e riconosciute dallo Stato (fa parte del Diritto pubblico). Tali norme riguardano la posizione della Chiesa all’interno dell’ordinamento statale

- Diritto canonico: insieme di norme giuridiche fatte valere dagli organi competenti della Chiesa cattolica per

• organizzare la Chiesa cattolica

• regolare l’attività dei fedeli in relazione ai fini della Chiesa stessa

Posizione del diritto ecclesiastico nelle scienze giuridiche

5) Come si colloca il diritto ecclesiastico all’interno delle scienze giuridiche?

In Italia, Spagna ed America latina, visto il ruolo preponderante della Chiesa cattolica, il diritto ecclesiastico ha autonomia scientifica e didattica e per tradizione fa parte del Diritto pubblico.

Fino al 18 febbraio 1984 (= Accordo di Villa Madama), la Corte costituzionale è intervenuta in diversi ambiti del fenomeno religioso (libertà religiosa, matrimonio, diritto di famiglia). .

Il diritto ecclesiastico ha una struttura policentrica:

• non fa parte del diritto internazionale

• fa parte del diritto interno (= le norme vigono all’interno dello Stato)

• è un ramo del Diritto pubblico (tratta di diritti soggettivi pubblici che spettano a persone fisiche e giuridiche che operano all’interno dello Stato.

• È in relazione con il Diritto dell’Unione Europea (= il fattore religioso incide sui principi europei) Esso è in relazione in senso convenzionale (= presenza nei trattati) e in senso non convenzionale (= presenza nei Regolamenti, Decisioni e Direttive)

• Non è presente in tutti gli ordinamenti nazionali. Di solito la questione dei rapporti fra confessioni religiose e Stato è collocata nel Diritto costituzionale (libertà di coscienza, di culto, ecc…).

• Differenza di metodo dovuta al carattere peculiare dell’oggetto del diritto ecclesiastico: gli interessi religiosi sono molto diversi da quelli economici per il loro carattere immateriale (= favor religionis)

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Domande da interrogazione

  1. Che cos'è il diritto ecclesiastico e quali comunità coinvolge?
  2. Il diritto ecclesiastico è una parte dell'ordinamento giudiziario che disciplina il fenomeno religioso, coinvolgendo la comunità sociale (cittadini di uno Stato) e la comunità religiosa (fedeli di una religione). Esso si occupa del rapporto tra potere civile e fenomeno religioso per evitare contrasti tra norme giuridiche e religiose e garantire libertà e uguaglianza tra i diversi credi.

  3. Quali sono i principali atteggiamenti dello Stato nei confronti della religione?
  4. Gli atteggiamenti dello Stato nei confronti della religione includono: confessionista (favorisce una religione ma tollera le altre), unionista (unisce potere temporale e spirituale), separatista (esclude ingerenze reciproche), e laico (senza preferenze). In Italia, si adotta un atteggiamento non indifferente, come evidenziato dal Concordato con la Chiesa cattolica.

  5. Quali sono le fasi storiche del diritto ecclesiastico in Italia?
  6. Le fasi del diritto ecclesiastico in Italia sono: il periodo liberale (1861-1929), caratterizzato dallo Statuto albertino e dalla religione cattolica come religione di Stato; il periodo fascista (1929-1948) con i Patti Lateranensi; e il periodo della Costituzione repubblicana (dal 1948), che introduce principi di libertà di religione e non discriminazione.

  7. Qual è la differenza tra diritto canonico e diritto ecclesiastico?
  8. Il diritto ecclesiastico è un insieme di norme riconosciute dallo Stato che regolano la posizione della Chiesa nell'ordinamento statale, mentre il diritto canonico è composto da norme giuridiche della Chiesa cattolica per organizzare la Chiesa e regolare l'attività dei fedeli.

  9. Come si colloca il diritto ecclesiastico nelle scienze giuridiche?
  10. In Italia, Spagna e America Latina, il diritto ecclesiastico ha autonomia scientifica e fa parte del Diritto pubblico. Esso è un ramo del diritto interno, non fa parte del diritto internazionale e interagisce con il Diritto dell'Unione Europea, trattando diritti soggettivi pubblici e questioni religiose.

Domande e risposte

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