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Facoltà di Giurisprudenza – anno acc. 2007/2008

Cattedra Diritto civile progredito – Prof. Mario Nuzzo

Prova testimoniale

a) fattispecie

Art. 246 c.p.c. Incapacità a testimoniare. — Non possono essere assunte come testimoni le persone aventi nella causa un interesse che potrebbe legittimare la loro partecipazione al giudizio (p.c. 105, 4214).

Cass. civ., sez. lav., 21/08/2003, n.12317

L'incapacità a testimoniare ai sensi dell'art. 246 c.p.c. è determinata soltanto da un interesse giuridico attuale e concreto, che legittimerebbe ex art. 100 c.p.c., la partecipazione del teste al giudizio, mentre la sussistenza di un interesse di mero fatto, idoneo ad influire sulla veridicità della testimonianza attiene unicamente alla attendibilità del teste. (Nella specie la Suprema Corte ha escluso che l'interesse del teste a non smentire precedenti dichiarazioni rese alla P.A. potesse integrare una condizione di incapacità a testimoniare, potendo tale interesse incidere unicamente sulla attendibilità del teste). Mass. Giur. It., 2003 1

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Limiti

Art. 2721 c.c. Ammissibilità: limiti di valore. — La prova per testimoni (p. c. 244 ss.) dei contratti non è ammessa quando il valore dell'oggetto eccede le lire cinquemila [euro 2,58] (c. 1417, 27292, 2735; att. c. 233; p. c. 4212, 621).

Tuttavia l'autorità giudiziaria può consentire la prova oltre il limite anzidetto, tenuto conto della qualità delle parti, della natura del contratto e di ogni altra circostanza.

Art. 2722. Patti aggiunti o contrari al contenuto di un documento. — La prova per testimoni non è ammessa (c. 2724, 27292) se ha per oggetto patti aggiunti o contrari al contenuto di un documento, per i quali si alleghi che la stipulazione è stata anteriore o contemporanea.

Art. 2723. Patti posteriori alla formazione del documento. — Qualora si alleghi che, dopo la formazione di un documento, è stato stipulato un patto aggiunto o contrario al contenuto di esso, l'autorità giudiziaria può consentire la prova per testimoni soltanto se, avuto riguardo alla qualità delle parti, alla natura del contratto e a ogni altra circostanza, appare verosimile che siano state fatte aggiunte o modificazioni verbali (c. 27292).

Cass. civ., sez. III, 14/07/2003, n.10989

I limiti di ammissibilità della prova testimoniale stabiliti, riguardo ai contratti, dagli art. 2721 segg. c.c. concernono il "contratto" nell'accezione tecnica precisata dall'art. 1321 c.c., e pertanto, all'infuori delle ipotesi espressamente previste dall'art. 2726 c.c. del pagamento e della remissione del debito, non sono estensibili agli atti unilaterali tra vivi aventi contenuto patrimoniale - come il riconoscimento del debito e la promessa di pagamento - in forza della disposizione dell'art. 1324 c.c., la quale invece estende a tali atti, in quanto con essi compatibili, soltanto le norme che disciplinano il contratto nel suo aspetto sostanziale.

FONTE
Mass. Giur. It., 2003

Cass. civ., sez. III, 28/06/2001, n.8853

Il divieto di prova testimoniale, sancito dall'art. 2722 c.c., si riferisce soltanto ai patti aggiunti o contrari al contenuto di un documento e riguarda, pertanto, quei soli accordi di volontà diretti a modificare, ampliandolo o restringendolo, il contenuto di un negozio consacrato nell'atto scritto. Quando, invece, si tratti di pattuizioni il cui contenuto ed oggetto non risultano in alcun modo previsti nel documento, né contrastano col suo contenuto, queste non possono ritenersi comprese (né escluse) nel negozio stipulato per iscritto (ancorché, con esso, si trovino in occasionale rapporto), con conseguente esclusione del divieto di cui alla norma in esame.

FONTE
Mass. Giur. It., 2001

Cass. civ., sez. III, 15/04/1996, n.3537

I patti aggiunti o contrari cui l'art. 2723 c.c. fa riferimento sono solo quelli che apportano alle clausole contrattuali stipulate in forma scritta aggiunte e modifiche, destinate a regolare 2

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diversamente per il futuro particolari aspetti del rapporto fra le parti, nel presupposto della persistenza e prosecuzione del medesimo. Conseguentemente, non soggiace ai limiti di prova testimoniale da tale articolo previsto l'accordo diretto ad estinguere il rapporto stesso (accordo risolutorio), che può desumersi anche implicitamente dal comportamento delle parti.

FONTE
Mass. Giur. It., 1996

Art. 2724. Eccezioni al divieto della prova testimoniale. — La prova per testimoni è ammessa in ogni caso:

  • Quando vi è un principio di prova per iscritto: questo è costituito da qualsiasi scritto, proveniente dalla persona contro la quale è diretta la domanda o dal suo rappresentante, che faccia apparire verosimile il fatto allegato (c. 241,
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Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto civile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università internazionale degli studi sociali Guido Carli - (LUISS) di Roma o del prof Nuzzo Mario.
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