Concetti Chiave
- In Italia, nuovi orientamenti mirano a riconoscere diritti e tutele ai lavoratori digitali, superando la distinzione tra lavoro autonomo e subordinato.
- Il progressismo incoraggia un cambiamento nella concezione economica e normativa dei lavoratori atipici, soprattutto nella gig economy.
- Il Codice del lavoro francese è stato aggiornato per garantire tutele ai lavoratori delle piattaforme digitali, indipendentemente dalla loro classificazione giuridica.
- Le piattaforme digitali, come FoodOra, hanno adottato una carta dei valori che stabilisce regole minime per i diritti economico-normativi dei lavoratori.
- Tribunali europei hanno lavorato per migliorare la tutela giuridica dei lavoratori digitali, anche se spesso solo a livello teorico.
Nuovi orientamenti per i lavoratori digitali
Di recente, nell’ordinamento nazionale italiano sono sorti alcuni orientamenti propensi a riconoscere diritti e tutele ai lavoratori digitali, a prescindere dal tipo contrattuale mediante cui essi sono stati assunti. Si tratta prima di tutto di movimenti sindacali, i quali ritengono che sia inutile continuare a ragionare in termini di lavoro autonomo e subordinato: questa idea si fonda sulla convinzione secondo cui il lavoro del futuro presenterà caratteristiche sempre più integrate (miste), che renderanno sempre più difficile tracciare una netta linea di confine fra autonomia e subordinazione.
Progressismo e gig economy
Gli orientamenti progressisti propongono quindi di andare oltre gli schemi tipici e tradizionali, ormai desueti e superati. Bisogna pertanto cambiare la forma mentis che sta alla base dell’inquadramento economico e normativo dei lavoratori atipici (in particolare quelli appartenenti alla gig economy).
Innovazioni nel Codice del lavoro francese
Il progressismo ha interessato non solo il nostro Paese,; di recente, ad esempio, il Codice del lavoro francese è stato radicalmente innovato. La modifica ha previsto che, a prescindere dalla qualificazione giuridica, quando una piattaforma digitale realizza prestazioni di lavoro fissandone le relative retribuzioni, essa si assume una responsabilità sociale che si concretizza nel riconoscimento di tutele e diritti ai lavoratori impiegati tramite la piattaforma (qualificazione professionale, diritto di malattia, infortunio, maternità, ecc.).
Autoregolamentazione delle piattaforme digitali
Nella stessa prospettiva si sono mosse in modo autonomo anche le stesse piattaforme digitali (ad esempio FoodOra), che hanno stilato una carta dei valori delle piattaforme digitali (autoregolamentazioni). Essa fissa le regole minime inderogabili relative ai trattamenti economico-normativi riconosciuti ai lavoratori.
Carta dei valori delle piattaforme digitali
La carta dei valori fondamentali delle piattaforme digitali è stata stipulata a Bologna nel 2018. Il documento è stato sottoscritto dai movimenti dei riders, interessati a ottenere alcune tutele universali (equità del compenso, protezione dei dati personali, trattamenti previdenziali, ecc.).
Graduatorie di merito e bonus-malus
Attraverso la mole di dati che raccolgono su ciascun lavoratore e sul servizio che offre, le piattaforme digitali sono in grado di stilare delle graduatorie di merito fra i propri dipendenti, grazie alle quali è possibile applicare un sistema di bonus-malus (incentivi economici o sanzioni disciplinari).
Tutela giuridica nei tribunali europei
In molti degli stati membri dell’Unione europea, fra il 2018 e il 2019 i tribunali costituzionali e le Corti di Cassazione si sono espressi al fine di implementare la tutela giuridica offerta ai lavoratori digitali, spesso purtroppo riconosciuta solo sul piano teorico.
Domande da interrogazione
- Quali sono i nuovi orientamenti per i lavoratori digitali in Italia?
- Come si sta evolvendo la legislazione sul lavoro in Francia per i lavoratori digitali?
- Cosa prevede la carta dei valori delle piattaforme digitali?
- Qual è il ruolo delle piattaforme digitali nella valutazione dei lavoratori?
In Italia, si stanno sviluppando orientamenti che riconoscono diritti e tutele ai lavoratori digitali, indipendentemente dal tipo di contratto. I movimenti sindacali sostengono che il lavoro del futuro avrà caratteristiche miste, rendendo difficile distinguere tra lavoro autonomo e subordinato.
Recentemente, il Codice del lavoro francese è stato innovato per garantire tutele e diritti ai lavoratori impiegati tramite piattaforme digitali, indipendentemente dalla loro qualificazione giuridica, imponendo responsabilità sociali alle piattaforme.
La carta dei valori, stipulata a Bologna nel 2018, stabilisce regole minime per i trattamenti economico-normativi dei lavoratori, promuovendo tutele universali come equità del compenso e protezione dei dati personali.
Le piattaforme digitali utilizzano i dati raccolti per stilare graduatorie di merito tra i lavoratori, applicando sistemi di bonus-malus che prevedono incentivi economici o sanzioni disciplinari.