Concetti Chiave
- Le elezioni in Italia, sotto il regime fascista, divennero prive di valore con l'imposizione di una lista unica, culminando nel voto del 25 marzo 1929, caratterizzato da violenza e intimidazioni.
- Nel 1938, il diritto di voto fu ufficialmente soppresso, sostituendo la rappresentanza popolare con membri nominati dal Governo nella nuova Camera dei fasci e delle corporazioni.
- Il regime fascista introdusse la pena di morte per reati contro la sicurezza dello Stato, estendendola anche ai reati comuni, tramite il Codice Rocco del 1931.
- Furono imposte severe restrizioni alla libertà di stampa con una censura rigida, limitando gravemente la manifestazione del pensiero libero.
- Il regime abolì la libertà sindacale e di associazione, dando vita a un sindacato unico fascista e sciogliendo i partiti antifascisti, segnando la fine dello Stato di diritto.
Elezioni senza valore?
Con l'imposizione del partito unico le elezioni perdono ogni valore. Si votò per l'ultima volta il 25 marzo 1929, con un sistema che non aveva rispetto della volontà popolare. Alle elezioni fu presentata una lista unica (sulla scheda gli elettori potevano solo scrivere "si" o "no"), che comprendeva un numero di candidati fascisti pari ai seggi disponibili 400); il successo dei fascisti fu schiacciante (99% di voti favorevoli), anche perchè le votazioni si svolsero, al solito, in un clima di violenza. Il diritto di voto fu poi ufficialmente soppresso nel 1938, e fu il Governo a nominare i membri della Camera dei deputati (trasformata in "Camera dei fasci e delle corporazioni"): ormai la sovranità popolare era completamente calpestata.
Soppressione dei diritti civili
Alla fine degli anni Venti furono approvati altri provvedimenti, che colpirono i più elementari diritti civili e misero fine allo Stato di diritto. Fra essi, vanno ricordati:
- nel 1926 l'introduzione della pena di morte per i reati «contro la sicurezza dello Stato», che fu poi estesa ai reati comuni nel 1931, con l'approvazione del nuovo Codice penale (il «Codice Rocco»);
- la soppressione della libertà di stampa e l'introduzione di una rigidissima censura, che impediva la libera manifestazione del pensiero;
- l''abolizione della libertà sindacale, che fu accompagnata dalla nascita del sindacato unico fascista;
- la fine della libertà di associazione, che portò allo scioglimento dei partiti antifascisti.
Domande da interrogazione
- Qual è stato l'impatto dell'imposizione del partito unico sulle elezioni in Italia?
- Quando e come è stata ufficialmente soppressa la sovranità popolare in Italia?
- Quali diritti civili sono stati soppressi alla fine degli anni Venti in Italia?
L'imposizione del partito unico ha reso le elezioni prive di valore, culminando nel voto del 25 marzo 1929, dove gli elettori potevano solo esprimere un "sì" o un "no" su una lista unica di candidati fascisti, portando a un risultato schiacciante del 99% di voti favorevoli, in un clima di violenza (testo).
La sovranità popolare è stata ufficialmente soppressa nel 1938, quando il Governo ha iniziato a nominare i membri della Camera dei deputati, trasformata in "Camera dei fasci e delle corporazioni", eliminando così il diritto di voto (testo).
Alla fine degli anni Venti, furono soppressi diversi diritti civili, tra cui la libertà di stampa, la libertà sindacale e la libertà di associazione, con l'introduzione di una rigida censura e la nascita del sindacato unico fascista (testo).