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Concetti Chiave

  • I lavoratori con contratto a tempo determinato hanno diritto di prelazione per assunzioni a tempo indeterminato se hanno lavorato per oltre sei mesi.
  • Il diritto di prelazione si estende anche alle lavoratrici madri e ai lavoratori stagionali, considerando i periodi di congedo obbligatori.
  • Per esercitare il diritto di prelazione, il lavoratore deve manifestare per iscritto la volontà di essere assunto entro sei mesi dalla cessazione del contratto.
  • Nei contratti a termine, non è previsto il recesso né per il lavoratore né per il datore, eccetto in caso di giusta causa.
  • In caso di recesso anticipato, il lavoratore può chiedere il riconoscimento dell'inefficacia del recesso e le retribuzioni fino alla scadenza, mentre il datore può chiedere il risarcimento se è il lavoratore a recedere.

Diritto di prelazione per contratti a termine

I lavoratori assunti mediante contratto a tempo determinato godono del diritto di prelazione: il lavoratore che abbia svolto presso l’azienda prestazioni a termine per un periodo superiore a sei mesi ha diritto di precedenza qualora il datore effettui, nei successivi 12 mesi, assunzioni a tempo indeterminato. La prelazione vale solo con riferimento alle mansioni già espletate.

Prelazione per lavoratrici madri e stagionali

Il computo dei sei mesi tiene conto anche dei periodi di congedo obbligatori di maternità. Alle lavoratrici madri è riconosciuto anche il diritto di prelazione nelle assunzioni a termine effettuate dal datore di lavoro entro i successivi 12 mesi, anche in questo caso con riferimento alle mansioni già espletate in occasione dei precedenti contratti a termine. Il diritto di precedenza è riconosciuto anche ai lavoratori assunti per lo svolgimento di attività stagionali.

Condizioni per esercitare il diritto di prelazione

Affinché sia valida, tuttavia, ogni forma di prelazione deve essere espressamente richiamata nell’atto di stipulazione del contratto a termine: tale diritto può essere esercitato solo a condizione che, entro sei mesi dalla cessazione del rapporto, il lavoratore manifesti per iscritto la propria volontà di essere assunto; per i lavoratori stagionali il termine è ridotto a tre.

Recesso nei contratti a termine

Fra i diritti connessi al rapporto di lavoro a termine non rientra il recesso: la clausola del termine preclude la facoltà del recesso sia per il lavoratore (dimissione), sia per il datore (licenziamento). L’unica eccezione riguarda il sopraggiungere di una giusta causa ex art. 2119, che legittima il recesso immediato dal contratto della controparte.

Conseguenze del recesso anticipato

In caso di recesso ante tempus del datore, il lavoratore può farne dichiarare l’inefficacia giudiziale; egli può anche pretendere le retribuzioni che avrebbe dovuto percepire fino alla scadenza del contratto. Se, invece, è il lavoratore a recedere, il datore può pretendere il risarcimento dei danni sofferti a causa dell’imprevista interruzione del rapporto.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il diritto di prelazione per i lavoratori assunti con contratto a termine?
  2. I lavoratori con contratto a tempo determinato hanno diritto di prelazione se hanno lavorato per oltre sei mesi presso l'azienda, per le assunzioni a tempo indeterminato nei successivi 12 mesi, limitatamente alle mansioni già svolte (testo).

  3. Come si applica il diritto di prelazione per le lavoratrici madri e i lavoratori stagionali?
  4. Le lavoratrici madri e i lavoratori stagionali hanno diritto di prelazione per le assunzioni a termine entro 12 mesi, considerando anche i periodi di congedo di maternità e le mansioni già espletate (testo).

  5. Quali sono le condizioni per esercitare il diritto di prelazione?
  6. Il diritto di prelazione deve essere esplicitamente menzionato nel contratto a termine e il lavoratore deve manifestare per iscritto la volontà di essere assunto entro sei mesi dalla cessazione del rapporto, ridotto a tre mesi per i lavoratori stagionali (testo).

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