Concetti Chiave
- Arduino d'Ivrea ottenne la corona dopo la morte di Ottone III, ma il suo potere fu breve e si ritirò in un convento.
- Corrado II, della dinastia salica, divenne imperatore nel 1027 e si dedicò a ripristinare l'autorità imperiale in Italia.
- Per fronteggiare le sfide in Italia, Corrado II concesse la Constitutio de feudis, garantendo il diritto di eredità ai vassalli minori.
- Enrico III, successore di Corrado II, promosse riforme ecclesiastiche ma subì sconfitte in Italia meridionale verso la fine del suo regno.
- Alla morte di Enrico III, il potere passò ai vescovi di Germania mentre il suo giovane figlio Enrico IV aveva solo quattro anni.
La successione di Arduino d'Ivrea
Dopo la morte di Ottone III la corona, passò al marchese Arduino d’Ivrea. Il suo potere fu però effimero: dovette abbandonare la lotta e si ritirò in un convento. In Germania la carica imperiale era stata attribuita a Enrico II imparentato con gli Ottoni; egli scelse di occuparsi innanzitutto del Regno di Germania. Con la sua morte, si esaurì la dinastia di Sassonia.
Qual è l'ascesa di Corrado II?
Una nuova dinastia detta “salica”, salì sul trono di Germania con Corrado II. Incoronato imperatore nel 1027, Corrado di dedicò a ristabilire l’autorità imperiale in Italia.
Le riforme di Corrado II
Nel 1037 Corrado II dovette scendere nuovamente in Italia, sia per gli attacchi dei feudatari minori, sia per lo sviluppo di ceti cittadini. Le lotte tra l’aristocrazia maggiore, quella minore e i ceti cittadini di collegavano ai primi albori delle formazioni comunali. Per garantirsi un partito che lo sostenesse in Italia, Corrado II si schierò con i valvassori e concesse loro la celebre Constitutio de feudis: con questo documento si riconosceva anche ai vassalli minori il diritto all’ereditarietà dei feudi. In tal modo, i feudatari maggiori si indebolivano.
Il regno di Enrico III
A Corrado II successe il figlio, Enrico III, che sostenne la necessità si una riforma della Chiesa. Sul finire del suo regno, egli fu costretto a subire una pesante serie di sconfitte in Italia meridionale. Alla sua morte, Enrico lasciava un bimbo di quattro anni, Enrico IV e quindi i potere passò nelle mani dei più eminenti vescovi di Germa.
Domande da interrogazione
- Qual è stato il destino di Arduino d'Ivrea dopo la morte di Ottone III?
- Quali furono le principali riforme attuate da Corrado II in Italia?
- Quali sfide affrontò Enrico III durante il suo regno?
Dopo la morte di Ottone III, Arduino d'Ivrea ottenne la corona, ma il suo potere fu effimero e dovette ritirarsi in un convento, mentre in Germania la carica imperiale passò a Enrico II, che si concentrò sul Regno di Germania.
Corrado II, incoronato imperatore nel 1027, si dedicò a ristabilire l'autorità imperiale in Italia e, per sostenere il suo potere, concesse la Constitutio de feudis nel 1037, riconoscendo il diritto all'ereditarietà dei feudi anche ai vassalli minori, indebolendo così i feudatari maggiori.
Enrico III, successore di Corrado II, sostenne la necessità di riforme ecclesiastiche, ma alla fine del suo regno subì una serie di sconfitte in Italia meridionale e, alla sua morte, lasciò un figlio di quattro anni, Enrico IV, con il potere che passò ai vescovi di Germania.