Concetti Chiave
- Le scienze della natura analizzano fenomeni esterni e singoli, mentre le scienze dello spirito si focalizzano su esperienze interne e connessioni viventi.
- Secondo Dilthey, la connessione tra interprete e oggetto nelle scienze dello spirito è basata sulla comunanza psicologica e sulla vita, creando un'unità organica di esperienze psichiche storiche.
- La comprensione è possibile grazie a una sintonia psichica tra il comprendente e l'oggetto, che si inserisce in una struttura trascendentale preesistente nella storia umana.
- Le scienze dello spirito evidenziano la coappartenenza di interprete e oggetto a una vita culturale comune, contrariamente all’approccio atomizzato delle scienze naturali.
- La vita dello spirito è vista come un grande organismo interconnesso, che abbraccia tutte le culture storiche e è accessibile alla comprensione dall'interno.
Differenze tra scienze della natura e dello spirito
Le scienze della natura hanno come oggetto fenomeni che compaiono nella coscienza provenendo dall’esterno, singoli, mentre le scienze dello spirito hanno come oggetto fenomeni interni, che compaiono in origine come connessione vivente. Le scienze della natura hanno allora una funzione integrativa su ciò che arriva dall’esterno, mentre nelle scienze dello spirito la connessione della vita psichica è ovunque sottostante, come data originariamente. C’è una sorta di affinità originaria, senza la necessità di ipotesi e leggi integrative da verificare. Capacità originaria di comprensione.
La connessione psicologica secondo Dilthey
La prima fase riflessiva di Dilthey, dunque, ritiene che la connessione tra l’interprete e l’oggetto sia basata sull’idea della comunanza psicologica, a cui si connette il concetto di vita. Essa accomuna coscienza del singolo interprete con tutti i fenomeni psichici che si sono susseguiti nella storia, in un’unità organica di tutte le manifestazioni psichiche della storia. La vita è la totalità organizzata dell’esperienza psicologica individuale e dell’esperienza sociale e culturale collettiva, un organismo.
Comprensione e struttura trascendentale
Ma questo è solo il primo passaggio. Bisogna ora spiegare che funziona il comprendere. Prima di tutto perché c’è forte sintonia psichica tra comprendente e l’oggetto, quindi è possibile l’identificazione con esso. In più, questa possibilità è una “struttura trascendentale” (a priori), cioè nella storia dell’umanità c’è una specie di struttura già data in cui ciascuno di noi si inserisce, una struttura organica che tiene insieme tutti i fenomeni storici e psichici. Vale per tutta la Storia, ma anche per ogni epoca, che ha sua vita “culturale” con tratti di stabilità (tradizioni, stili…). Questo concetto è sì metaforico, ma è significativo che Dilthey voglia rimarcare una caratteristica della vita che i positivisti trascuravano: l’essere interconnessa e non atomizzata. Qualunque cosa sia viva è un insieme, in cui il tutto è più che la singola somma delle parti. Le scienze dello spirito sono caratterizzate dalla coappartenenza di interprete e oggetto ad una stessa vita, che è culturale. La vita dello spirito fondamentalmente, un grande organismo che aderisce a tutte le culture che si sono susseguite sulla Terra. Ed è da noi comprensibile dall’interno, in quanto parte di esso, in una comunanza di sentimento che porta alla comprensione dell’individualità storica che non si può avere nelle scienze naturali.
Domande da interrogazione
- Qual è la principale differenza tra le scienze della natura e le scienze dello spirito?
- Come si definisce la connessione psicologica secondo Dilthey?
- Qual è il ruolo della "struttura trascendentale" nella comprensione?
Le scienze della natura si occupano di fenomeni esterni e singoli, mentre le scienze dello spirito si concentrano su fenomeni interni e sulla connessione vivente tra l'individuo e la storia psichica collettiva, come evidenziato nel testo.
Secondo Dilthey, la connessione psicologica si basa sulla comunanza tra l'interprete e l'oggetto, unendo l'esperienza psicologica individuale con quella sociale e culturale in un'unità organica, come descritto nel testo.
La "struttura trascendentale" è una condizione a priori che consente l'identificazione tra comprendente e oggetto, evidenziando come la vita culturale e storica sia interconnessa e non atomizzata, come sottolineato nel testo.