Concetti Chiave
- L'epica, derivata dal greco "epos", narra le gesta di eroi e divinità, riflettendo le tradizioni e i miti di un popolo.
- Le narrazioni epiche venivano tramandate oralmente da cantori itineranti come aedi e rapsodi, prima di essere messe per iscritto.
- Nell'epica classica, i temi principali sono battaglie e viaggi, mentre nell'epica medioevale le storie sono più complesse e variegate, con un focus su valori cavallereschi.
- I poemi epici classici utilizzavano il greco e il latino, mentre quelli medioevali si esprimevano in lingue volgari come francese e spagnolo, per essere accessibili al pubblico.
- Opere iconiche come l'Iliade, l'Odissea e l'Eneide caratterizzano l'epica classica, mentre l'epica medioevale include cicli come quello carolingio e "El Cid Campeador".
Dal greco epos= canto, racconto, discorso, l’epica è la narrazione poetica delle imprese gloriose di un popolo, di un grande eroe, di dei e semidei.
I poemi epici di tutte le letterature si basano su un patrimonio di miti preesistente.
Sia i poemi classici che quelli medioevali venivano tramandati oralmente.
Tradizione orale e scritta
Gli antichi aedi erano cantori-compositori itineranti che, con l’aiuto della musica, recitavano le loro storie in corti e piazze.
Solo in un secondo tempo alcuni cantori, detti rapsodi, misero per iscritto queste narrazioni e soprattutto grazie a loro sono giunte fino a noi.
Anche i poemi medievali, scritti probabilmente da singoli autori, venivano comunque recitati a voce da cantori professionisti: i giullari che si esibivano in una piazza sempre diversa dove tutti, senza alcuna distinzione sociale, potevano ascoltarlo ed i menestrelli, poeti girovaghi che raccontavano le loro storie nelle piazze, ma soprattutto nei castelli signorili.
Valori e linguaggio epico
Attraverso le narrazioni epiche, le antiche civiltà classiche cercavano di trasmettere i valori più profondi della loro cultura, la loro storia ed origine con un linguaggio ricercato e solenne, con un uso consistente di epiteti e patronimici e di diverse figure retoriche, soprattutto similitudini.
La metrica ed il canto, le ripetizioni stilistiche e terminologiche aiutavano i cantori ad imparare a memoria anche testi piuttosto lunghi e complessi.
Le lingue utilizzate erano il greco ed il latino.
Eroi e divinità nell'epica classica
Nell’epica classica prevalevano imprese da affrontare, battaglie, viaggi da intraprendere, che fossero da insegnamento e spronassero gli uomini a compiere azioni eroiche e virtuose.
I personaggi principali erano, di solito, eroi, modelli di comportamento in cui l’uomo comune cercava di identificarsi e di ispirarsi, o le divinità, che intervenivano negli eventi riguardanti i mortali aiutando o ostacolando l’eroe di turno.
Temi e stili dell'epica medioevale
Nell’epica medioevale, i temi affrontati erano più vari, le trame più complesse perché non concentrate su un unico evento come nell’epica classica (il ritorno in patria, la guerra di Troia).
I giullari nelle piazze potevano anche esibirsi in una comicità volgare ed oscena che faceva divertire il popolo, ma irritare il clero.
I menestrelli, che raccontavano le loro storie nelle corti signorili davanti ad un pubblico più colto ed aristocratico, prediligevano temi d’amore (come i trovatori provenzali) per celebrare l’importanza delle dame delle corti feudali e, soprattutto, le imprese di eroi leali, coraggiosi ed onesti che combattevano per difendere i deboli, le dame e la fede cristiana: i Cavalieri.
Il cavaliere-eroe, i cui valori erano la fedeltà alla religione cristiana (è il periodo delle Crociate, le guerre “sante”), il coraggio, la magnanimità e l’amore, era il protagonista dei poemi cavallereschi scritti in Europa tra il IX ed il XIII secolo.
Personaggio perfetto per tramandare, esaltandole, le vicende dei regni romano-barbarici nella società feudale dove agli eventi reali si aggiungevano elementi fantastici in un clima magico che li avvicina alle fiabe.
Lingue e poemi epici
Il linguaggio utilizzato era ricco di ripetizioni e formule fisse per favorirne la memorizzazione, ma era decisamente più semplice e lineare di quello classico.
I cantori utilizzavano lingue volgari (il latino era, ormai, per dotti ed ecclesiastici), parlate nella vita quotidiana e quindi facilmente comprensibili da tutti.
Erano le lingue locali neolatine: il francese, l'italiano, il tedesco, lo spagnolo.
Cicli epici e opere immortali
All’epica classica appartengono i poemi che si rifanno alla storia della Grecia e della Roma antica.
I più importanti e conosciuti sono l’Iliade e l'Odissea in lingua greca e l’Eneide in lingua latina.
Opere immortali caratterizzate da un proemio, con l’invocazione alla Musa, ed una protasi, che riassume in modo conciso il tema trattato.
Nell’epica medioevale, i testi variavano in base ai popoli a cui si riferivano ed al periodo storico in cui sono stati scritti e sono raggruppabili in cicli, opere dai contenuti diversi, ma sempre con gli stessi personaggi.
I principali sono: il ciclo carolingio, le gesta di Carlo Magno e dei suoi paladini, il ciclo bretone, le imprese di re Artù e dei suoi cavalieri della Tavola Rotonda, ed il ciclo germanico, il regno dei Nibelunghi con al centro la figura di Sigfrido.
In Spagna emerge “El Cid Campeador”, opera divisa in “cantari” con protagonista un eroe popolare spagnolo che combatte contro gli infedeli e difende il proprio onore.
L’autore interviene spesso durante la narrazione esprimendo giudizi e rivolgendosi agli ascoltatori per attirare la loro attenzione, a differenza di quanto accadeva nei poemi epici classici.
Nel proemio medioevale poteva essere presente un’invocazione alla Madonna, che veniva a sostituire la classica Musa pagana e spesso ci si trovava una dedica ad una potente e nobile famiglia del tempo.
Canale di comunicazione ottimale, la poesia epica veniva usata con funzione politica e propagandistica.
D’altra parte, anche la più antica Eneide virgiliana presentava lodi e riferimenti alla grandezza di Roma e dell’imperatore Augusto.
Domande da interrogazione
- Qual è la definizione di epica e quali sono i suoi elementi fondamentali?
- Come venivano tramandati i poemi epici nell'antichità?
- Quali valori cercavano di trasmettere le antiche civiltà attraverso le narrazioni epiche?
- Quali erano i temi principali dell'epica medioevale rispetto a quella classica?
- Quali sono alcuni dei cicli epici più importanti e le loro caratteristiche?
L'epica è la narrazione poetica delle imprese gloriose di un popolo, di un grande eroe, di dei e semidei, basata su un patrimonio di miti preesistente.
I poemi epici venivano tramandati oralmente da aedi, cantori itineranti, e successivamente messi per iscritto da rapsodi, permettendo così la loro conservazione nel tempo.
Le antiche civiltà cercavano di trasmettere i valori più profondi della loro cultura, la loro storia e origine, utilizzando un linguaggio ricercato e solenne, con epiteti e figure retoriche.
Nell'epica medioevale, i temi erano più vari e le trame più complesse, affrontando non solo battaglie e viaggi, ma anche l'amore e le imprese di cavalieri leali e coraggiosi.
I cicli epici più importanti includono il ciclo carolingio, il ciclo bretone e il ciclo germanico, caratterizzati da opere che riflettono le storie e i valori dei popoli, con protagonisti come Carlo Magno e re Artù.