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Concetti Chiave

  • Nel 1861, Vittorio Emanuele II diventa re d'Italia, segnando l'inizio di una monarchia parlamentare con l'obiettivo di unificare il paese.
  • La Destra storica, al governo dal 1861 al 1876, si concentra sull'annessione di territori chiave come Roma e il Veneto, e sulla creazione di una rete di infrastrutture.
  • Agostino Depretis guida la Sinistra dal 1876, puntando a ridurre il divario tra governanti e popolazione e introducendo riforme come l'istruzione obbligatoria.
  • La legge Zanardelli del 1882 amplia il suffragio maschile, aumentando la partecipazione elettorale dal 2,2% al 6,9% e segnando un passo verso la democrazia.
  • Tra il 1896 e il 1902, l'Italia affronta una crisi politica con governi instabili, culminando nell'assassinio di Umberto I nel 1900 a causa dell'incapacità di rispondere alle esigenze popolari.

L'inizio del regno d'Italia

Era il 1861 quando Vittorio Emanuele II diviene re d’Italia. Il nuovo regno d’Italia, che allora denunciava l’assenza di Roma (ancora in mano al Pontefice Pio IX) e del Veneto (ancora in mano agli austriaci), era una monarchia parlamentare e, dunque, era necessaria la figura di un capo di governo che affiancasse il sovrano.

1861 – 1876: al governo vi era la Destra.

Nel 1861 alle prime elezioni del primo Parlamento unito, la Destra ebbe la meglio e fu naturale pensare a Camillo Benso conte di Cavour come capo del governo. Purtroppo, però, Cavour non era destinato a ricoprire questo ruolo a lungo e nel giugno dello stesso anno morì. Dopo la sua morte i suoi “fedelissimi” presero il comando e furono Ricasoli, Farini, Minghetti, La Marmora e Lanza a governare, a più riprese, nei 25 anni successivi.

Obiettivi della destra

Gli obiettivi furono principalmente tre:

1. L’Italia si presentava mutilata, due regioni molto importanti (Lazio e Veneto) non erano sotto il controllo del re. Con due campagne ( la Terza guerra d’Indipendenza e la Breccia di porta Pia) la Destra riuscì ad annetterle al territorio italiano. Dopo la conquista del Lazio, Roma divenne capitale dell’intero regno. Un secondo problema fu quello della diversità delle leggi vigenti nei diversi regni, principalmente a causa delle diverse esigenze geografiche; molto presto, il governo riuscì a metter fine anche a questo problema.

2.“Fatta l’Italia, bisogna collegarla!” La rete ferroviaria era presente solamente al nord, eccezion fatta per il tratto Napoli - Salerno e, inoltre, le strade collegavano scarsamente le varie città, specialmente del sud.

3. Le casse del regno d’Italia si presentavano piuttosto carenti. Fu durante il governo Minghetti, con Quintino Sella come Ministro delle Finanze, che si raggiunse questa parità, ma per ottenerla dovettero aumentare le tasse e il prezzo del grano: ciò comportò il malcontento della popolazione e di conseguenza la sfiducia al governo che cadde subito dopo.

Politica economica della destra

Dal punto di vista economico-finanziario venne attuata una politica liberale (liberalismo)

Che comportò lo scarso aiuto alle industrie nazionali e il favoreggiamento dell’importazione di prodotti dall’estero.

1876 – 1896: al governo la Sinistra.

Riforme della sinistra

Subito dopo la caduta del governo Minghetti, nel 1876, fu Agostino Depretis a prendere il timone. Nonostante i precedenti governi avessero fatto dei grossi passi avanti, avevano commesso degli errori e il governo Depretis si prefissò alcuni obiettivi fondamentali:

-Nel corso degli anni si era venuto a creare un grosso divario tra i governanti e il popolo e ciò portò il governo a non capire le vere esigenze del popolo. Depretis si prefissò di ricucire questo strappo e ci riuscì.

- Con la legge Coppino del 1877 l’istruzione venne resa obbligatoria e gratuita per i bambini dai 6 ai 9 anni di età.

- Con la legge Zanardelli del 1882 il voto venne concesso a tutti i maschi che avessero compiuto i 21 anni di età, che pagassero un’ imposta di almeno 19,8 lire, che avessero frequentato le scuole dell’obbligo o che fossero almeno in grado di leggere e scrivere. Con questa riforma il corpo elettorale salì dal 2,2% al 6,9%.

- Tra gli obiettivi principali della Sinistra, vi fu l’abolizione della tassa sul macinato. Inoltre si tentò di aiutare le industrie nazionali colpite fortemente dal grande tasso di merce importata dall’estero. Per fare ciò, nel 1887, vennero introdotti i tassi doganali. Questi tassi, però, vennero applicati anche nelle nazioni estere sui prodotti che l’Italia esportava: da un lato, dunque, le industrie incrementarono la produzione, ma, dall’altro i piccoli agricoltori vennero fortemente penalizzati. Nacque dunque il fenomeno dell’ emigrazione.

- Tra i successi maggiori della Sinistra vi fu, sicuramente, l’abolizione della pena di morte. In secondo luogo, una volta abbandonata la classica alleanza con la Francia, l’Italia strinse un patto militare, la Triplice Alleanza, con l’Austria e la Germania.

- L’Italia, guidata dall’euforia dell’unità, decide di espandersi, intraprendendo una politica coloniale. La prima conquista fu la Somalia, la seconda l’Eritrea, ma giunti in Etiopia, l’esercito italiano viene duramente sconfitto e ,l’allora capo del governo Crispi, decide di dimettersi.

Crisi e instabilità politica

Dal 1896 al 1902 l’Italia vede un susseguirsi di governi deboli che non sono in grado di affrontare i problemi della nazione, né il capo del governo né il re sono in grado di far fronte alle esigenze della popolazione e queste crisi sfociarono in atti di violenza come quello che videro come vittima, nel 1900, lo stesso sovrano Umberto I.

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Domande da interrogazione

  1. Quali erano le principali sfide affrontate dal nuovo regno d'Italia nel 1861?
  2. Il regno d'Italia, nato nel 1861, si trovava in una situazione di incompletezza territoriale, con Roma e il Veneto ancora sotto il controllo di Pio IX e degli austriaci. La Destra al governo si concentrò su tre obiettivi principali: l'annessione di queste regioni, l'unificazione delle leggi e il miglioramento delle infrastrutture.

  3. Come si è evoluta la politica economica durante il governo della Destra?
  4. La Destra attuò una politica economica liberale che favorì l'importazione di prodotti dall'estero, trascurando le industrie nazionali. Questo approccio portò a una carenza nelle finanze del regno, culminando in un aumento delle tasse e del prezzo del grano, che generò malcontento tra la popolazione.

  5. Quali riforme significative furono introdotte dal governo della Sinistra tra il 1876 e il 1896?
  6. Sotto la guida di Agostino Depretis, la Sinistra introdusse riforme fondamentali come l'istruzione obbligatoria e gratuita per i bambini, l'estensione del diritto di voto e l'abolizione della tassa sul macinato. Queste misure miravano a ridurre il divario tra governanti e popolazione.

  7. Quali furono le conseguenze della politica coloniale italiana durante il governo della Sinistra?
  8. L'Italia, spinta dall'euforia dell'unità, intraprese una politica coloniale che portò a conquiste come la Somalia e l'Eritrea. Tuttavia, la sconfitta in Etiopia segnò un duro colpo per il governo di Crispi, che si dimise a seguito della crisi.

  9. Quali fattori contribuirono all'instabilità politica in Italia tra il 1896 e il 1902?
  10. Durante questo periodo, l'Italia sperimentò un susseguirsi di governi deboli incapaci di affrontare le esigenze della popolazione. La mancanza di leadership efficace portò a crisi politiche e sociali, culminando in atti di violenza, come l'assassinio del re Umberto I nel 1900.

Domande e risposte

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