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Concetti Chiave

  • Tra il 1873 e il 1895, l'Europa visse una crisi economica che colpì in particolare l'agricoltura, a causa dell'importazione di cereali a basso costo dagli Stati Uniti.
  • Paesi come Germania, Francia, Russia e Italia attuarono politiche protezionistiche per difendere i loro mercati interni, mentre l'Inghilterra mantenne un approccio liberista.
  • Bismarck, in Germania, adottò leggi repressive contro il partito operaio e promosse riforme sociali per mantenere la stabilità e ottenere il consenso per le tariffe protezionistiche.
  • La Belle Époque, a partire dal 1895, segnò un periodo di espansione economica con la Germania e gli Stati Uniti che emersero come nuovi protagonisti accanto all'Inghilterra.
  • La Seconda rivoluzione industriale portò innovazioni significative come l'acciaio migliorato e l'elettricità, sostenute da investimenti statali e bancari, favorendo l'urbanizzazione e cambiamenti sociali.

Crisi economica europea

L'intera Europa a partire dal 1873 (sino al 1895 circa) affrontò una fase di recesso economico: non investì tutti gli stati e tutti i settori ma in particolare l'agricoltura di alcuni paesi. La ragione principale va cercata nello sviluppo dei trasporti soprattutto ferroviari, della conservazione e refrigerazione del cibo che portò sempre più cereali a basso costo dagli Stati uniti in Europa.

Politiche protezionistiche in Germania

Ne risentì l'agricoltura europea e il mercato interno e l'unico modo per difendersi da questa concorrenza fu di alzare tantissimo i dazi doganali intraprendendo una politica protezionista: questo fu fatto in Germania, Francia, Russia e Italia. L'Inghilterra invece, ormai ampiamente industrializzata, non fu colpita dalla crisi e mantenne caratteri liberisti. La situazione più complessa fu in Germania dove il calo dei prezzi danneggiò l'aristocrazia prussiana, gli Junker, ma la scelta protezionistica fu ostacolata dalla borghesia imprenditoriale che era beneficiata dai bassi prezzi.

Bismarck e le riforme sociali

Bismarck, che aveva a cuore gli interessi aristocratici, elaborò un progetto per mantenere la stabilità sociale: in primo luogo promosse una legislazione repressiva nel 1878 che colpì il partito operaio tedesco; essa proibiva le riunioni, gli assembramenti di gruppi che si ispirassero a Marx; Marx, che aveva utilizzato l'ondata di indignazione successiva ai due attentati contro il Kaiser Guglielmo I, era consapevole che questa legislazione anti-socialista avrebbe provocato odio e rancore nelle masse operaie: per questo promosse nel 1833/34 una serie di norme che potenziavano il sistema di assicurazione dei lavoratori; con questo paradosso Bismarck dimostrava con la legge repressiva di voler impedire sciopero e altri incidenti che ostacolassero la produzione e con la legge sociali che lo stato non era nemico del popolo. Queste riforme sia a favore dei borghesi che del proletariato erano finalizzate a placare le obbiezioni per l'adozione di tariffe protezionistiche sui cereali che danneggiavano entrambi i ceti legati alle industrie ma avvantaggiava gli Junker e gli agricoltori. L'adozione del protezionismo era ottenibile solo tramite il voto del partito cattolico di Centro e per ottenere il consenso di tale partito Bismarck dovette attenuare il Kulturkampf (=lotta per la civiltà) stabilito dopo l'unificazione: una serie di provvedimenti restrittivi ai danni delle scuole e delle organizzazioni cattoliche che, ad esempio, esprimeva l'assoluta supremazia dello Stato.

La bella epoque e l'espansione economica

La bella epoque: intorno al 1895 l'economia mondiale superò le difficoltà e si introdusse in una fase di espansione che si concluderà solo con la prima guerra mondiale. I contemporanei si resero conto della vitalità del periodo e lo battezzarono bella epoque. La depressione precedente era in realtà una fase di assestamento dovuta alla comparsa sulla scena economica di nuovi protagonisti come la Germania unificata e gli USA. Se il sistema economico ottocentesco possedeva un unico centro, quello inglese, quello della bella epoque no: accanto all'Inghilterra si posero Germania e Usa nei quali erano emigrati negli ultimi 30 anni del secolo due milioni di tedeschi: tale emigrazione era segno di disagio lavorativo dovuto a un passaggio dall'agricoltura alla crescita industriale.Seconda rivoluzione industriale: durante l'ultimo trentennio dell'ottocento si utilizzarono in Europa e negli Usa nuove fonti e nuove forme di energia grazie alla ricerca scientifica sempre maggiore collegata sia alla tecnologia sia ai finanziamenti di banche e sia al consistente ruolo degli Stati che favorirono questo processo tramite il protezionismo e le commissioni statali alle imprese.

Innovazioni tecnologiche e urbanizzazione

Una delle scoperte più importanti fu quella dell'acciaio, considerato costoso e poco efficace sino all'800, a cui fu tolto il fosforo e il carbonio in eccesso rendendolo così materiale robusto e utilizzato in ogni settore: gli Usa erano i primi produttori mondiali seguiti dalla Germania (Krupp). Analogo successo ottenne il settore chimico (Reich - tedesca) che favorì la crescita farmaceutica testimoniata dall'invenzione nel 1899 dell'aspirina a opera della Bayer. Le nuove fonti scoperte, in contrapposizione a quelle del carbone e del vapore che caratterizzarono la prima rivoluzione, furono il petrolio e l'energia elettrica. Il petrolio dapprima fu utilizzato solo in Russia e poi esportato in tutto il mondo e utilizzato come combustibile per autoveicoli. Anche l''invenzione dell'elettricità, da prima fu sottovalutata, (attribuibile a Siemens inventore della dinamo e a Edison inventore della lampadina)e in seguito cambiò radicalmente la vita dei cittadini: furono così costruiti impianti di produzione di energia elettrica in Inghilterra negli Usa e in Germania dove si instaurò la più potente industria dell'energia elettrica, l'AEG, che, come molte altre imprese, dava lavoro a un enorme numero di dipendenti. Questo gigantismo era dovuto anche alla comune fusione di più imprese tramite trust (fusione) o cartelli (accordi di sinergia, rinuncia di concorrenza per il controllo di un settore produttivo). Anche le banche, che finanziarono molte operazioni, assunsero una grande importanza e si compenetrarono sempre più con le industrie. Tutti questi elementi portarono a un fenomeno di urbanizzazione. Il sopraggiungere della modernità non fu sempre accolto con entusiasmo ma anzi, soprattutto in Germania e Francia, i ceti medi si videro ristretti i campo di guadagno a causa della concorrenza delle grandi industrie. Da qui nacquero sentimenti di disagio, di rabbia e frustrazione che sfociarono spesso in atteggiamenti antisemiti o comunque razzisti, nel tentativo di trovare i responsabili della rovina economica.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le cause principali della crisi economica europea tra il 1873 e il 1895?
  2. La crisi economica europea fu principalmente causata dallo sviluppo dei trasporti, in particolare ferroviari, e dalla conservazione del cibo, che permisero l'importazione di cereali a basso costo dagli Stati Uniti, danneggiando l'agricoltura di alcuni paesi europei.

  3. Come reagirono i vari paesi europei alla concorrenza estera durante la crisi?
  4. I paesi come Germania, Francia, Russia e Italia adottarono politiche protezionistiche alzando i dazi doganali per difendere le loro economie, mentre l'Inghilterra, già industrializzata, mantenne un approccio liberista.

  5. Quali riforme sociali promosse Bismarck per affrontare la crisi e mantenere la stabilità sociale?
  6. Bismarck promosse una legislazione repressiva contro il partito operaio e introdusse riforme sociali per migliorare il sistema di assicurazione dei lavoratori, cercando di placare le obiezioni contro le tariffe protezionistiche che avvantaggiavano gli Junker.

  7. Cosa caratterizzò la "bella epoque" e quali furono i fattori che contribuirono alla sua espansione economica?
  8. La "bella epoque" fu un periodo di espansione economica che iniziò intorno al 1895, caratterizzato dall'emergere di nuovi protagonisti economici come Germania e USA, e dall'uso di nuove fonti di energia e innovazioni tecnologiche.

  9. Quali furono le conseguenze dell'urbanizzazione e delle innovazioni tecnologiche durante la seconda rivoluzione industriale?
  10. L'urbanizzazione e le innovazioni tecnologiche, come l'acciaio e l'elettricità, portarono a un gigantismo industriale e a una crescente importanza delle banche, ma generarono anche sentimenti di disagio e frustrazione tra i ceti medi, sfociando in atteggiamenti razzisti e antisemiti.

Domande e risposte

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