Concetti Chiave
- Bartolomé de Las Casas, frate domenicano e primo sacerdote ordinato in America, denunciò lo sfruttamento degli Indios, dedicandosi alla loro protezione.
- La sua crisi morale lo portò a rinunciare ai benefici dell'encomienda e a predicare contro le violenze subite dagli indigeni, evidenziando il loro drammatico declino.
- Nel 1542, grazie al suo impegno, furono promulgate le leggi nuove che vietavano la schiavitù degli Indios e abolivano l'encomienda, anche se non sempre applicate.
- Nel 1544, Las Casas fu nominato vescovo del Chiapas, riconoscendo ufficialmente il suo operato in favore degli Indios.
- Las Casas continuò la sua lotta in Spagna, pubblicando la "Brevissima relazione sulla distruzione delle Indie", un'opera che suscitò scandalo e contribuì a sensibilizzare l'opinione pubblica.
Bartolomé de Las Casas e la sua missione?
Poche voci si levarono a denunciare il disumano sfruttamento degli Indios: tra queste, la più celebre fu quella del frate domenicano Bartolomé de Las Casas (1475-1566). Nato a Siviglia, Las Casas giunse nel 1502 a Hispaniola, l'odiera Haiti, con lo scopo di prendere possesso della fattoria costruita del padre che aveva partecipato alla seconda spedizione di Colombo. Qualche anno prima era entrato a far parte dell'ordine domenicano e contava di intraprendere una doppia carriera, ecclesiastica e amministrativa. Nel 1510 venne ordinato sacerdote a Santo Domingo: la sua fu la prima ordinazione ecclesiastica che ebbe luogo in America.
La crisi e la svolta di Las Casas
Giunto nel Nuovo Mondo, Las Casas non ebbe l'immediata percezione della drammatica situazione in cui vivevano gli Indios, ma quando giunse a comprenderla ebbe una crisi profonda che cambiò radicalmente il suo destino.
Come primo atto, rinunciò ai benefici che gli derivarono dal sistema dell'encomienda, poi si dedicò alla protezione degli Indios.
A partire dal 1511 Las Casas si lanciò in vigorose prediche contro le atrocità commesse dagli Spagnoli, denunciando il tragico declino numerico della popolazione indigena, esposta a ogni tipo di violenza, alle malattie e agli effetti dell'alcol. La principale difficoltà nello sfruttamento del nuovo continente risiedeva nella mancanza di manodopera. Per risolvere questo problema, Las Casas giunse persino a pensare che fosse opportuno importare dall'Africa manodopera di colore, in modo da rimpiazzare gli Indios, poco adatti al lavoro dei campi. Durante dieci anni trascorsi a Santo Domingo, Las Casas scrisse la Storia generale delle Indie, opera che accrebbe maggiormente la sua autorità. Nel 1542 ottenne finalmente un grande risultato: Carlo V promulgò le leggi nuove (Leyes nuevas).
Le leggi nuove e il vescovato
Il nuovo regolamento proibiva di ridurre gli Indios in schiavitù e prevedeva l'abolizione dell'encomienda. Tuttavia non dappertutto la nuova legislazione venne applicata. Come riconoscimento ufficiale dell'azione da lui svolta, nel 1544 Las Casas venne nominato vescovo del Chiapas, in Messico.
L'eredità di Las Casas
Ritornato in Spagna nel 1547, Las Casas non rinunciò alla lotta in difesa degli Indios, combattendo contro coloro che non li ritenevano neppure uomini, ma homuncoli. Pubblicò clandestinamente la Brevissima relazione sulla distruzione delle Indie, testo che fece scandalo e conobbe una grande diffusione. Nel 1566, mentre infuriava la polemica sui suoi scritti, Las Casas morì: come ultimo atto, si accusò di non aver saputo difendere adeguatamente gli Indios.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la missione principale di Bartolomé de Las Casas?
- Quale cambiamento significativo avvenne nella vita di Las Casas dopo la sua crisi?
- Quali furono le conseguenze delle leggi nuove promulgate da Carlo V nel 1542?
- Qual è l'eredità lasciata da Las Casas dopo la sua morte?
La missione principale di Bartolomé de Las Casas fu quella di denunciare lo sfruttamento disumano degli Indios e proteggere i loro diritti, dopo aver compreso la drammatica situazione in cui vivevano (testo).
Dopo la sua crisi, Las Casas rinunciò ai benefici derivanti dal sistema dell'encomienda e si dedicò attivamente alla protezione degli Indios, iniziando a predicare contro le atrocità commesse dagli Spagnoli (testo).
Le leggi nuove proibivano la schiavitù degli Indios e l'abolizione dell'encomienda, ma la loro applicazione non fu uniforme in tutte le colonie (testo).
L'eredità di Las Casas include la sua continua lotta per i diritti degli Indios, la pubblicazione della Brevissima relazione sulla distruzione delle Indie e il riconoscimento della loro umanità, nonostante le resistenze (testo).