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Demoetnoantropologia

Antropologia deriva da "anthropos" (uomo) e "logos" (discorso), quindi è una delle materie che studia l’uomo e il genere umano, interessandosi alla cultura, società, ecc.

Storia pre-antropologia

(Che hanno portato alla nascita dell’antropologia)

  • Inizia con le storie di Erodoto del VI sec. a.C., quando Erodoto comincia a riportare le caratteristiche di diversi popoli lontani (le diverse organizzazioni sociali, le curiosità). Inizia così un primordiale interesse per le altre culture.

  • Questo interesse si accentua durante il Rinascimento europeo (dalla seconda metà del XIV sec. fino al XVI sec.), l’umanità entra al centro del discorso. Non c’è più un interesse focalizzato solamente sul "divino", bensì è presente un essere umano capace di governare il proprio destino.

  • Ci si avvicina sempre di più all’antropologia grazie anche alla "scoperta dell’America", o meglio la conquista di essa da parte degli europei (dal 1492 in poi). Le coste brasiliane vennero esplorate per la prima volta nel 1500. Gli europei in quelle terre trovarono altri popoli, indigeni, e si cominciarono a interrogare su chi fosse l’ALTRO. Si posero le prime domande cariche di curiosità sull'ALTERITÀ. Ci si chiedeva se l’altro fosse un uomo primitivo o addirittura un animale, si domandarono se questi indigeni avessero un’anima, si ponevano domande cariche di curiosità, timore, mistero, esoterismo ecc. I contatti con questi popoli nel corso degli anni divennero sempre più assidui; i primi esploratori iniziarono a raccontare attraverso delle lettere e si cominciò a scoprire qualcosa sulle modalità di vita delle popolazioni che vivevano lì.

  • Fine ‘700, riflessioni e teorie sul genere umano sulla scia dell'illuminismo, si cercò di sistematizzare queste informazioni sull’alterità.

Nell'800 nacque l'antropologia culturale

Questo gradualmente e grazie a:

  • Colonialismo europeo sulle tante popolazioni indigene che incontravano, si cominciò a farsi delle domande sull’organizzazione politica di queste popolazioni.

  • A fine Ottocento questa scienza venne introdotta anche nelle università, nonostante i primi studiosi possano essere definiti "da scrivania" in quanto studiavano ma NON andavano poi sul campo. Questi studiosi si limitavano ad analizzare e approfondire i resoconti che provenivano dagli esploratori e dalle missive.

  • La nascita dell'antropologia moderna avviene proprio grazie alle prime ricerche sul campo (fine ‘800 inizio ‘900). Questo passaggio è assolutamente fondamentale e porta con sé una serie di aspetti che riguarderanno le modalità attraverso le quali si realizzano ricerche antropologiche.

Concetto di cultura

"La cultura o civiltà intesa nel suo ampio senso etnografico è quell’insieme complesso che include la conoscenza, le credenze, l’arte, la morale, il diritto, il costume e qualsiasi altra capacità e abitudine acquisita dell’uomo come membro di una società" - Edward Tylor, 1871.

Come "cultura" si intendono TUTTE le diverse culture etniche. Cultura è innanzitutto un sistema di valori, di modi di pensare, ai quali corrispondono poi modi di agire. Questo concetto non riguarda solo come facciamo le cose, bensì come le interpretiamo, che senso diamo a ciò che ci succede, ciò che definiamo giusto e ciò che invece definiamo sbagliato. La ricerca sul campo permette di comprendere che qualcosa che noi interpretiamo in modo non sempre viene interpretata nel medesimo modo, questo permette di immergersi in una cultura diversa dalla nostra.

Come è capibile da questa definizione, ciò che per un popolo è giusto, morale, consentito per un altro popolo invece può non esserlo. Questo sia per i costumi, per un principio in fattore economico o per religione.

Per esempio, noi italiani ci stupiamo che in Cina per delle feste mangiano i cani che noi da sempre consideriamo animale domestico, ma noi mangiamo il coniglio che negli Stati Uniti è considerato PET (animale domestico), quindi per loro è abominevole come per noi mangiare un cane.

L’antropologia culturale cerca anche di comprendere cosa ci sia in comune fra tutte le diverse culture, infatti anche in società che appaiono molto diverse dalle nostre ci sono dei punti in comune importanti, in quanto esistono problemi comuni. L’antropologia analizza e adotta delle strategie per comprendere bisogni comuni e la cultura abbraccia tutte queste diversità, e va sottolineato che le culture non sono sistemi chiusi.

La cultura è per sua natura "DINAMICA". La cultura non è statica, ma è sempre in movimento grazie a dei processi che riguardano gli scambi di elementi culturali:

  • Ibridazione = "meticciato culturale", quando due culture si incontrano, dialogando si scrutano, si osservano e si scambiano pezzi della loro cultura formando una cultura nuova. Non esistono culture pure, tutte sono ibride, ovvero frutto di una mescolanza. Questo fenomeno accade nelle grandi città, nelle metropoli come per esempio New York (c'è il famoso Melting Pot).
  • Sincretismi = I sincretismi sono dei cambiamenti, delle interpretazioni di un fenomeno (anche di un oggetto) che viene risemantizzato, cioè a cui viene attribuito un altro significato. Esempio: nelle piantagioni di canna da zucchero gli schiavi vivevano in dei capannoni divisi appositamente per far sì che non si organizzassero o coalizzassero, non dovevano professare la propria religione bensì convertirsi al cattolicesimo. Ad un certo punto questi schiavi iniziarono ad esporre nei propri capannoni delle statuette cattoliche, i guardiani automaticamente pensarono che si fossero convertiti al cattolicesimo. In realtà avevano scelto come immagine iconografica il santo cattolico, ma i santi cattolici erano diventati i loro "orisha", ovvero gli spiriti divinizzati all’interno della loro religione. Gli orisha sono stati mescolati con i culti della popolazione indigena lì presente a culti religiosi cattolici creando un sincretismo religioso, dove ogni orixa venne reinterpretato da un santo cattolico. Esempio: Orgun, colui che lotta per gli uomini = San Pietro.
  • Processi di acculturazione: sono processi di passaggio di contenuti culturali molto studiati in antropologia:
    • Acculturazione → passaggio di elementi culturali a doppio senso da una cultura ad un'altra. Esempio: si inizia a mangiare qualcosa di diverso da una cultura rispetto all’altra, negli anni 50/60 dopo la guerra gli italiani hanno cambiato il loro regime alimentare integrando cibi che culturalmente non erano legati alla storia italiana.
    • Inculturazione → passaggio di contenuti culturali di generazione in generazione. Esempio: la famiglia e la scuola sono meccanismi che favoriscono i processi di inculturazione, si insegnano ai bambini contenuti culturali di vario tipo (come ci si veste, come si mangia) da generazione a generazione.

La cultura è ciò che ci ha predisposto operativamente ad affrontare la vita, è fondamentale. Noi esseri umani per agire abbiamo bisogno della cultura; ci predispone a cose che per noi sono quasi scontate come dove ricercare il cibo, quale è velenoso e quale posso mangiare oppure aspetti politico-religiosi come per esempio che non posso sposare mio fratello/sorella ecc. Ciò che è semplicissimo per noi è difficilissimo per qualcun altro, per noi oggi allacciarsi la scarpa è semplicissimo mentre per qualcuno che non l’ha mai fatto resta complicato. Tutte queste azioni automatiche vengono incorporate al nostro modo di essere.

Se facessimo un viaggio in una zona del mondo in cui dovessimo indossare un turbante sarebbe qualcosa di altero, complicato, mentre per la popolazione nativa sarebbe normale. La cultura è ciò che ci ha predisposto dal punto di vista operativo ad affrontare il mondo fisico e corale, diventando qualcosa di automatico. Senza cultura l'essere umano sarebbe nudo, non sapremmo come procurarci il cibo, non sapremmo cosa mangiare, non sapremmo dove vivere, non sapremmo come coprirci. Tutte queste cose le abbiamo apprese attraverso il processo di inculturazione. Tutto questo lo abbiamo appreso dalla mimesi, cioè imitando gli altri, incorporando la cultura altrui e facendola nostra, semplicemente guardando gli altri (dai genitori o dalla società dove viviamo). Questi aspetti sono importanti per capire che la cultura è fondamentale per renderci umani, anche con tutte le differenze. Ognuno di noi si adatta alle situazioni attorno a noi, si uniforma a determinati atteggiamenti. Ognuno di noi sa cosa fare semplicemente vivendo con persone simili a noi, la cultura si apprende e non è scritta nel DNA.

La ricerca sul campo

Gli antropologi per riuscire a comprendere le dinamiche che regolano l’organizzazione sociale e culturale condivise all’interno delle diverse società, effettuano delle ricerche sul campo. La ricerca sul campo è la metodologia fondamentale per realizzare le ricerche antropologiche, serve per immergersi in un contesto diverso dal nostro. A volte facendo ricerca sul campo ci si immerge talmente tanto da diventare perfino qualcun altro, questo serve a integrarsi in un contesto (si rimarrà sempre degli stranieri però con il corso del tempo si viene considerati come degli stranieri integrati, le persone cominciano a comportarsi spontaneamente) diverso dalla nostra società.

L'analisi avviene attraverso:

  • Interviste qualitative in profondità → sono interviste registrate normalmente con dei registratori, le interviste qualitative sono diverse dai questionari quantitativi perché le prime hanno lo scopo di scavare in profondità. A volte sono interviste semi-strutturate (cioè esiste una traccia delle domande da fare) però l’intervistato può anche aprire parentesi più ampie e portare l’intervistatore verso altri confini. Questa tipologia di interviste non prevede la raccolta di dati quantitativi, ma ci permette di comprendere più in profondità qualcosa che potrebbe non emergere attraverso i dati. Esempio: negli ultimi anni in Italia c'è stato un flusso intenso di turisti da paesi come Brasile, Cina, Sudafrica, Russia e gli antropologi sono stati interpellati per capire cosa questi turisti volessero visitare del nostro paese, essi quindi sono stati sottoposti ad un questionario. Questo però era troppo poco specifico poiché se tutti avessero messo la voce "cultura" poteva non avere lo stesso significato per i turisti brasiliani e quelli russi. Perciò con delle interviste qualitative si è potuto capire meglio cosa li portava a visitare l'Italia. Magari per cultura intendevano i musei oppure monumenti, ma anche la produzione del vino o per esempio riti religiosi ecc., quindi per ognuno di loro ha un significato diverso. È importante per l’antropologia unire l'osservazione all’intervista qualitativa in profondità, altrimenti si rischierebbe di sbagliare; rischieremmo di attribuire significati sbagliati a quello che ci viene detto se non osserviamo anche la pratica.
  • Osservazione partecipante… per poi interpretare, tradurre e comparare. Con le osservazioni partecipanti si vedevano le pratiche e le retoriche che successivamente andranno analizzate, vanno studiate entrambe. Gli antropologi e le antropologhe studiano RETORICHE e PRATICHE.
    • Le RETORICHE sono quello che le persone dicono, spesso il rischio di seguire solo delle retoriche ci porta a non capire veramente a cosa si riferisca l’intervistato.
    • Le PRATICHE sono quello che le persone fanno, spesso il rischio di seguire solo delle pratiche ci porta a non comprendere il vero significato di ciò che stiamo osservando. Se noi osserviamo un rituale/una danza senza aver intervistato le persone rischiamo di non capire se si tratti di una danza religiosa, o di una danza festiva.
    Queste due metodologie di ricerca vennero sviluppate nel corso del tempo e vennero sviluppate studiando culture lontane dalla nostra perché in questo caso è molto più difficile capire a cosa si riferisce una persona quando parla di un evento/una manifestazione/un fenomeno diverso dal nostro.

"Emico" = interpretazione dei nativi, degli indigeni. Emico è diverso da quello che gli antropologi chiamano "etico"; "etico" = interpretazione degli antropologi. È fondamentale contestualizzare ciò che intendono i nativi, altrimenti si corre il rischio di etichettare, giudicare. Rischieremmo di giudicare con la nostra cultura ciò che fanno gli altri, e quindi non capendo attribuiremmo significati sbagliati a quel gesto.

Dati

I dati coprodotti (intervistato + antropologo) da queste metodologie sono i dati etnografici (scheda tecnica) questi successivamente vengono tradotti ed interpretati dall'antropologo e dopo confrontati. Per farsi capire gli antropologi comparano i dati tra i vari popoli. Esempio: CACCIA: come cacciano in Siberia e in Baviera. Questo prende il nome di metodo comparativo, cioè si comparano le ricerche.

  • Fra società geograficamente vicine con una storia simile. Esempio: come cacciano in Baviera e come cacciano in Alto Adige. Esempio: come si cura una determinata malattia o come si realizza un determinato intervento chirurgico in contesti molto simili. Il vantaggio è grande precisione descrittiva, ma non consente grandi generalizzazioni. Tante particolarità non aiutano a comprendere visto che si rimane molto nel tecnico e non si arriva a teorie universali.

  • Fra società geograficamente lontane che non hanno legami storici. Esempio: come si pesca a Favignano e come si pesca in Groenlandia. Il vantaggio è che permette di elaborare tipologie e conclusioni di più ampio spettro, ma vi è il rischio di generalizzazione eccessiva e semplificazione eccessiva.

Teorie

L'antropologia però non studia solo alterità e culture lontane (la metodologia di ricerca si è affinata in contesti lontani geograficamente dal nostro), ma oggi conduce ricerche anche su cose molto vicine a noi. Può far ricerca su gruppi sociali, gruppi di tifosi, gruppi di migranti, oppure sindacati o gioco d'azzardo [Studi di dipendenze, comportamentale o non (fumo, alcol, droghe ecc)]. Quindi oggi le scienze demoetnoantropologiche abbracciano la nostra stessa società.

Quando si parla di cultura bisogna stare però attenti a non generalizzare e a non cadere credere stereotipi (gli stereotipi sono usati da molte persone nella nostra società, perché gli stereotipi semplificano erroneamente rispetto alla complessità del fenomeno) che ci fanno dare dei caratteri stereotipati spesso falsi, o meglio, è sbagliato che noi con la nostra cultura giudichiamo e stereotipiamo una cultura diversa e spesso lontana dalla nostra. L’antropologia privilegia metodologie qualitative rispetto a quelle quantitative. Le metodologie qualitative permettono in particolare di:

  • Comprendere i processi di interazione sociale fra le persone.

  • Comprendere azioni sociali come intenzionali e significative (comprendere i significati che le persone danno a quello che fanno).

  • Studiare tali azioni nel loro “setting naturale”, cioè nei loro contesti naturali. Esempio: tifosi allo stadio e tifosi fuori dallo stadio, non si comportano ugualmente poiché hanno linguaggio e movenze diverse.

  • Contestualizzare i fenomeni studiati.

  • Assumere prospettive plurali e differenti su un fenomeno.

  • Apprendere attraverso approfondimenti progressivi, cioè nel corso del tempo. Molto spesso una ricerca etnografica (che avviene sul campo) richiede del tempo: la prima settimana/il primo mese l’antropologo apprende qualcosa, mentre col passare del tempo la ricerca riesce a ridirezionarsi su un altro processo più approfondito (le ipotesi iniziali vengono rimesse in discussione perché dai primi dati si comprende che in realtà si era fuoristrada).

Come si raccolgono i dati etnografici

  1. Osservazione dati partecipante.

  2. Note del "diario di campo". I diari di campo sono dei semplici quaderni nei quali l’antropologo/a raccoglie le impressioni sui dati etnografici raccolti fin’ora. In queste raccolte si appuntano eventuali note di campo che poi saranno utili per rielaborare le interviste fatte precedentemente. Nelle note si evidenziano anche gli "ostacoli" che cambiano l’approccio tra intervistato e interlocutore di campo. Diciamo che si appuntano tutti i casi in cui subentra il disagio che fa variare ATTEGGIAMENTI e RISPOSTE. Sono dati importanti di cui bisogna tenere conto e sono applicabili anche per implementare delle strategie differenti all’interno dello stesso ambito. Esempio: un ragazzo intervistato vicino ad un campo di calcio sarà sincero, genuino mentre se viene intervistato in casa con i genitori, potrebbe omettere particolari intimi che lo mettono a disagio davanti a loro. In questo caso segnarsi le persone che subentrano nell’intervista, le emozioni e le espressioni è finalizzato ad una maggiore comprensione della situazione.

  3. Raccolta documentaria.

  4. Raccolta di storie di vita (metodo biografico); non è un metodo obbligatorio. La raccolta di storie di vita prevede che per una ricerca specifica si possano raccogliere dati sulle storie di vita di alcuni attori.

  5. Il focus group (in modo orale); i focus group sono come delle interviste fatte a più persone.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-DEA/01 Discipline demoetnoantropologiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher B.eliana.93SI di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Demoetnoantropologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Siena o del prof Lenzi Grillini Filippo.
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