Concetti Chiave
- Democrito, presocratico contemporaneo di Socrate, affronta la natura e problemi sofistici, cercando di superare l'apparenza per raggiungere la verità.
- Distinguendo tra conoscenza sensibile e razionale, sostiene che la vera comprensione del mondo nasce dall'elaborazione intellettuale dei dati sensoriali.
- La sua fisica introduce l'atomismo, identificando l'essere con la materia e il non essere con il vuoto, con atomi che sono pieni, immutabili ed eterni.
- Democrito presenta il materialismo e meccanicismo, affermando che ogni evento ha cause specifiche e che l’anima è composta da atomi psichici.
- La sua morale razionalista sottolinea la felicità come massimo bene, privilegiando la libertà in democrazia rispetto alla ricchezza in oligarchia.
Democrito e la conoscenza
Democrito viene ritenuto un presocratico sebbene fosse contempo reo di Socrate e forse anche di alcuni suoi discepoli; la sua filosofia difatti si basa principalmente sul problema della natura ma inizia anche ad affrontare problemi di tipo sofistico.
Egli prendendo spunto dalle tesi di Parmenide e, in parte, di Eraclito: crede che il filosofo debba riuscire a superare l’apparenza delle cose, per giungere alla verità che dimora nel profondo.
Egli distingue la conoscenza sensibile, oscura, che si limita a vagare alla superficie delle cose basandosi sui sensi, da quella razionale, genuina, che invece riesce a cogliere l’essere vero del mondo, attraverso l’intelletto. Questi due tipi di conoscenza sono intercomunicabili tra loro e si trovano in un rapporto di continua implicanza. La conoscenza parte dai sensi, si sviluppa mediante l’elaborazione intellettuale e perviene ad una teoria che spiega ciò che i sensi si limitano a mostrare.
La fisica di Democrito
Con Democrito si ha una sorta di fisicizzazione del binomio essere\non essere, identificando l’essere con il pieno, la materia, il non essere con il vuoto, lo spazio nel quale si muove la materia; la cosa sorprendente per quel tempo è che egli, e suoi discepoli, arrivarono a questo concetto per via esclusivamente razionale, senza alcun ausilio scientifico. Afferma inoltre che gli atomi non possono essere indivisibili all’infinito, in quanto ciò determinerebbe momenti e luoghi di non-essere, ma che ci siano delle entità ultime della materia, non divisibili dunque che prendono il nome appunto di atomi. Questi sono, per Democrito, pieni, immutabili, ingenerati ed eterni. Tra di loro non vi sono differenze qualitative, ma solo ed esclusivamente quantitative. Per quanto riguarda il movimento di questi atomi, alcuni studiosi affermano che Democrito li pensava in perpetua caduta in senso orizzontale e rettilineo, in modo che i più pesanti, anche più veloci, urtino quelli più leggeri; altri invece dicono che questo movimento sia piuttosto un movimento simile al volteggiare caotico del pulviscolo, che da origine a contatti ed aggregazioni continue, che si concretizzano in vortici atomici, con le particelle più grandi al centro e le più piccole in periferia. Democrito ritenne che vi fossero infiniti mondi.
Materialismo e meccanicismo
L’atomismo rappresenta la prima forma di materialismo, intendendo la concezione secondo cui la materia costituisce l’unica causa delle cose, parte integrante di questa filosofia è poi il meccanicismo, consistente nella spiegazione di un evento in virtù delle cause che lo producono; questo meccanicismo è anche una forma di casualismo, per il quale tutto ciò che avviene presuppone un sistema ben preciso di cause che lo abbia prodotto. Questo modello materialistico viene applicato anche all’uomo; l’anima risulta corporea perché fatta di atomi psichici. Le sensazioni sono prodotte dagli effluvi provenienti dagli oggetti e che penetrano nei corpi umani. Egli afferma inoltre che le proprietà date da noi agli oggetti per mezzo dei nostri sensi non sono vere ma esistono solo in relazione appunto ai nostri organi percettivi.
Morale e civiltà
La morale di questo filosofo è una forma di razionalismo, che elegge la ragione a giudice dell’esistenza; riponendo nella felicità il bene più alto che risiede nell’interiorità dell’animo. Questa morale mette capo ad un’etica basata sul rispetto principalmente per se stessi;egli riconosce, inoltre, il valore dello Stato dicendo che è preferibile vivere poveri e liberi in democrazia che ricchi e servi in oligarchia.
Scruta attentamente anche l’origine della civiltà, fatto che testimonia un influsso socratico del suo pensiero. Inizialmente, per Democrito, gli uomini conducevano un’esistenza senza leggi ed erano in preda ai fenomeni naturali, spinti poi dall’utilità e dal timore, cominciarono a riunirsi in società, facendo si che nascesse dunque il linguaggio,una sorta di convenzione tra gli uomini. In questo contesto si colloca anche la nascita della religione, derivata dal timore e dallo sbigottimento dinanzi alle forze scatenatesi dalla natura;si giunge a questo punto a riconoscere come soggetto della storia l’uomo stesso,riconoscendolo al posto degli Dei come artefice del proprio destino.
Domande da interrogazione
- Qual è la distinzione fondamentale che Democrito fa tra i tipi di conoscenza?
- Come Democrito definisce l'essere e il non essere nella sua fisica?
- Qual è il principio del materialismo e meccanicismo secondo Democrito?
- Qual è la visione morale di Democrito riguardo alla felicità e alla società?
- Come Democrito spiega l'origine della civiltà e il ruolo dell'uomo nella storia?
Democrito distingue tra conoscenza sensibile, che è oscura e superficiale, e conoscenza razionale, che è genuina e profonda. La prima si basa sui sensi, mentre la seconda si sviluppa attraverso l'intelletto, portando a una comprensione più vera del mondo.
Democrito identifica l'essere con il pieno, ovvero la materia, e il non essere con il vuoto, lo spazio in cui la materia si muove. Questa concezione è frutto di un ragionamento razionale, senza ausili scientifici, e porta all'idea di atomi come entità ultime della materia.
L'atomismo di Democrito rappresenta la prima forma di materialismo, dove la materia è l'unica causa delle cose. Il meccanicismo spiega gli eventi attraverso le cause che li producono, suggerendo che ogni fenomeno è il risultato di un sistema preciso di cause.
La morale di Democrito è razionalista e pone la felicità come il bene supremo, che risiede nell'interiorità. Sostiene l'importanza del rispetto per se stessi e preferisce una vita povera e libera in democrazia piuttosto che una vita ricca e servile in oligarchia.
Democrito sostiene che gli uomini inizialmente vivevano senza leggi, ma, spinti dall'utilità e dal timore, si unirono in società, dando origine al linguaggio e alla religione. Riconosce l'uomo come artefice del proprio destino, sostituendo gli Dei come soggetto della storia.