Concetti Chiave

  • Piero della Francesca è stato un artista e matematico, autore di trattati innovativi su aritmetica, geometria e prospettiva.
  • Nacque nel 1412 a Sansepolcro e studiò a Firenze, collaborando con artisti rinomati e lavorando in diverse città italiane.
  • Il suo stile di disegno è caratterizzato da un tocco leggero e da tecniche come l'uso di penne appuntite e stili per creare tracce invisibili.
  • Piero ha influenzato l'arte con la sua rappresentazione dei poliedri, un tema che molti artisti hanno successivamente adottato.
  • Non esistono disegni autonomi di Piero, ma i suoi dipinti sono spesso collegati a schemi prospettici, evidenziando il legame tra teoria e pratica.

Contributi matematici e artistici

Piero della Francesca non era solo un artista ma anche un trattatista e matematico. Scrisse un trattato d'abaco (un libro di aritmetica e geometria) in volgare, uno in latino sui poliedri (libro sui 5 corpi regolari) e uno di prospettiva (il De prospectiva pingendi), di cui abbiamo sia copia in latino che in volgare. Nessuno prima di Piero della Francesca aveva disegnato i poliedri regolari e semi regolari, né studiato le relazioni che ci sono fra i 5 poliedri regolari. Infatti, dopo di lui tanti artisti hanno cominciato a rappresentarli.

Vita e formazione di Piero

Piero della Francesca nacque a borgo Sansepolcro (oggi Sansepolcro, presso Arezzo) nel 1412 da Benedetto di Pietro di Benedetto e da Romana di Renzo di Carlo da Monterchi, ed è il primo di 8 figli. Fu allievo del pittore e orafo Antonio Di Giovanni d’Anghiari. Nel 1439 si trovava a Firenze: infatti, il suo nome appare in un documento fiorentino di quell'anno relativo a Domenico veneziano, pittore con il quale aveva cominciato a collaborare l'anno precedente a Perugia. A Firenze studiò le opere di Masaccio, di Beato Angelico e di Paolo Uccello. Nel 1445 tornò ad Arezzo, poi si spostò nel 1449 a Ferrara, nel 1451 dipinse nel Tempio Malatestiano a Rimini e nel 1452 era ad Arezzo. nel 1453 lavorò in Vaticano per Papa Nicolò 5. Nel 1458 tornò a Roma per ridipingere nell'appartamento pontificio su commissione di Papa Pio II, ma nel 1459, in seguito alla morte della madre tornò a Sansepolcro. Lavorò ad Arezzo fino al 1466, ma dal 1440 al 1450 entrò in contatto con la Corte di Urbino per la quale eseguì molte opere nel corso degli anni. Nel 1469 risiedette a Urbino, ospite di Giovanni Santi, padre di Raffaello, mentre nel 1482 affittò una casa a Rimini e tre anni dopo ne comprò una a Sansepolcro con un fratello. Nel 1492 morì ad Arezzo.

Tecniche e stile artistico

Il suo disegno si caratterizza per il tocco leggero ed esperto e per la sottigliezza del segno operato tramite una penna molto appuntita. Utilizza anche lo stilo di metallo per graffiare la pergamena o forare la carta in punti particolari o lasciare sulla carta un tracciato inciso invisibile (segno àcromo) che userà successivamente per il disegno a penna. Alcuni esempi sono le figure di ornato o di architettura del de prospectiva pingendi. Non esistono disegni di Piero indipendentemente da quelli rappresentati nelle copie dei suoi trattati, e non è mai stato possibile nemmeno individuare un disegno preparatorio per uno dei suoi dipinti. Comunque, non è difficile mettere in relazione determinati dipinti ad alcuni schemi prospettici, a dimostrazione di quanto la pratica pittorica e la teoria fossero davvero correlate per Piero.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono i principali contributi matematici di Piero della Francesca?
  2. Piero della Francesca ha scritto trattati significativi in aritmetica, geometria e prospettiva, tra cui un trattato d'abaco in volgare, uno sui poliedri in latino e il "De prospectiva pingendi". È stato il primo a disegnare i poliedri regolari e semi regolari, influenzando molti artisti successivi.

  3. Qual è la formazione artistica di Piero della Francesca?
  4. Piero nacque a Sansepolcro nel 1412 e fu allievo di Antonio Di Giovanni d’Anghiari. Studiò a Firenze, dove apprese dalle opere di Masaccio, Beato Angelico e Paolo Uccello, e successivamente lavorò in diverse città italiane, tra cui Arezzo, Ferrara e Roma.

  5. Quali tecniche artistiche utilizzava Piero della Francesca?
  6. Piero si distingueva per il suo tocco leggero e l'uso di una penna appuntita per il disegno. Utilizzava anche lo stilo di metallo per graffiare la pergamena e creare segni invisibili, dimostrando una stretta correlazione tra la sua pratica pittorica e la teoria prospettica.

  7. Come si è evoluta la vita di Piero della Francesca nel corso degli anni?
  8. Dopo la sua nascita a Sansepolcro nel 1412, Piero si spostò tra diverse città italiane per lavoro, inclusi Firenze, Arezzo e Roma. Nel 1469 risiedette a Urbino e, dopo vari spostamenti, morì ad Arezzo nel 1492, lasciando un'eredità artistica e teorica duratura.

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