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Concetti Chiave

  • Il Decameron, scritto nel 1348 durante la peste a Firenze, offre una ricca descrizione dei costumi e delle classi sociali del tempo, senza giudizi moralistici.
  • I personaggi delle novelle sono vari e rappresentano diverse categorie sociali, con stili narrativi che spaziano da linguaggi elevati a toni più popolari.
  • Le novelle spesso celebrano l'intelligenza e la furbizia, mostrando come i personaggi astuti riescano a trionfare sfruttando le debolezze altrui.
  • Boccaccio critica i pregiudizi sociali, evidenziando come l'amore tra classi diverse possa portare a conseguenze tragiche, come nella novella di Lisabetta da Messina.
  • L'opera dimostra che aristocratici e borghesi non sono così distanti; i personaggi di classi inferiori usano furbizia e abilità verbale per competere con i ricchi.

Qual è il contesto storico e sociale del Decameron?

Nel 1348, durante il periodo di pestilenza che colpì Firenze, Boccaccio scrisse il Decameron una raccolta di cento novelle, raccontate in dieci giornate da dieci ragazzi, tutte inquadrate in una complessa cornice narrativa. Attraverso il novellare egli esprime una profonda conoscenza dei costumi e delle più varie classi sociali, che sarà alla base dell’opera nella quale l’autore non vuole criticare gli sbagli e i vizi della società del suo tempo ma solamente raccontare e descrivere con realismo i vari aspetti che la caratterizzano.

Varietà di personaggi e stili narrativi

Analizzando alcune delle novelle, si può notare la molteplicità di personaggi appartenenti ad ogni categoria sociale e livello culturale, tutti estremamente verosimili alla realtà. Altrettanto variegato è lo stile narrativo e la lingua: elevata, dal periodare complesso e latineggiante nelle novelle di tema nobiliare, più popolare e gergale nelle altre.

Intelligenza e furbizia nei personaggi

Nella maggior parte delle novelle trionfano e vincono i personaggi intelligenti e furbi: quelli che sanno approfittare delle debolezze o delle ingenuità degli altri ingannandoli, o quelli che durante lo svolgimento della narrazione si evolvono per poter sopravvivere come accade nella novella di Andreuccio da Perugia, un ingenuo venditore di cavalli, che a seguito dei numerosi imbrogli subiti, si converte in un astuto mercante.

Critica sociale e pregiudizi

Prevalgono fondamentalmente personaggi appartenenti alla classe borghese mercantile o cortigiana, proprio perché l’autore vuole conciliare le sue due principali esperienze di vita, la giovinezza cortigiana a Napoli con l’infanzia e la maturità fiorentina come aiutante del padre.

Questi ultimi, presentati come svegli e abili negoziatori, vengono però spesso descritti negativamente in quanto autori di beffe ed inganni. Nella novella di Ser Ciappelletto, il furbo notaio che è in punto di morte, grazie all’abile uso della parola riesce ad abbindolare il frate "farlocco" facendosi passar e per un santo.

Questi ultimi sono poi condizionati dai pregiudizi sociali come si legge nella tragica novella di Lisabetta da Messina in cui la ragazza, bella e di ricca famiglia, si innamora di un giovane squattrinato. Scoperta per caso la relazione amorosa della giovane Intervengono però i tre fratelli che, per difendere i propri interessi economici, decidono di uccidere il povero amante.

Virtù e soprusi delle classi ricche

Inoltre pur elogiando le virtù tipiche di questi ricchi esponenti (quali nobiltà d’animo, gentilezza, fedeltà ecc), come narrato nella novella di Federigo degli Alberighi, che pur essendo caduto in disgrazia ha saputo conservare la nobiltà d’animo, Boccaccio condanna i soprusi e i maltrattamenti che questi esercitano sulle classi più povere.

Battute di spirito e rapporti sociali

C’è tuttavia Currado di Gianfigliazzi un ricco banchiere che mostra carità nei confronti dei meno fortunati ammirando la loro l’arguzia e l’abilità della parola. Infatti nella sesta giornata, dedicata alla battuta di spirito e ai motti arguti, viene narrato l’episodio di Chichibio, il quale mostra come questa dote fosse apprezzata al tempo di Boccaccio, tanto da far scemare la rabbia di un padrone verso il proprio cuoco. Currado e Chichibio rappresentano dunque due livelli sociali differenti e lontani, ma il gusto per la battuta breve e arguta rende possibile un avvicinamento fra i due personaggi e consente loro di instaurare un rapporto.

Perciò queste classi socialmente inferiori sono caratterizzate dall’istinto animalesco e dalla ottusità (come nella novella di calandrino e l’elitropia) ma al tempo stesso anche dalla “pronta risposta”.

Truffe e malcostume ecclesiastico

Ciò viene raccontato nella novella di Fra’ cipolla, uomo di chiesa dalla grande abilità oratoria che, beffeggiandosi di un popolo di rozzi e superstiziosi, riesce a riscuotere molto denaro.

Riguardo ciò Boccaccio sottolinea l’atteggiamento truffaldino degli esponenti ecclesiastici come nella novella di Ser cappelletto testimonianza del malcostume della fede vissuta come insieme di riti svuotati del proprio significato, considerati superficiali. Di argomento simile è la novella di Frate Cipolla dove si attua una vera e propria parodia della diffusissima credenza nelle reliquie. Perciò la colpa dei religiosi (e delle religiose) non è solo quella di non rispettare il proprio ruolo ma anche di approfittare della buona fede dei credenti per ingannarli.

Conclusioni sull'opera del Decameron

Concludendo si può affermare che il Decameron costituisce una complessa opera d’arte caratterizzata da una pluralità di temi affrontati e analizzati nelle loro mille sfumature. Fondamentalmente vuole arrivare a dimostrare che mondo aristocratico e borghese non sono così distanti. Il divario tra queste due classi, infatti, può essere risolto grazie alla furbizia ed abilità verbale di personaggi di estrazione sociale bassa che permettono loro di porsi allo stesso livello dei ricchi padroni e alla mescolanza dei valori caratteristici di ciascuna classe come avviene nella novella di Federigo degli Alberighi in cui ai valori positivi del mondo aristocratico si integrano le abilità di quello borghese.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il contesto storico in cui Boccaccio scrisse il Decameron?
  2. Il Decameron fu scritto nel 1348, durante la pestilenza che colpì Firenze, e rappresenta una raccolta di novelle che riflettono i costumi e le classi sociali dell'epoca, senza una critica diretta, ma con un realismo descrittivo.

  3. Che tipo di personaggi popolano le novelle del Decameron?
  4. Le novelle presentano una varietà di personaggi appartenenti a diverse classi sociali e livelli culturali, con stili narrativi che variano da elevati e complessi a popolari e gergali, rendendo i personaggi estremamente verosimili.

  5. Qual è il ruolo dell'intelligenza e della furbizia nei personaggi del Decameron?
  6. I personaggi intelligenti e furbi prevalgono nelle novelle, spesso ingannando gli altri o evolvendosi per sopravvivere, come dimostra la storia di Andreuccio da Perugia, che diventa un astuto mercante dopo aver subito numerosi imbrogli.

  7. Come viene rappresentata la critica sociale nel Decameron?
  8. Boccaccio critica i pregiudizi sociali e i soprusi delle classi ricche, evidenziando come i personaggi borghesi, pur essendo abili negoziatori, siano spesso autori di inganni e malcostumi, come nella novella di Ser Ciappelletto.

  9. Qual è il messaggio finale del Decameron riguardo le classi sociali?
  10. Il Decameron dimostra che le classi aristocratica e borghese non sono così distanti, suggerendo che la furbizia e l'abilità verbale dei personaggi di estrazione sociale bassa possono permettere loro di porsi allo stesso livello dei ricchi, come evidenziato nella novella di Federigo degli Alberighi.

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