Concetti Chiave
- La novella di Landolfo Rufolo rappresenta le vicissitudini di un mercante del Trecento, esplorando il tema dello scontro tra Virtù e Fortuna attraverso successi e fallimenti.
- La narrazione segue uno schema ad anello: Landolfo parte da Ravello per accumulare ricchezze e, dopo varie avventure, ritorna a casa notevolmente più ricco.
- I mercanti nel Decameron sono descritti con vitalità, in contrasto con autori precedenti che li disprezzavano, riflettendo l'influenza del background familiare di Boccaccio.
- La Fortuna influisce in modo ambivalente sul destino di Landolfo, deludendo le sue iniziative commerciali ma offrendo inaspettate ricompense in altre circostanze.
- Landolfo evolve da mercante a benestante, distaccandosi progressivamente dal commercio e scegliendo di vivere di rendita piuttosto che investire le sue ricchezze.
Indice
Le avventure di Landolfo Rufolo
La novella di Landolfo Rufolo è forse quella che, nell’ambito della seconda giornata del Decameron, corrisponde in modo più stretto, alle concrete vicissitudini della vita di un mercante del Trecento e ai capricciosi interventi della Fortuna. Infatti essa è scandita da tre iniziative economico-commerciali del protagonista, a cui rispondono tre colpi di Fortuna: uno negativo, uno positivo e il terzo nuovamente negativo. Il tema, sostanzialmente è quello dello scontro fra Virtù e Fortuna in cui la virtù del protagonista corrisponde allo spirito avventuriero e al gesto di umanità finale.
Il viaggio e le peripezie
La novella si snoda secondo uno schema narrativo ad anello: Landolfo parte da Ravello con l’intenzione di raddoppiare le sue ricchezze e, al termine del racconto, vi ritorna, molto più ricco di quanto non lo fosse al momento della partenza. All’interno di questa cornice, si inseriscono le peripezie del protagonista, accomunate dal fatto che la Fortuna interviene sempre a far prendere il corso che vuole alle situazioni che si presentato di volta in volta. All’inizio, Landolfo parte per Corfù con una nave carica di mercanzie, ma nell’isola trova una così forte concorrenza che deve vendere la merce a ribasso e per questo arriva a ridursi quasi in povertà. Con i pochi soldi rimasti, compra una nave leggera con cui pratica la pirateria. Questa volta è un successo perché finisce per accumulare un notevole tesoro. Sulla strada di ritorno verso Ravello, si imbatte in due navi genovesi, la sua imbarcazione viene affondata, l’uomo viene derubato di tutto ed è fatto prigioniero dai rapinatori. Come se non bastasse, la nave su cui viaggiava fa naufragio ed egli si ritrova in mare aggrappato ad una tavola, sempre sul punto di affogare. Un’ondata più forte delle altre lo costringe a lasciare la tavola e ad aggrapparsi ad una cassa che vorrebbe respingere, ma non ci riesce. Sospinto dal mare a Corfù, trova ospitalità presso una caritatevole donna del luogo e scopre che la cassa è piena di pietre preziose, proprio quella cassa che in mare aperto aveva cercato di respingere. Torna così a casa ricompensato dalla Fortuna, decide di godersi le sue ricchezze e abbandona per sempre l’attività di mercante. Invia una parte delle pietre alla donna greca che lo ha salvato e ai concittadini che lo hanno aiutato.
Il ruolo dei mercanti nel Decameron
Gli scrittori antecedenti o contemporanei a Boccacci hanno sempre ignorato la categoria dei mercanti e a volte l’hanno perfino disprezzata. Essa non ha alcun posto in Petrarca e in Dante è trattata con disprezzo e, perfino nel Novellino essa occupa un posto molto marginale. Nel Decameron, invece, essa irrompe con grande vitalità e non bisogna dimenticare che il padre di Boccaccio era un facoltoso uomo d’affari, rappresentante della banca dei Bardi a Napoli. Ormai, i mercanti con il loro ingegno e la loro astuzia sostituiscono la cultura cortese dei cavalieri.
Qual è il ruolo della Fortuna e del destino di Landolfo?
Questo rapporto gioca a favore della Fortuna. Infatti, la Fortuna appare in tutto il suo insindacabile giudizio, tanto che sembra che si diverta a contraddire le iniziative del protagonista. Lo delude nella sua prima impresa commerciale Corfù, lo lascia vivere nell’attività piratesca permettendogli di accumulare un bel tesoro per poi toglierglielo. Poi mette a rischio la sua vita per poi presentargli un insperato lieto fine. La fortuna è anche amorale perché frustra Landolfo quando si comporta da mercante onesto e lo gratifica se scegli la vita da pirata.
Il distacco dal mestiere di mercante
Rispetto alla imprevedibile forza della Fortuna, la mercatura passa in secondo piano. Infatti la vicenda di Landolfo può essere interpretata come una specie di distacco progressivo dal mestiere di mercante. Infatti, Landolfo non solo non esita a trasformarsi in pirata, ma al momento di rientrare a Ravello decide di non investire il denari, ma di portarli con sé, ammucchiati sull’imbarcazione da cui verranno rubati dai Genovesi. Pertanto il dinamismo di accumulo proprio del capitalismo si è arrestato, il continuo arricchimento di Landolfo ha termine e Landolfo ha ormai perso l’istinto elementare di investire, commerciare e arricchirsi sempre di più. Alla fine il mercante Landolfo da mercanti si trasforma in benestante che vive di rendita.
Domande da interrogazione
- Qual è il tema centrale della novella di Landolfo Rufolo?
- Come si sviluppa il viaggio di Landolfo Rufolo?
- Qual è il ruolo dei mercanti nel Decameron rispetto ad autori precedenti?
- In che modo la Fortuna influisce sul destino di Landolfo?
- Come evolve la figura di Landolfo da mercante a benestante?
Il tema centrale è lo scontro tra Virtù e Fortuna, evidenziato dalle peripezie economico-commerciali del protagonista, che subisce colpi di Fortuna sia negativi che positivi.
Il viaggio di Landolfo segue uno schema narrativo ad anello: parte da Ravello per raddoppiare le sue ricchezze e, dopo varie peripezie e colpi di Fortuna, ritorna a casa molto più ricco.
Nel Decameron, i mercanti emergono con grande vitalità, a differenza di autori come Petrarca e Dante, che li disprezzavano; Boccaccio, avendo un padre mercante, li rappresenta come astuti e ingegnosi.
La Fortuna gioca un ruolo insindacabile, deludendo Landolfo nelle sue iniziative oneste e premiandolo quando si dedica alla pirateria, mostrando un carattere amorale e imprevedibile.
Landolfo si distacca progressivamente dal mestiere di mercante, trasformandosi in pirata e, infine, decidendo di non investire le sue ricchezze, diventando un benestante che vive di rendita.