Concetti Chiave
- La novella racconta la storia tragica di Lisabetta e Lorenzo, due amanti ostacolati dai fratelli mercanti di Lisabetta, che agiscono per preservare l'onore familiare.
- Il conflitto tra amore e affari emerge chiaramente, con i fratelli che sacrificano Lorenzo per non compromettere i loro interessi commerciali.
- Lisabetta, rappresentata come una figura solitaria, vive un dramma interno che la conduce alla follia e alla morte, senza mai prendere parola nel racconto.
- Il vaso di basilico, simbolo dell'amore eterno di Lisabetta, rappresenta la rivincita dell'amore che prevale sulla logica mercantile, nonostante le conseguenze tragiche.
- I contrasti stilistici tra Lisabetta e i suoi fratelli si manifestano attraverso l'ambientazione e l'uso di tempi verbali, evidenziando la loro distanza emotiva e narrativa.
Indice
La tragica storia di Lisabetta
Anche questa novella ci riporta al mondo dei mercanti, a cui dà una coloritura del tutto inaspettata. Siamo nella quarta giornata, dedicata agli amori infelici: Filomena racconta la triste storia di una fanciulla, Lisabetta (Elisabetta), il cui innamorato, Lorenzo, viene ucciso dai fratelli di lei, mercanti che vogliono salvare l’onore di famiglia (Lorenzo è un semplice garzone) e proteggere il buon nome della loro ditta.
● la tragica vicenda di due amanti infelici
● la crudeltà della mentalità mercantile
● l’ostinazione come protesta contro l’incomprensione degli altri
L'omicidio di Lorenzo
Due giovani, Lisabetta e Lorenzo, si amano, ma i fratelli di lei, scopertili, considerano quella relazione disonorevole: infatti il ragazzo è un semplice lavorante nella loro ditta. I fratelli perciò decidono di uccidere Lorenzo: non appena si presenta l’occasione propizia, lo portano fuori città ed eseguono il loro piano omicida. Lisabetta, all’oscuro dell’avvenuta esecuzione, piange l’assenza di Lorenzo; una notte, però, questi le si presenta in sogno, rivelandole di essere stato ucciso e indicandole dove è stato sepolto. La ragazza si reca allora sul luogo del delitto e disseppellisce il cadavere, da cui asporta la testa; quindi la sotterra in un vaso e vi pianta del basilico. Il rapporto morboso della ragazza con il vaso, sopra il quale si riversano senza sosta le lacrime di lei, suscita la diffidenza dei vicini, che allertano i fratelli. Essi, scoperto che dentro il vaso c’è la testa in putrefazione di Lorenzo, per paura che l’omicidio venga alla luce distruggono le prove e fuggono da Messina, mentre Lisabetta si ammala e muore di dolore.
Il conflitto tra amore e affari
Il tema della novella è quello degli amanti infelici. La relazione segreta tra Lorenzo e Lisabetta viene duramente contrastata dalla famiglia di lei e così l’idillio iniziale (lo sbocciare e il crescere dell’amore) si risolve in un tragico epilogo. La causa di tale tragedia può essere individuata nella «ragion di mercatura», come l’ha chiamata lo studioso Vittore Branca, ossia nella logica crudele degli affari, a cui obbediscono i fratelli di Lisabetta: essi si oppongono all’amore dei due perché – ma il testo su ciò non è esplicito – potrebbe danneggiare i loro interessi commerciali. Non c’è possibile comunicazione tra il mondo dell’amore e quello senza cuore dei «mercatanti», talmente assorti nei loro traffici da non accorgersi neppure del patetico vaneggiamento della sorella; trovata poi la testa nel vaso, non si preoccupano delle condizioni di Lisabetta, ma solo che il delitto non venga scoperto. Lontanissima dalla logica crudele degli affari è la logica dell’amore, incarnata da Lorenzo e Lisabetta. Il conflitto, pertanto, è inevitabile, come anche il tragico esito finale: Lorenzo viene ucciso dalla mano omicida dei fratelli e poco dopo anche Lisabetta morirà a causa del dolore e del rimpianto.
La solitudine di Lisabetta
Filomena narra la pietosa vicenda di Lisabetta in modo tale che tutta l’attenzione dei lettori si concentri sulla ragazza. Punto focale del racconto non è l’uccisione di Lorenzo (di cui non vengono rivelate nemmeno le modalità), ma lo sprofondare della ragazza nel silenzio: un silenzio che la condurrà verso la follia e poi la morte. Incuriosisce il fatto che in un libro come il Decameron, dominato dal dialogo tra i personaggi, Lisabetta non prenda mai la parola: Filomena (e quindi anche Boccaccio) sottolinea in tal modo la radicale diversità e solitudine della protagonista. Dolce ma caparbia, Lisabetta accetta fino alle estreme conseguenze la propria condizione di amante fedele e inconsolabile. E così, nel libro che esalta le fortune e le logiche dei mercanti, la ragazza diviene una ribelle, portatrice di valori radicalmente alternativi. La distanza di Lisabetta dalla mentalità e dalla società mercantile a cui appartiene è tale da spingerla fino alle estreme conseguenze: il silenzio, il dolore, la morte.
Simbolismo e rivincita dell'amore
La seconda parte della novella, dalla riga 74 in poi, è dominata da due immagini inquietanti, che sembrano provenire dal mondo degli incubi notturni: tutta l’attenzione, infatti, finisce per convergere prima sul capo di Lorenzo teneramente innaffiato dalle lacrime di Lisabetta, e poi sul vaso (Boccaccio lo chiama in maniera ambigua «testo», quasi come la testa che contiene) in cui la ragazza ha nascosto ciò che le rimane del giovane. Lì cresce il fiore dell’amore, rappresentato simbolicamente dal basilico «bellissimo e odorifero molto» (rr. 86-87). Quando il vaso viene distrutto dai fratelli anche la vita di Lisabetta ha fine tra le lacrime. Concludendo il suo racconto, però, la narratrice Filomena afferma che proprio la storia di Lisabetta e Lorenzo ha ispirato una ballata popolare, che ha contribuito a far conoscere al mondo le tristi vicende dei due amanti. I crudeli fratelli della protagonista, così preoccupati di salvaguardare con il segreto il proprio buon nome, devono ora assistere impotenti al diffondersi, di bocca in bocca, di quella ballata. È la rivincita dell’amore, che alla fine trionfa sulla logica del profitto economico a tutti i costi: è uno dei grandi temi del Decameron.
Contrasti narrativi e stilistici
La distanza tra Lisabetta e i fratelli è visibile anche sul piano narrativo. Una diversa ambientazione, infatti, fa da sfondo alle loro azioni: i fratelli agiscono per lo più di giorno, mentre Lisabetta quasi solo di notte, la cornice più adatta per sottolineare la sua solitudine, il suo abbandonarsi al sogno e alla malinconia, fino a morirne. Boccaccio rappresenta questo distruttivo isolarsi di Lisabetta utilizzando, nella prima parte del racconto, molti indicativi imperfetti («la giovane dolente e trista… si stava, e assai volte… il chiamava e pregava… e alcuna volta… si doleva»), che sfumano la protagonista nei suoi vaneggiamenti. Nel finale abbondano invece i passati remoti, un tempo verbale più definitivo, il più adatto a scandire la scelta distruttiva di Lisabetta: «La giovane… amaramente pianse. Poi… se n’andò… cavò… trovò… gli spiccò… pianse… la lavò… prese… la vi mise… vi piantò».
Domande da interrogazione
- Qual è il tema centrale della novella di Lisabetta?
- Come si manifesta la crudeltà della mentalità mercantile nella storia?
- In che modo Lisabetta esprime la sua ostinazione e il suo dolore?
- Qual è il significato del basilico nel racconto?
- Come si conclude la storia di Lisabetta e quale messaggio trasmette?
Il tema centrale è quello degli amanti infelici, rappresentato dalla tragica storia di Lisabetta e Lorenzo, il cui amore viene distrutto dalla mentalità mercantile dei fratelli di Lisabetta, che vedono la relazione come disonorevole.
La crudeltà della mentalità mercantile si manifesta nell'omicidio di Lorenzo da parte dei fratelli di Lisabetta, che agiscono per proteggere il loro onore e i loro interessi commerciali, ignorando completamente i sentimenti della sorella.
Lisabetta esprime la sua ostinazione e il suo dolore attraverso il suo legame morboso con il vaso contenente la testa di Lorenzo, sul quale riversa incessantemente le sue lacrime, simbolo della sua fedeltà e del suo amore inconsolabile.
Il basilico, che cresce nel vaso contenente la testa di Lorenzo, simboleggia l'amore di Lisabetta, rappresentando la bellezza e l'odore dell'amore, ma anche la sua fragilità, che viene distrutta dai fratelli, segnando la fine della vita di Lisabetta.
La storia di Lisabetta si conclude con la sua morte e la diffusione della ballata popolare che racconta la sua vicenda, rappresentando la rivincita dell'amore che trionfa sulla logica del profitto, un tema centrale nel Decameron.