Concetti Chiave
- Alla fine dell'Ottocento, lo Stato russo era debole, caratterizzato da un regime feudale e da un popolo privo di diritti, il che alimentava ideologie sovversive.
- Lenin, giovane avvocato con idee marxiste, sarebbe diventato il leader di un'importante rivoluzione sociale, nonostante inizialmente fosse sottovalutato dal governo zarista.
- La Russia, dopo la guerra cino-giapponese, tentò di espandere la propria influenza in Estremo Oriente, ma fu colpita da una pesante sconfitta da parte del Giappone.
- La flotta russa subì una devastante sconfitta nella battaglia di Tsushima, segnando una crisi significativa per la potenza navale russa e il prestigio internazionale.
- Port Arthur cadde nel gennaio 1905 dopo una lunga difesa, segnando un ulteriore colpo per l'Impero russo e contribuendo al malcontento popolare.
La debolezza dello stato russo
Alla fine dell'Ottocento lo Stato russo si poteva ritenere tutt'altro che forte. Aveva ancora un sisema che, nonostante la recente abolizione della servitù della gleba, conservava tutte le caratteristiche del regime feudale, con un'aristocrazia superba e un popolo primo di ogni diritto civico. A causa di questa anacronistica situazione politica e sociale attecchivano idee sovversive e anarchiche. Il governo zarista reprimeva questi focolai di rivolta che in genere sfociavano solo in sterili atti di violenza, senza portare un'organizzazione capace di sostituirsi al vecchio stato delle cose. Il regime dei Romanov si regge per puro miracolo, al primo grosso urto crollerà definitivamente.
L'ascesa di Lenin e l'anarchia
Quel Vladimir Il'ic Uljanov, che poi si fece chiamare Nikolaj Lenin, non era che un giovane avvocato imbevuto di idee marxiste e nessuno poteva sospettare in lui il futuro animatore del più grande rivolgimento sociale che la storia ricordi. Dalla Russia era venuta in Italia la giovane Anna Kuliscioff, una delle maggiori figure del mondo anarchico d'Europa. Lo Zar non sembrava prendere sul serio questi sussulti del popolo, nemmeno quando nel 1905, davanti al Palazzo d'Inverno di Pietroburgo si accalcò una massa di operai, guidati da un oscuro prete finlandese, il "pope" Gapon.
La guerra russo-giapponese
Dopo la guerra cino-giapponese la Russia si era messa di mezzo per minimizzare gli effetti della sconfitta cinese e assicurarsi basi militari in Manciuria. La Russia dimostrò a più riprese di non voler deporre le sue idee di espansione politica in Estremo Oriente. Nel febbraio 1904 il Giappone rompeva le trattative e attccò di notte la flotta russa ancorata nella baia di Port Arthur. La flotta russa fu distrutta e i Giapponesi si trovarono padroni del mare, liberi di sbarcare dove volevano. Port Arthur venne investita da ogni parte dalle truppe del generale Nogi, mentre il corpo di spedizione guidato da Oyama avanzava in Manciuria contro l'esercito russo comandato da Kuropatkin. Nel gennaio 1905 cadde Port Arthur, dopo un'eroica difesa: nel febbraio si ebbe uno scontro decisivo presso Mukden, in Manciuria, terminato con la ritirata russa. Fin dall'ottobre 1904 la flotta russa del Baltico si era mossa attraverso gli oceani verso il Mar del Giappone. Vi giunse nel maggio dell'anno seguente e qui nello stretto di Tsushima, trovò ad attenderla la squadra dell'ammiraglio Togo. I Russi furono disfatti fino all'ultimo, mentre il Giappone si affermava, fra lo stupore degli occidentali come una delle maggiori potenze del mondo.
Domande da interrogazione
- Quali erano le principali debolezze dello Stato russo alla fine dell'Ottocento?
- Chi era Lenin e quale ruolo ha avuto nel contesto politico russo?
- Quali furono le conseguenze della guerra russo-giapponese per la Russia?
- Come reagì il governo zarista alle manifestazioni popolari, come quella del 1905?
Alla fine dell'Ottocento, lo Stato russo era caratterizzato da un sistema feudale, con un'aristocrazia dominante e un popolo privo di diritti civici. Questa situazione favoriva l'emergere di idee sovversive, mentre il regime dei Romanov si reggeva su un equilibrio instabile, pronto a crollare al primo grosso urto.
Vladimir Il'ic Uljanov, noto come Lenin, era un giovane avvocato con idee marxiste, destinato a diventare il leader del più grande rivolgimento sociale della storia. La sua ascesa avvenne in un periodo in cui il governo zarista non prendeva sul serio le crescenti tensioni popolari.
La guerra russo-giapponese portò a una serie di sconfitte umilianti per la Russia, culminando nella caduta di Port Arthur e nella disfatta della flotta russa nello stretto di Tsushima. Questi eventi segnarono la fine delle ambizioni imperiali russe in Estremo Oriente e l'emergere del Giappone come potenza mondiale.
Il governo zarista, sottovalutando le manifestazioni popolari, come quella del 1905 guidata dal prete Gapon, rispose con repressione. Tuttavia, queste manifestazioni evidenziarono la crescente insoddisfazione sociale e il malcontento che avrebbero contribuito a minare ulteriormente il regime.