Capitolo VI
Sono tutti nella stessa situazione, sia quelli afflitti dall'incostanza, dalla noia e dal cambiare continuamente idea - per essi sempre preferibile ci che hanno lasciato - sia quelli che marciscono nell'indolenza. Aggiungi quelli che si girano e si rigirano, come chi stenta a prender sonno, e si mettono ora in una ora in un'altra posizione, finché si addormentano per effetto della stanchezza: e a forza di rinnovare ogni tanto il genere di vita, finiscono per restare in quello in cui li sorprende non il fastidio di cambiare ma la vecchiaia, che sempre pigra alle novità. Aggiungi quelli che incostanti lo sono ben poco, ma non per fermezza d'animo, bensì per pigrizia, e vivono non come vorrebbero, ma come hanno cominciato a vivere.