Concetti Chiave

  • Il romanzo "Viceré" di De Roberto è un capolavoro della letteratura verista, influenzato da Giovanni Verga e Paul Bourget.
  • La trama si concentra sulla famiglia nobile siciliana degli Uzeda, rappresentando le loro vicende nel contesto delle trasformazioni politiche dell'ottocento.
  • I personaggi degli Uzeda incarnano tratti negativi della nobiltà, come egoismo, avarizia e prepotenza, evidenziando la decadenza morale dell'epoca.
  • Consalvo, uno dei protagonisti, appare ipocrita nella sua giustificazione della scelta politica, rimanendo legato ai suoi privilegi.
  • Il romanzo analizza il risorgimento come un periodo privo di ideali, accettato solo per opportunità di guadagno e carriera.

Influenze e contesto storico

Il romanzo “Viceré” appare come un capolavoro della letteratura di De Roberto, lui era un esponente della scuola verista subendo l’influenza del grande Giovanni Verga ma anche del francese Paul Bourget, mastro del romanzo psicologico. Questo romanzo in particolare si presenta come l’opera centrale e il principio della trilogia dedicata ai vari membri di una nobile famiglia siciliana di origini spagnole, conosciute come gli Uzeda, gli altri romanzi di questa triologia sono: “L’illusione” e “L’imperio”. La storia appare intricata, in quanto tratta delle vicende dell’intera casata in un periodo come l’ottocento, epoca di grandi trasformazioni politiche e sociali, in particolare dal 1855 al 1882 con la dominazione borbonica e all’elezione di De Pretis. Il romanzo si presenta dunque come un’analisi sociale realizzata tramite i principi della poetica naturalista, a partire dai tre fattori deterministici di race, milieu e moment, l’autore tuttavia tratta la materia con sdegno morale andando a denunciare l’avidità di ricchezze e la sete di potere che pervadono le menti di questa stirpe. Due frasi in particolare riassumono la visione rappresentativa di questa famiglia:

    1. “Strambi, cocciuti e pazzi!”

    2. “Una mala razza di predoni spagnoli, arricchiti a forza di ladrerie”

Caratteristiche della famiglia Uzeda

Sembra infatti che i tratti peggiori della nobiltà del tempo siano proprio convogliati nella loro personalità: il bisogno di distinguersi affermando sempre il contrario dell’opinione comune, egoismo, avarizia insaziabile, istinto sanguinario, odio, invidia, competizione costante, prepotenza e la superbia. Focalizzando l’attenzione su una dinastia di persone avide, De Roberto mostra un risorgimento senza ideali, che viene accettato solo in maniera parziale e per immagine, per le nuove opportunità di carriera e di guadagno.

Contraddizioni e ipocrisie di Consalvo

In un episodio in particolare, l’anziana donna Fernanda, rimaste sempre fedele alla monarchia dei Borboni, si altera nei confronti del nipote, che è diventato uno dei deputati al parlamento italiano nella giunta di sinistra. Il giovane Consalvo cerca di giustificare la propria scelta ma i suoi tentativi falliscono miseramente, tanto che il suo discorso appare più come un monologo che un dialogo in cui gli argomenti che riporta assumono lentamente una visione universale, fino a diventare una vera e propria filosofia immobilista della storia. Consalvo, tuttavia finisce per risultare solamente ipocrita in quanto non abbandona mai il proprio privilegio e potere, fino a sabotare proprio lo spirito tipico del rinascimento.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il contesto storico in cui si sviluppa il romanzo "Viceré"?
  2. Il romanzo "Viceré" di De Roberto si colloca nell'ottocento, un periodo di grandi trasformazioni politiche e sociali, in particolare tra il 1855 e il 1882, caratterizzato dalla dominazione borbonica e dall'elezione di De Pretis.

  3. Quali sono le caratteristiche principali della famiglia Uzeda nel romanzo?
  4. La famiglia Uzeda è rappresentata come una dinastia di nobili afflitti da egoismo, avarizia, odio e superbia, incarnando i tratti peggiori della nobiltà del tempo e mostrando un risorgimento privo di ideali, accettato solo per opportunità di guadagno.

  5. Come viene rappresentata l'ipocrisia di Consalvo nel romanzo?
  6. Consalvo, pur diventando deputato al parlamento italiano, appare ipocrita poiché non abbandona mai il suo privilegio e potere, cercando di giustificare la sua scelta politica in un discorso che si trasforma in un monologo, rivelando una filosofia immobilista della storia.

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