Concetti Chiave
- Cervantes introduce Don Chisciotte, un nobiluomo povero della Mancha, evidenziando la sua vita quotidiana e le sue abitudini, come la passione per la lettura di romanzi cavallereschi.
- La lettura compulsiva di libri di cavalleria provoca la perdita del senno di Don Chisciotte, che inizia a confondere la realtà con le fantasie delle storie che legge.
- Deciso a diventare un cavaliere errante, Don Chisciotte si prepara per l'avventura ripulendo le armi dei suoi antenati e sistemando il suo elmo in modo creativo.
- Il protagonista dà un nome al suo cavallo, Ronzinante, per riflettere il suo status di cavallo di un famoso cavaliere e si rinomina Don Chisciotte.
- Don Chisciotte sceglie di innamorarsi di una contadina, Aldonzo Loenzo, trasformandola in Dulcinea del Toboso, un nome che considera nobile e significativo.
È il primo capitolo del “Don Chisciotte”, nel quale Cervantes presenta il suo eroe, definendone la condizione sociale, le abitudini di vita e ci introdusse subito all’interpretazione della sua pazzia.
Vita quotidiana e passioni
Cervantes ci narra che in un borgo della Mancha, non molto tempo fa, viva in un “hidalgo”, ovvero un nobiluomo di provincia; essa un uomo di cinquant’anni, di copertura alta e magra, ed era asciutto in viso; era molto mattiniero e amava la caccia. Egli era povero, infatti tre quarti della sua rendita venivano consumati per mangiare. In casa aveva una governante, una nipote e un garzone per i lavori della campagna e per la spesa.
La follia di Don Chisciotte
Questo gentiluomo, nei momenti di ozio, amava leggere libri di cavalleria con tanta passione che giungeva quasi a dimenticare totalmente l’esercizio della caccia e l’amministrazione dei suoi beni, arrivò a tal punto da vendere molte are di terra da seminare per comprare altri romanzi cavallereschi da leggere.
Si assorbì così tanto in quelle letture che passava i giorni e le notti a leggere; e così, dal momento che leggeva molto e dormiva poco, gli si inaridì il cervello al punto che perse il senno, confondendo la realtà con le sue fantasie. La fantasia gli si riempì di tutto quello che leggeva nei libri: battaglie, sfide, ferite, amore e altri impossibili stranezze.
Preparativi per l'avventura
Così, perduto ormai il senno, gli sembrò necessario diventare cavaliere errante e andare in giro per il mondo con le sue armi e il suo cavallo in cerca di avventure, cimentandosi in tutte le imprese che aveva letto nei libri, ed esponendosi a situazioni pericolose da cui avrebbe tratto onore e fama eterna; egli si vedeva già incoronato, e così si affrettò ad avverare il suo desiderio.
La prima cosa che fece fu quella di ripulire le armi, che erano state usate dai suoi antenati, e che da molti secoli erano state accantonate e dimenticate in un angolo. Le pulì e le sistemò come meglio poté, ma si accorse che al posto di una celata a incastro (che serviva a coprire la fronte e gli occhi) c’era solo il morione (un elmo medievale che non copriva per intero la testa); così fece una specie di mezza celata di cartone che, incastrata nel morione, dava l’idea di una celata vera. Per provare se poteva reggere al rischio di un fendente trasse fuori la spada e le diede due colpi, distruggendo in un attimo ciò che aveva fatto in una settimana; così la riparò, mettendo in essa della parte interna alcune sbarre di ferro e, senza voler rifarne la prova, la giudicò e la stimò una celata a incastro di qualità.
Scelta dei nomi
Dopo esaminò il suo ronzino e passò quattro giorni a pensare quale nome dargli; perché, a suo parere, non era giusto che il cavallo di un cavaliere famoso rimanesse senza un nome illustre; infine lo chiamò Ronzinante, secondo lui questo nome era rappresentativo di ciò che era stato quando era ronzino (ante) e di ciò che era in quel momento, cioè primo ed innante a tutti i ronzini del mondo.
Dato il nome del cavallo volle darsene uno anche lui, e decise di chiamarsi Quindi, ripulite le armi, sistemato il morione, messo un nome al suo ronzino e cambiato il suo nome, capì che non gli mancava nient’altro se non cercare una dama di cui innamorarsi; infine la trovò in un paese vicino al suo, viveva una giovane contadina, della quale egli un tempo era stato innamorato; questa ragazza si chiamava Aldonzo Loenzo e gli sembrò giusto darle il titolo di signora dei suoi pensieri; quindi, cercandole un nome che sembrava quello di una principessa e gran signora, la chiamò Dulcinea del Toboso, perché era nativa del Toboso; questo nome gli sembrò molto musicale e significativo, come tutti gli altri nomi che aveva messo a sé stesso e alle sue cose.
Domande da interrogazione
- Qual è la condizione sociale di Don Chisciotte all'inizio del racconto?
- Qual è la causa principale della follia di Don Chisciotte?
- Quali preparativi compie Don Chisciotte prima di partire per le sue avventure?
- Come sceglie Don Chisciotte il nome del suo cavallo?
- Chi è Dulcinea del Toboso e quale significato ha per Don Chisciotte?
Don Chisciotte è un "hidalgo", un nobiluomo di provincia, di cinquant'anni, che vive in povertà, consumando gran parte della sua rendita per il cibo e mantenendo solo una governante, una nipote e un garzone (testo).
La follia di Don Chisciotte deriva dalla sua ossessione per i libri di cavalleria, che lo portano a confondere la realtà con le fantasie delle storie che legge, trascurando la sua vita quotidiana e i suoi beni (testo).
Don Chisciotte ripulisce le armi dei suoi antenati, crea una mezza celata di cartone per il suo morione e si prepara mentalmente per diventare un cavaliere errante, pronto a cercare avventure (testo).
Don Chisciotte passa quattro giorni a pensare al nome del suo cavallo, decidendo infine di chiamarlo Ronzinante, un nome che rappresenta il suo passato e il suo attuale status di cavallo di un cavaliere (testo).
Dulcinea del Toboso è una giovane contadina di cui Don Chisciotte era innamorato in passato; la sceglie come sua dama, attribuendole un nome che suona nobile e significativo, riflettendo la sua idealizzazione dell'amore (testo).