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Concetti Chiave

  • Daumier ha utilizzato l'arte come strumento di critica sociale, attaccando la politica di Luigi Filippo e l'apparato statale corrotto.
  • Attraverso le litografie, ha creato una comunicazione visiva diretta e persuasiva, distaccandosi dalla rappresentazione tradizionale degli eventi.
  • Nella sua opera, Daumier distingue tra popolo e folla, attribuendo un senso eroico al primo e una natura amorfa e debole alla seconda.
  • Il dipinto "Ecce homo o Vogliamo Barabba" esprime la malvagità della folla, evidenziando la sua incoscienza e soggiogamento ai potenti.
  • Utilizzando la pittura ad olio, Daumier conferisce densità e realtà ai segni, enfatizzando il significato morale piuttosto che la mera rappresentazione degli eventi.

Daumier e la politica

Daumier è stato disegnatore, illustratore e caricaturista politico, sempre pronto ad attaccare la politica ipocrita di Luigi Filippo e il corrotto apparato legislativo, giudiziario e burocratico dello stato borghese.
Ha saputo vedere nel popolo vittima l’eroe della lotta per la libertà contro il potere, anche scultore e pittore è stato il primo a fondare l’arte su un interesse politico e il primo a valersi di un mezzo di comunicazione di massa, la stampa, per influire con l’arte sul comportamento sociale.

La comunicazione visiva di Daumier

Attraverso le litografie elimina il pregiudizio della connessione necessaria l’immagine e il “prodotto” pregiato, come la statua e il dipinto, la comunicazione è quindi diretta, immediatamente persuasiva, esplicita. Daumier scarnifica e intensifica il segno fino a contrarre la comunicazione in una sollecitazione visiva (minimo uso delle vignette). L’immagine non è la rappresentazione di un evento ma il giudizio che si dà di esso; l’artista si è servito della pittura ad olio per ottenere un effetto simile a quello della litografia perché vuol dare ai segni una densità di materia, un’esistenza reale.

La rappresentazione della folla

C’è la rappresentazione simultanea, sul medesimo sfondo, di due situazioni: Pilato che eccita la folla contro Cristo, la folla eccitata che segue stupidamente il cenno demagogico del potere. Attraverso il titolo “Vogliamo Barabba” Daumier integra l’immagine con le parole urlate dalla folla. Quando Daumier rappresenta il popolo gli dà un senso eroico; qui però non si tratta di popolo ma di folla: il popolo resiste e si ribella al potere, la folla cede al potere. Quindi rappresenta la folla come un qualcosa di amorfo, di sfatto, di impersonale: è una deformazione più morale che fisica, che vuol dare il senso e il disgusto della mollezza, della manovrabilità della folla.

Il significato morale dell'opera

È da notare l’uomo con il bambino in braccio: ha un viso appena umano, con tratti grossolani e sommari, la luce si rapprende sullo zigomo e sulla fronte come una materia sporca e vischiosa; con la destra indica Cristo al bambino, esortandolo a chiedere la morte dell’innocente (cosa che fa Pilato con la folla), è un gesto debole e molle, privo di iniziativa e soggiogato al gesto forte e imperioso di Pilato che impone la sua scelta. Il bambino è la “chiave” del dipinto: la folla è debole, incosciente, incapace come quel mostriciattolo che tra un istante chiederà anche lui la morte dell’innocente e la salvezza del bandito. Non diversamente alcune figure sono suggerite soltanto dall’impreciso vuoto contorno della testa: non persone, ma indistinte presenze nel gregge. Le macchie chiare e scure non sono contenute nei contorni, non corrispondono a effetti di luce e ombra ma danno il senso di un’atmosfera opaca e stagnante. Daumier non rappresenta il fatto, ne esprime visivamente il significato morale: l’incolpevole, stupida malvagità della folla ubbidiente alla malvagità torva dei potenti.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo di Daumier nella critica alla politica del suo tempo?
  2. Daumier è stato un incisivo critico della politica ipocrita di Luigi Filippo e del corrotto sistema statale, utilizzando la sua arte per evidenziare le ingiustizie e il potere oppressivo, rendendo il popolo vittima l'eroe della lotta per la libertà.

  3. In che modo Daumier ha innovato la comunicazione visiva attraverso le sue opere?
  4. Daumier ha utilizzato le litografie per rendere la comunicazione visiva diretta e persuasiva, eliminando il pregiudizio legato all'arte tradizionale e concentrandosi su un messaggio immediato e incisivo, come evidenziato nel suo approccio alla pittura ad olio.

  5. Come Daumier rappresenta la folla nelle sue opere?
  6. Daumier rappresenta la folla come un'entità amorfa e impersonale, evidenziando la sua debolezza e manovrabilità, in contrasto con il popolo che resiste e si ribella al potere, come dimostrato nella sua opera "Vogliamo Barabba".

  7. Qual è il significato morale delle opere di Daumier?
  8. Le opere di Daumier esprimono visivamente la malvagità della folla, incapace di resistere ai potenti, e il gesto debole di un uomo che indica Cristo al bambino simboleggia l'innocenza perduta e la stupidità della massa, come descritto nel suo dipinto.

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