Concetti Chiave
- La donna nobile nel XII secolo è descritta come virtuosa e capace di far innamorare l'uomo, che si sente un servitore devoto.
- Cielo d'Alcamo utilizza la satira per esagerare l'umiliazione dell'uomo di fronte alla donna, rendendo il tema comico per intrattenere il pubblico.
- Il Dolce Stilnovo, con Guido Guinizzelli, rappresenta la donna come un angelo ultraterreno, simbolo di salvezza e bellezza divina, un tema ripreso anche da Dante.
- Guido Cavalcanti porta l'ideale della donna angelo all'estremo, descrivendola come irraggiungibile, il che porta l'autore alla disperazione e al dolore.
- Si evidenzia un'evoluzione nella rappresentazione della donna, passando da una figura terrena a una creatura ultraterrena che provoca sentimenti di adorazione e sofferenza.
La Donna Nobile nei Poeti Siciliani
Donna dal cuore nobile, dotata dalla natura di virtù e pregi, grazie alle quali fa innamorare l’uomo tanto da sentirsi un umile servitore davanti alla donna amata, proprio come un vassallo davanti al suo signore.
È così che sono descritte le donne amate nelle poesie dei poeti siciliani nel XII secolo, ed è così appunto che Iacopo da Lentini descrive nelle sue poesie la donna che ama alla quale non riesce a dichiararsi; come ad esempio nella sua poesia “meravigliosamente”.
Cielo d'Alcamo e la Satira Poetica
Questi temi della donna dal cuore nobile sono affrontati anche da Cielo d’Alcamo, con la differenza che lui vuole prendere in giro i poeti siciliani e quindi scrive una tenzone, come nella sua poesia “rosa fresca aulentissima” esagerando il fatto che l’uomo si umilia davanti alla donna perché deve essere una cosa comica, per far recitare la poesia ai giullari di corte, quindi per intrattenimenti e feste.
Il Dolce Stilnovo e la Donna Angelo
Più avanti, con il poeta Guido Guinizzelli, inventore del dolce stilnovo, viene esagerata eccessivamente al limite della realtà la gentilezza, la nobiltà e la bellezza della donna, la quale descritta come donna angelo, venuta dal regno di Dio, dovrebbe portare la salvezza, quindi abbiamo la donna come creatura ultraterrena che viene praticamente adulata; un esempio di poesia di Guinizzellli con queste caratteristiche è “al cor gentil rempaira sempre amore”, ma questo stile viene adottato anche da Dante, il quale ad esempio nella sua poesia “tanto gentile e tanto onesta pare” descrive la sua donna amata Beatrice.
Guido Cavalcanti e l'Amore Disperato
Questa figura della donna angelo arriva al culmine dell’esagerazione con il poeta Guido Cavalcanti, il quale nelle sue poesie descrive la donna come un angelo, sempre una creatura ultraterrena che porta la salvezza, ma talmente bella da essere irraggiungibile e portare alla disperazione e al dolore e all’irrazionalità dell’autore; quindi il sentimento d’amore che prova verso la donna amata, all’inizio è una cosa positiva e bella, poi si trasforma in una cosa negativa e oscura che si impadronisce della sua anima togliendogli ogni razionalità.
Quindi, abbiamo potuto vedere l’evoluzione della figura della donna da una descrizione terrena e normale, alla descrizione ultraterrena di una donna irraggiungibile che porta alla disperazione.
Domande da interrogazione
- Qual è la rappresentazione della donna nei poeti siciliani del XII secolo?
- Come si differenzia l'approccio di Cielo d'Alcamo rispetto ai poeti siciliani?
- In che modo la figura della donna evolve nei poeti successivi come Guinizzelli e Cavalcanti?
Nei poeti siciliani del XII secolo, la donna è descritta come una figura nobile e virtuosa, capace di far innamorare gli uomini, che si sentono umili servitori davanti a lei, come evidenziato da Iacopo da Lentini.
Cielo d'Alcamo utilizza il tema della donna nobile per creare una satira, esagerando l'umiliazione dell'uomo davanti alla donna in modo comico, come dimostra la sua poesia "rosa fresca aulentissima", destinata a intrattenere i giullari di corte.
La figura della donna evolve da una descrizione terrena a una ultraterrena, con Guinizzelli che la descrive come un angelo portatore di salvezza, e Cavalcanti che la rappresenta come irraggiungibile, causando disperazione e dolore nell'autore, mostrando così un amore che diventa negativo e oscuro.