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Concetti Chiave

  • Cusano è il primo rappresentante del platonismo del XV secolo, influenzato dalla tradizione neoplatonica e dal misticismo, con un pensiero che si diffuse in ambienti monastici e circoli umanisti, nonostante la sua scarsa valorizzazione tra gli umanisti italiani.
  • Il suo conciliarismo moderato, esposto nel "De concordia catholica", mira a superare le divisioni nella Chiesa, mentre nel "De pace fidei" promuove la tolleranza, vedendo le diverse fedi come manifestazioni parziali di un unico rapporto con Dio.
  • Cusano descrive Dio come "ens perfectissimum" e trascendente, un "deus absconditus" la cui essenza sfugge alla comprensione umana, in linea con la tradizione scolastica e la teologia negativa.
  • La coincidentia oppositorum nel pensiero di Cusano evidenzia come opposti come la retta e il circolo si uniscano nell'infinito, distinguendo tra la ragione discorsiva e l'intellectus intuitivo che oltrepassa la contraddizione.
  • Cusano sostiene che la conoscenza è sempre ipotetica e mai definitiva, paragonandola a un poligono inscritto in una circonferenza, sottolineando l'insuperabile differenza tra conoscenza e verità e i limiti della ragione umana.

- Fortuna e diffusione del pensiero di Cusano

Fortuna e diffusione del pensiero

È il primo rappresentante del platonismo del 400 ed è anche legato alla tradizione neoplatonica tardoantica e medievale e alla correnti mistiche (presenti negli ambienti tedeschi e fiamminghi dove si formò).

Il suo pensiero si diffuse in un primo momento negli ambienti monastici (tedeschi e italiani), nei circoli umanisti francesi e poi da Giordano Bruno, non venne invece valorizzato dagli umanisti italiani.

- Unicità religiosa e molteplicità dei riti

Unicità religiosa e molteplicità

Nel XV secolo un contrasto divideva la Chiesa: alcuni ritenevano il concilio ecumenico la massima autorità, altri sostenevano la superiorità del pontefice.

Nel 1433 Cusano dopo aver partecipato al Concilio di Basilea indetto da Eugenio IV, per ridurre la frattura, scrisse il De concordia catholica dove teorizzava un conciliarismo moderato. Nel 1437 passò però dalla parte del pontefice anche se il suo lavoro è sempre destinato alla chiesa nella sua interezza. Accusato di tradimento da alcuni conciliaristi manifestò il tentativo di oltrepassare le contrapposizioni per giungere a una comprensiva verità, su questa linea di tolleranza scrisse il De pace fidei (1453) dove affronta la questione turca (urgente per la caduta di Costantinopoli dello stesso anno) proponendo una soluzione che ispirata alla tolleranza si rifà alla convinzione di una profonda unità di tutte le altre religioni, le diverse fedi sono manifestazioni diverse e parziali del rapporto unico con Dio e si tratta quindi di un’infinta ricchezza e non di ortodossia.

- L’assoluta grandezza e trascendenza divina

Assoluta grandezza e trascendenza

Dio è ens perfectissimum e è infinito in atto o infinito in negativo, tutte le sue proprietà sono perfettamente realizzate al culmine della loro possibilità. Cusano parla del Dio come massimo assoluto (in linea con Anselmo che definisce Dio come “ciò di cui nulla di più grande può essere pensato”). Cusano si rifà alla tradizione scolastica “razionalistica”, mistica e alla teologia negativa/apofatica dicendo che Dio è infinito e in quanto tale resta sempre trascendente e si sottrae a ogni sforzo conoscitivo dell’uomo: è un deus absconditus che resiste a ogni tentativo della ragione di svelarne l’essenza e si mostra come un paradosso.

- La coincidentia oppositorum

Coincidentia oppositorum

Il carattere paradossale è rappresentato tramite la coincidentia oppositorum che oltrepassa la nostra capacità di comprensione razionale e si fonda sul principio di non contraddizione.

Per esprimere questa coincidenza egli utilizza simboli e immagini matematici: in una circonferenza finita la linea retta del diametro e la linea curva del perimetro sono distinte e opposte tra loro, ma in una circonferenza massima (diametro infinito) il perimetro risulterebbe identico a una linea retta (linea dove la curvatura sia “minima”), così la retta e il circolo, il minimo e il massimo, trovano nell’infinito la loro coincidenza.

Distingue tra la ratio discorsiva e intellectus intuitivo, quest’ultimo soltanto si solleva al di sopra della ragione e del suo principio di non contraddizione fino a vedere la coincidentia oppositorum dell’infinito. Non si tratta però di una vera conoscenza: l’intelletto offre solo una visione negativa che se oltrepassa il sapere della ratio non sfocia mai in un sapere positivo, è finalizzato a farci vedere i limiti della ragione e del suo principio di non contraddizione e si presenta come un socratico “sapere di non sapere”, una docta ignorantia.

- Conoscenza e verità

Qual è il rapporto tra conoscenza e verità?

Ogni conoscenza è quindi ipotetica e non si può mai considerare definitiva perché è sempre più approssimabile al suo oggetto. Per descrivere lo scarto ineliminabile che segna le congetture dice che il rapporto tra verità e conoscenza è analogo a quello tra una circonferenza e il poligono inscritto. Come l’area del poligono si approssimerà sempre di più a quella della circonferenza pur non potendo mai, in quanto poligono, coincidere, analogamente la conoscenza umana può progredire indefinitamente verso la verità senza mai giungere a identificarsi con essa; si riconosce così l’insuperabile differenza tra conoscenza e verità che non consiste nella svalutazione della conoscenza umana ma nel riconoscimento del limite e dell’inesauribile creatività della mente (origine delle infinite congetture è partecipe della stessa infinita creatività di Dio così come ciascuna congettura partecipa della verità che parzialmente si manifesta nella mente).

- I rapporti tra Dio e il mondo

Rapporti tra Dio e il mondo

Anche l’universo creato non è pienamente conoscibile perché, rifacendosi alla scuola di Chartes, il creato viene definito come l’esplicazione (dispiegamento nella molteplicità e nel tempo di Dio), Dio è la complicazione della molteplicità nell’unità assoluta: “Dio è colui che complica tutte le cose, erchè in lui vi sono tutte. Ed è colui che esplica, poiché egli è in tutte” questo vuol dire che anche il mondo è infinito. Dio e il mondo non sono quindi due entità distinte e contrapposte ma sono l’uno e il molteplice, la coincidentia oppositorum e gli opposti, la pienezza dell’essere infinito e questa stessa infinità contratta e ristretta nelle diverse modalità d’attuazione.

Diff: Soltanto in Dio possiamo parlare di un infinito in atto (sostanza infinita) mentre l’universo è un infinito in privativo (indeterminato).

Dio è infinito perché esclude da se ogni possibile limite della sua perfezione, l’universo è indefinito nel senso che rifiuta qualsiasi precisa determinazione.

- La critica alla cosmologia aristotelico-tolemaica

Critica alla cosmologia aristotelico-tolemaica

Cusano rifiuta la cosmologia aristotelica-tolemaica anticipando tesi successive alla rivoluzione astronomica, nega l’esistenza di un centro e di una circonferenza assoluti nell’universo, l’immobilità della Terra e la sua posizione centrale nel mondo, l’esistenza di poli celesti fissi e l’immobilità di alcune regioni del cielo, il carattere perfettamente circolare delle orbite dei pianeti e l’uniformità della loro velocità di rivoluzione, la perfetta sfericità della Terra, la distinzione tra la regione sublunare composta dai 4 elementi (terra, acqua, aria e fuoco) e la regione celeste composta di etere, l’eterna perfezione degli astri celesti contrapposta alla generazione e corruzione terrestre e la restrizione della vita alla sola Terra.

Secondo Cusano ogni corpo è con Dio e ne ha un rapporto immediato.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza del pensiero di Cusano nel contesto del platonismo del XV secolo?
  2. Cusano è considerato il primo rappresentante del platonismo del 400, legato alla tradizione neoplatonica e alle correnti mistiche, con un pensiero che si diffuse in ambienti monastici e circoli umanisti, sebbene non fosse valorizzato dagli umanisti italiani.

  3. Come affronta Cusano il tema dell'unità religiosa e della molteplicità dei riti?
  4. Cusano, nel suo "De concordia catholica", propone un conciliarismo moderato per superare le divisioni nella Chiesa, sostenendo che le diverse fedi sono manifestazioni parziali di un unico rapporto con Dio, promuovendo così la tolleranza religiosa.

  5. Qual è la concezione di Dio secondo Cusano?
  6. Cusano descrive Dio come "ens perfectissimum", infinito e trascendente, un "deus absconditus" che sfugge alla comprensione umana, enfatizzando la sua assoluta grandezza e le proprietà perfettamente realizzate.

  7. Cosa significa la coincidentia oppositorum nel pensiero di Cusano?
  8. La coincidentia oppositorum rappresenta il paradosso che oltrepassa la comprensione razionale, dove opposti come la retta e il circolo si uniscono nell'infinito, evidenziando i limiti della ragione e la necessità di un'intuizione superiore.

  9. Qual è la critica di Cusano alla cosmologia aristotelico-tolemaica?
  10. Cusano rifiuta la cosmologia aristotelica, negando l'esistenza di un centro assoluto nell'universo e l'immobilità della Terra, affermando che ogni corpo ha un rapporto immediato con Dio, anticipando tesi che precedono la rivoluzione astronomica.

Domande e risposte

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