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Concetti Chiave

  • Il detto "Non ti curar di lòr ma guarda e passa" deriva dal verso di Dante Alighieri nell'Inferno, esortando a non preoccuparsi delle malvagità altrui.
  • Dante critica aspramente gli Ignavi, descrivendoli come persone senza valore che non prendono mai una posizione nella vita.
  • Gli Ignavi sono collocati nell'Antinferno e considerati tra i peggiori dannati per la loro scelta di non agire e di non decidere.
  • Il verso dantesco è entrato nel linguaggio comune per riferirsi a codardi e vili, suggerendo l'indifferenza come reazione migliore.
  • Dante sottolinea che gli Ignavi non meritano attenzione, poiché non hanno lasciato alcuna traccia significativa nella loro vita.

Origine del detto

Non ti curar di lòr ma guarda e passa è una versione popolare del celebre verso utilizzato da Dante Alighieri nel canto tre dell’Inferno, verso 51: Non ragioniam di lor, ma guarda e passa che significa non bisogna mostrarsi preoccupati a causa delle calunnie e delle malvagità commesse da altre persone tantomeno bisogna mostrare preoccupazione per le bassezze che ci vengono fatte nella vita.

Questo detto è divenuto un celebre modo di dire popolare entrato a far parte del nostro parlato quotidiano. Questo verso presenta delle varianti differenti ma che significano grosso modo le medesime cose. Questo verso e allo stesso tempo espressione di uso comune nella Divina Commedia dantesca serve per indicare e descrivere gli Ignavi.

In questa tripletta di versi che più precisamente è la seguente:

“Fama di loro il mondo esser non lassa;

misericordia e giustizia li sdegna:

non ragioniam di lor, ma guarda e passa.”

Critica agli Ignavi

Dante fa un’aspra critica nei confronti degli Ignavi che lui descrive come non degni di nota, poiché nella loro vita terrena mostrarono una viltà d’animo tale da non prendere mai una posizione nella vita come invece fece lui, dichiarando apertamente i propri ideali politici e pagandone amaramente le conseguenze con l’esilio a cui fu condannato.

Condanna degli Ignavi

Il poeta fiorentino colloca gli Ignavi nell’Antinferno, ossia quel luogo facente parte dell’oltretomba che si trova collocata prima dell’ingresso dell’Inferno. il detto Non ti curar di loro ma guarda e passaGli Ignavi sono tra i dannati peggiori secondo il poeta, in quanto non hanno mai preso delle decisioni chiare nella vita, scegliendo la via della viltà. Egli li condanna proprio per questo motivo, infatti, gli definisce non degni proprio di nota e di considerazione alcuna a differenza di altri dannati che almeno - seppur sbagliando - hanno preso una posizione chiara che poi li ha condotti a scegliere la via della perdizione e del male.

Per lui non vale nemmeno la pena parlare di codesti dannati, in quanto non avendo mai fatto nulla di buono nel corso della loro esistenza terrena, non vale nemmeno la pena degnargli di alcuno sguardo o considerazione.

Significato nel linguaggio comune

Il verso dantesco quindi viene ripreso nel linguaggio comune e come già accennato precedentemente si riferisce principalmente ai codardi, ai vili che nella loro vita sostanzialmente non hanno né arte né parte. Per queste persone non vale la pena nemmeno sprecare il fiato, proferire parola. Quando infatti si ha a che fare con delle persone del genere la cosa migliore e più logica da fare è quella di soprassedere in completo silenzio, andando avanti e andando oltre.

Costoro - non avendo lasciato alcuna traccia nella loro vile vita - non sono degni proprio di sguardi e l’unico atteggiamento che si può scegliere nei loro confronti è l’indifferenza totale ed assoluta.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine del detto "Non ti curar di lor, ma guarda e passa"?
  2. Questo detto è una versione popolare di un verso di Dante Alighieri nella Divina Commedia, che invita a non preoccuparsi delle calunnie e delle malvagità altrui, sottolineando l'importanza di ignorare gli Ignavi, coloro che non prendono mai una posizione nella vita.

  3. Come Dante descrive gli Ignavi nella sua opera?
  4. Dante critica aspramente gli Ignavi, considerandoli non degni di nota per la loro viltà d'animo e per non aver mai preso una posizione chiara, collocandoli nell'Antinferno come tra i peggiori dannati.

  5. Qual è il significato del verso dantesco nel linguaggio comune?
  6. Il verso è utilizzato per riferirsi a persone codarde e vili, suggerendo che non valga la pena sprecare parole con loro, ma piuttosto ignorarli e andare avanti.

  7. Qual è l'atteggiamento consigliato nei confronti degli Ignavi?
  8. L'atteggiamento consigliato è l'indifferenza totale, poiché gli Ignavi non hanno lasciato alcuna traccia significativa nella loro vita e non meritano considerazione.

Domande e risposte

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