Concetti Chiave
- Crizio e Nesiote furono importanti scultori del V secolo a.C., attivi tra il 480 e il 450 a.C.
- Il loro capolavoro, I tirannicidi, fu realizzato nel 477-476 a.C. e racconta la vendetta contro il tiranno Ippia.
- Armodio e Aristogitone sono i protagonisti dell'opera, noti per il tentato omicidio di Ippia e l'uccisione di Ipparco.
- La scultura ritrae il momento dell'attentato, con Aristogitone che nasconde Armodio pronto a colpire.
- Il lavoro si distingue per la sua modernità, esprimendo tensione psicologica e una forte compattezza nei volti dei personaggi.
Scultori del V secolo a.C.
Fra gli scultori attivi tra il 480 e il 450 a.C. ricoprirono un ruolo importante Crizio e Nesiote.
Il loro più importante complesso scultoreo fu l'opera intitolata I tirannicidi datata il 477-476 a.C. I protagonisti di questa storia di vendetta sono Armodio e Aristogitone, noti per avere tentato di uccidere il tiranno Ippia e per aver massacrato suo fratello Ipparco, poiché probabilmente Ippia aveva molestato Armodio.
Descrizione dell'opera
In questa raffigurazione si vedono entrambi i tirannicidi nel momento dell'attentato a Ipparco. Il più maturo, Aristogitone, tiene col braccio sinistro proteso in avanti un mantello ed una spada, nascondendo Armodio che è colto nell'atto di colpire con un pugnale stretto sulla mano destra il tiranno. L'opera rivela una sensibilità modernissima, caratterizzata da una forte tensione psicologica, una vigilata impetuosità ed una compattezza delle fisionomie nei volti imperturbabili.
Domande da interrogazione
- Quali scultori del V secolo a.C. sono noti per il loro lavoro sui tirannicidi?
- Chi sono i protagonisti dell'opera "I tirannicidi" e quale evento rappresentano?
- Quali caratteristiche stilistiche emergono dalla descrizione dell'opera "I tirannicidi"?
Crizio e Nesiote sono gli scultori attivi tra il 480 e il 450 a.C. che hanno realizzato l'importante complesso scultoreo intitolato "I tirannicidi", datato 477-476 a.C.
I protagonisti dell'opera sono Armodio e Aristogitone, noti per aver tentato di uccidere il tiranno Ippia e per aver assassinato suo fratello Ipparco, a causa di presunti abusi da parte di Ippia nei confronti di Armodio.
L'opera presenta una sensibilità modernissima, con forte tensione psicologica, impetuosità controllata e una compattezza nelle fisionomie dei volti, che appaiono imperturbabili durante l'atto dell'attentato.