Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • D'Annunzio riconosce il valore poetico della prima raccolta di Pascoli, ma la interpreta principalmente come una serie di quadretti paesaggistici.
  • Benedetto Croce definisce Pascoli “un piccolo grande poeta” nel 1907, evidenziando la mancanza di coerenza nella sua opera.
  • Critiche degli anni '30 mettono in discussione il classicismo e l'incoerenza della poesia pascoliana, ma alcuni critici iniziano a rivalutare la sua sensibilità originale.
  • Gianfranco Contini, nel 1955, elogia il linguaggio di Pascoli, sottolineando l'uso di onomatopee e termini gergali e specialistici.
  • La critica psicoanalitica, in particolare Giorgio Barberi Squarotti, mette in evidenza un'immagine morbosa di Pascoli, contrapposta al fanciullino tradizionale.

D'Annunzio e la prima raccolta pascoliana

Tra i contemporanei D’Annunzio si accorse subito del valore poetico della prima raccolta pascoliana, anche se non colse la novità di quella poesia considerando i diversi componimenti esclusivamente come quadretti paesaggistici idilliaci.

Critiche e rivalutazioni del primo Novecento

Nel 1907, Benedetto Croce, mentre il poeta era ancora vivo e operante scrisse un saggio in cui esprimendo un giudizio ormai rimasto famoso, secondo cui Pascoli era “un piccolo grande poeta”, soffermandosi sulla mancanza, sulla ristrettezza e sulla frammentarietà della sua poesia.

Tra i critici del primo novecento, dunque la poesia pascoliana subisce numerosi attacchi, soprattutto riguardo al presunto classicismo e alla sua incoerenza. WALTER BINNI e ATTILIO MOMIGLIANO, intorno agli anni ’30 rivaluteranno la sensibilità originale del poeta.

Analisi del linguaggio e interpretazioni moderne

Nel 1955 Gianfranco Contini, filologo e critico, si soffermerà sugli aspetti peculiari del linguaggio pascoliano, elogiando soprattutto il linguaggio realizzato attraverso il ricorso ad onomatopee, termini gergali e dialettali, forestierismi e termini specialistici.

Nel 1962 Edoardo Sanguinetti, ha proposto una lettura piuttosto azzardata di pascoli visto come interprete di un socialismo utopistico che intende abolire le lotte di classe.

Il Pascoli morboso contrapposto all’immagine tradizionale del candido poeta fanciullino, è stato messo in luce dalla critica psicoanalitica, soprattutto da Giorgio Barberi Squarotti, che individua il nucleo centrale della poesia pascoliana nell’immagine del nido e in una visione disgregata, inquietante e torbida della realtà.

Domande da interrogazione

  1. Qual è stata la reazione di D'Annunzio nei confronti della prima raccolta di Pascoli?
  2. D'Annunzio riconobbe il valore poetico della prima raccolta pascoliana, ma non colse la novità della poesia, limitandosi a considerare i componimenti come semplici quadretti paesaggistici idilliaci.

  3. Come è stata valutata la poesia di Pascoli nel primo Novecento?
  4. Nel 1907, Benedetto Croce definì Pascoli “un piccolo grande poeta”, evidenziando la mancanza e la frammentarietà della sua poesia, mentre altri critici dell'epoca attaccarono il suo presunto classicismo e incoerenza, fino a una rivalutazione da parte di Walter Binni e Attilio Momigliano negli anni '30.

  5. Quali aspetti del linguaggio pascoliano sono stati analizzati da critici moderni?
  6. Gianfranco Contini, nel 1955, elogiò il linguaggio pascoliano per l'uso di onomatopee, termini gergali e dialettali, forestierismi e termini specialistici, mentre Edoardo Sanguinetti nel 1962 propose una lettura di Pascoli come interprete di un socialismo utopistico.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community