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Concetti Chiave

  • Francesco Crispi governò l'Italia dal 1887 al 1896, promuovendo una politica autoritaria e riformando l'apparato amministrativo in senso centralista.
  • La sua politica filotedesca e antifrancese portò a una "guerra doganale" con la Francia e a tensioni economiche interne.
  • Nonostante alcune aperture progressiste, come l'abolizione della pena di morte, aumentò i poteri della polizia e limitò i diritti sindacali.
  • La sconfitta italiana a Adua nel 1896 portò a forti critiche e alla sua successiva dimissione, segnando la fine dell'età della Sinistra storica.
  • La crisi economica del 1898 scatenò proteste popolari e una repressione violenta, culminando nella dimissione del governo Di Rudinì in favore di un approccio repressivo.

Crispi e la politica autoritaria

Fracesco Crispi, il successore di Depretis, governò l'Italia dal 1887 al 1896 (con l'eccezione del biennio 1891 - 93). Mazziniano e democratico in gioventù, dopo l'unità era passato nelle file dei monarchici. Sostenitore della necessità di uno Stato forte, avviò una politica autoritaria:

- L'apparato amministrativo venne riformato in senso centralista;

- la politica filotedesca e anntifrancese portò alla "guerra doganale" con la Francia;

Ci furuno anche aperture proghessiste: venne abolita la pena di morte e riconosciuta una limitata libertà di sciopero,ma contemporeanamente vennero diritti sindicale e accresciuti i poteri della polizia.

Crisi economica e dimissioni

Crispi cercò di rilanciare la politica colognare ma la maggioranza,data la crisi economica.

Era preoccupata dei costi dell' operazione.Così nel nel 1891 Crispi si dimise.La presidenza del consiglio passò prima a Di Rudinì poi a Giovanni Giolitti che dovette affrontare il nuovo popolare dei Fasci siciliani,aggregazione eterogenea di lavoratori che protestavano contro le pesanti tasse e contro i latifondisi.

Giolitti,accusato di debolezza per non aver adottato metodi repressivi nella gestione dei moti e di aver coperto lo scandalo della Banca Romana,alla fine del 1893 si dimise.

Tornato al potere, Crispi:

- represse duramente la protesta dei Fasci;

- rilanciò la politica coloniale puntando alla conquista dell' Etiopia (Abissinia), ma nel 1896 gli italiano furono sconfitti presso Adua. Travolto dalle critiche, Crispi di simise. Terminava l'età della Sinistra storica e si apriva un periodo di crisi politifca e istituzionale.

Trattato con Menelik e crisi economica

Il nuovo presidente del Consiglio, Di Rudinì, concluse con Menelik (l'imperatore d'Etiopia) un trattato con cui l'Italia rinunciava alle pretese all Etiopia e limitava il suo dominio all'Eritrea e alla Somalia.

Nel 1898 una grave crisi economica colpì l'Italia. A causa dell'aumento del prezzo del pane, ci fu un'ondata di proteste e a Milano il generale Bava Beccaris (poi decorato da Umberto I) ordinò di cannoneggiare la folla causando una strage. Molti dirigenti socialisti vennero arrestati, la libertà di stampa fu limitata. Data la situazione, Di Rudinì si dimise e fu sostituito dal generale Pelloux, il quale intedeva proseguire con la linea repressiva.

L'ostruzionismo dell'etrrema sinistra lo costrinse però a sciogliere le camere e a indire nuove elezioni, che videro avanzare i socialisti.

Assassinio di Umberto I e inizio età giolittiana

Il 29 luglio 1900 l'anarchico Bresci uccise il re Umberto I. Il nuovo re Vittorio Emanuele II affidò il governo a Zanardelli. Giovanni Giolitti divenne ministro degli Interni: iniziava così l'età giolittiana.

Domande da interrogazione

  1. Quali furono le principali riforme attuate da Crispi durante il suo governo?
  2. Crispi avviò una politica autoritaria riformando l'apparato amministrativo in senso centralista e sostenendo una politica filotedesca e antifrancese, che portò alla "guerra doganale" con la Francia.

  3. Come reagì Crispi alla crisi economica che colpì l'Italia?
  4. Crispi tentò di rilanciare la politica coloniale, ma a causa della crisi economica e della preoccupazione per i costi, si dimise nel 1891, lasciando il governo a Di Rudinì e successivamente a Giolitti.

  5. Quali eventi segnarono il ritorno di Crispi al potere?
  6. Tornato al potere, Crispi represse duramente la protesta dei Fasci siciliani e rilanciò la politica coloniale, ma subì una sconfitta in Etiopia nel 1896, che portò alle sue dimissioni.

  7. Quali furono le conseguenze dell'assassinio di Umberto I?
  8. L'assassinio di Umberto I da parte dell'anarchico Bresci portò all'assegnazione del governo a Zanardelli e all'ingresso di Giovanni Giolitti come ministro degli Interni, segnando l'inizio dell'età giolittiana.

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