Concetti Chiave
- La crisi del Trecento influenzò profondamente la popolazione, l'agricoltura, l'economia e la politica in Europa, evidenziando l'ideale di cristianità che univa le diverse popolazioni.
- L'Impero e il Papato, detentori del potere spirituale e temporale, affrontarono un periodo di indebolimento a causa di divisioni interne e della non applicabilità della dottrina delle due spade.
- Nel 1273 fu eletto un imperatore che non riuscì a ripristinare l'autorità dell'Impero, caratterizzato da una realtà politica frammentata e in cerca di maggiore indipendenza.
- Il conflitto tra papa Bonifacio VIII e Filippo IV il Bello segnò l'inizio di una crisi per il papato, culminando nel trasferimento della sede papale ad Avignone per settanta anni.
- Il ritorno a Roma e l'elezione di due papi portarono a uno scisma durato quasi quarant'anni, indebolendo ulteriormente il controllo papale e rafforzando le Chiese nazionali.
La crisi del Trecento
La crisi del Trecento non colpì solamente la popolazione, l'agricoltura, l'economia, ma anche la politica. Durante questo secolo, le popolazioni europee formavano un insieme unico rappresentato dall'ideale di cristianità, dalla fede cristiana, attraverso la quale qualsiasi differenza veniva in qualche modo annullata che fosse geografica, linguistica, o politica. Due autorità stavano al di sopra di qualsiasi cosa: l'Impero e il papato, o meglio, il Papa e l'Imperatore, detentori rispettivamente del potere spirituale e temporale.
L'indebolimento di Impero e Papato
Queste autorità erano legate tra loro dalla dottrina delle due spade, la quale consisteva nel far sì che l'imperatore potesse operare sugli affari amministrativi dell'ordine pubblico, col papa che era tenuto a rispettare qualsiasi decisione, ma dall'altra parte, l'imperatore, essendo cristiano, doveva rispettare qualsiasi decisione presa dal Papa per quanto concerneva la salvezza delle anime. Nel corso del tempo la Chiesa aveva sempre cercato di sfruttare la dottrina delle due spade a proprio vantaggio, affermando la propria superiorità. Era palese che ormai, dopo anni di dure lotte, la realtà politica esistente non rispettava quanto era decretato dalla dottrina. Ecco che nel Trecento, Impero e Papato, conoscono un periodo d'indebolimento causato da gravi divisioni che si trasformeranno in una gravissima crisi. I governatori dei vari regni sostenevano che chi deteneva lo status di re era imperatore del proprio regno; l'Impero però stava rischiando di diventare un'Istituzione simbolica.
Solo nel 1273, fu riconosciuta l'elezione di un imperatore (dopo i vari disaccordi tra i principi tedeschi e i provvedimenti del papa), il quale però non riuscì a dare quel vecchio prestigio e quell'autorità di cui avevano bisogno i territori che componevano l'Impero. Questo era, infatti, una realtà per niente omogenea: basti pensare che era formato principalmente da ducati, città libere, piccoli feudi, principati laici, ognuno di questi sempre più intenzionato ad acquisire una maggiore indipendenza dal punto di vista politico.
La Chiesa e lo scisma
Anche per la Chiesa, questo periodo, fu difficilissimo. Il secolo Trecento si aprì col conflitto tra papa Bonifacio VIII e il re di Francia Filippo IV il Bello, quest'ultimo vincitore uscente.
Dopo un periodo totalmente buio per il papato, venne eletto successore di Bonifacio VIII, Clemente V, il quale trasferì la sede papale ad Avignone. Per settanta anni la Chiesa rimase nella città francese, per poi essere nuovamente trasferita a Roma, dove il primo conclave (dopo il trasferimento) elesse addirittura due papi, causando una crisi ancora più grave rispetto a quelle degli anni precedenti. Entrambi i papi definirono una propria struttura ecclesiastica. Tutto ciò diede inizio ad uno scisma durato per quasi quarant'anni e a un consistente indebolimento del controllo del papa sulla Chiesa: questo permise il rafforzamento delle cosiddette Chiese nazionali più vicine alla propria monarchia che al Vaticano.
Domande da interrogazione
- Quali erano le principali autorità politiche e spirituali nel Trecento?
- Come si manifestò l'indebolimento dell'Impero e del Papato durante il Trecento?
- Quale evento segnò l'inizio della crisi per la Chiesa nel Trecento?
- Quali furono le conseguenze dello scisma per la Chiesa?
Nel Trecento, le principali autorità erano l'Impero e il papato, rappresentati rispettivamente dall'Imperatore e dal Papa, che detenevano il potere spirituale e temporale, uniti dalla dottrina delle due spade.
L'indebolimento si manifestò attraverso gravi divisioni e conflitti interni, con i governatori dei regni che rivendicavano il proprio potere, portando l'Impero a diventare un'istituzione sempre più simbolica e priva di autorità.
La crisi per la Chiesa iniziò con il conflitto tra papa Bonifacio VIII e il re di Francia Filippo IV il Bello, culminando nel trasferimento della sede papale ad Avignone e nella successiva elezione di due papi, che portò a uno scisma durato quasi quarant'anni.
Lo scisma portò a un consistente indebolimento del controllo del papa sulla Chiesa, favorendo il rafforzamento delle Chiese nazionali, che divennero più vicine alle monarchie locali piuttosto che al Vaticano.