Concetti Chiave
- Tutti gli Stati europei affrontarono una crisi economica post-guerra, mentre gli Stati Uniti si rafforzarono grazie alla breve durata del conflitto e ai prestiti senza debiti.
- Negli anni ruggenti, dal 1918 al 1929, gli Stati Uniti vissero un aumento del consumismo, alimentato da nuovi sistemi produttivi e dal metodo di vendita a rate.
- Le politiche repressive e l'isolazionismo caratterizzarono il periodo, con la restrizione dell'immigrazione e la condanna di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, evidenziando un clima di intolleranza.
- Il crollo di Wall Street del 1929 segnò la fine degli anni ruggenti, con un drastico aumento della disoccupazione e un circolo vizioso di impoverimento tra la popolazione.
- Il New Deal di Roosevelt rappresentò una risposta diretta alla crisi, includendo riforme economiche e grandi opere pubbliche per stimolare la domanda e ridurre la disoccupazione.
Crisi economica post-guerra
Tutti gli Stati europei alla fine della guerra erano in crisi economica, tranne gli Stati uniti che invece si erano rinforzati per due motivi: la breve durata del loro periodo in guerra e i prestiti che avevano fatto senza subire debiti.
Anni ruggenti e consumismo
Dal 1918 al 1929 gli Stati uniti vissute i così detti anni ruggenti caratterizzati da spensieratezza. I consumi aumentarono rapidamente grazie ai nuovi sistemi produttivi e al metodo della vendita a rate (esempio le automobili). Comprare, consumare e divertirsi divennero i valori dominanti della società americana, le persone si procuravano denaro attraverso Prestiti o speculazioni in borsa.
Politiche repressive e isolazionismo
In questi anni si diffusero anche delle idee politiche fortemente conservatori: l'immigrazione fu resa più difficile, e ci furono delle posizioni repressive chiamate Red scare. Causa di tutto questo fu la condanna di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti accusati di omicidio solo perché italiani. Si rafforzarono i Ku Klux Klan cioè delle società segrete che perseguitavano gli afroamericani. Le scelte repressive riguardavano anche i comportamenti privati delle persone, nel 1920 venne proibito il consumo di alcolici. Le leggi ebbero però poco successo e produssero molti danni. Il consumismo di alcolici divenne attività illegale infatti la gente se lo procurava sul mercato clandestino, le banche criminali si arricchirono, aumentò la violenza tra bande rivali che si trasformarono poi organizzazioni criminali di grandi dimensioni. A questo punto i governi repubblicani si disinteressarono delle vicende politiche degli altri paesi applicando così ľ isolazionismo. Gli Usa non aderirono alle società delle nazioni cioè ľ organismo internazionale pacifista voluto da Wilson perché pensavano che ciò avrebbe limitato la loro libertà.
Crollo di Wall Street
I ruggenti anni venti finirono il 24 ottobre 1929, il giovedì nero quando a Wall street (borsa di New York) il valore delle azioni trattate comincio a diminuire. I possessori delle aziende le vendettero in fretta e in un mese il valore delle azioni era dimezzato. Molte industrie dovettero chiudere, così come molte banche, i dipendenti licenziati si ritrovarono disoccupati e i clienti senza risparmi. Si entrò in un circolo vizioso secondo il quale le persone impoverite dalla crisi della borsa comprano sempre meno facendo fallire le industrie. I disoccupati aumentarono in pochissimo tempo. La popolazione statunitense era composta soprattutto da immigrati o discendenti di immigrati che avevano abbandonato il loro paese per sfuggire alla miseria. La crisi del 1929 fu considerata uno shock per gli americani che con i ruggenti anni venti consideravano il loro futuro destinato alla felicità.
Conseguenze globali della crisi
La crisi degli Usa ebbe un’influenza mondiale perché le esportazioni diminuirono drasticamente e i prestiti cessarono. La Germania, appena uscita da una passata crisi, fu il paese più colpito insieme alla Gran Bretagna.
Cause della crisi del 1929
La crisi del 1929 fu la conseguenza del funzionamento della borsa e del sistema finanziario degli stati uniti. Si era diffusa l’idea che fosse facile arricchirsi giocando in borsa e investendo i propri risparmi in azioni, la domanda di azioni e di altri titoli crebbe determinando un aumento del prezzo. Molte persone compravano le azioni senza avere denaro ma facendoselo prestare dalle banche, quest’ ultime si resero conto troppo tardi che i clienti non potevano restituire i prestiti e fallirono. Un' altra causa della crisi fu la sovrapproduzione di beni da parte dell’economia degli Usa. Il primo settore interessato fu l’agricoltura; fino al 1920 i prodotti erano stati venduti in Europa ma quando questa si riprese quella americana entro in crisi. In campo industriale invece la gente che poteva comprare le nuove merci non era tanta è alcuni per chiedere un prestito entrarono in crisi.
Risposta degli Stati Uniti
All'inizio gli stati coinvolti adattano delle politiche protezionistiche utilizzando il riarmo è l’espansione del territorio, gli Usa però utilizzarono una politica che comportava l’intervento diretto dello stato nell'economia.
New Deal di Roosevelt
Nei primi tre anni Herbert Hoover non abbandonò le politiche fino ad ora adottate ma si limitò a introdurre alcune misure protezionistiche, ma l'economia americana continuò a peggiorare, facendo vincere così a Roosevelt le elezioni del 32. Egli diede vita al New Deal dell’economia. Fece diverse riforme alla bea e delle quali vi era la convinzione che lo stato dovesse intervenire nell'economia per evitare lo scoppio della crisi, egli introdusse quindi severi controlli sulla borsa e sul sistema bancario e adottò una serie di iniziative finalizzate a sostenere la domanda. Furono promosse grandi opere pubbliche come la costruzione di scuole o ospedali. Con questi interventi secondo Roosevelt le industrie avrebbero potuto riprendersi e il numero di disoccupati sarebbe diminuito, creando un aumento generale della domanda. Inoltre si favoriscono le classi sociali meno ricche, di introdusse la pensione, si diffusero i sindacati perché se il benessere si diffondeva si potevano evitare nuove crisi. Queste idee vennero sostenute sua dalle classi disagiate che quelle privilegiate perché Roosevelt introdusse la tassazione progressiva, utilizzò i mezzi di comunicazione di massa in modo sistematico e diede vita a un circolo virtuoso.
Domande da interrogazione
- Quali furono le cause principali della crisi economica del 1929 negli Stati Uniti?
- Come si manifestò il consumismo negli Stati Uniti durante gli anni ruggenti?
- Quali politiche repressive furono adottate negli Stati Uniti durante gli anni '20?
- Quali furono le conseguenze globali della crisi economica americana del 1929?
- In che modo il New Deal di Roosevelt cercò di affrontare la crisi economica?
La crisi del 1929 fu causata dal funzionamento della borsa e dal sistema finanziario, con un aumento della domanda di azioni che portò a un incremento dei prezzi. Molti investitori acquistarono azioni con prestiti, ma quando non poterono restituirli, le banche fallirono. Inoltre, la sovrapproduzione di beni, in particolare in agricoltura, contribuì al crollo economico.
Negli anni ruggenti (1918-1929), il consumismo aumentò rapidamente grazie a nuovi sistemi produttivi e alla vendita a rate. Comprare e divertirsi divennero valori dominanti, con le persone che si procuravano denaro attraverso prestiti e speculazioni in borsa.
Durante gli anni '20, si diffusero politiche conservatrici che resero difficile l'immigrazione e portarono a repressioni come la condanna di Sacco e Vanzetti. Inoltre, il consumo di alcolici fu proibito, ma ciò portò a un aumento della criminalità e del mercato clandestino.
La crisi degli Stati Uniti influenzò l'economia mondiale, causando una drastica diminuzione delle esportazioni e la cessazione dei prestiti. Paesi come la Germania e la Gran Bretagna furono tra i più colpiti, aggravando le loro già precarie situazioni economiche.
Il New Deal di Roosevelt introdusse riforme economiche che prevedevano l'intervento diretto dello stato nell'economia, con controlli sulla borsa e iniziative per sostenere la domanda. Furono promosse opere pubbliche e misure a favore delle classi sociali meno abbienti, contribuendo a un circolo virtuoso di ripresa economica.