Concetti Chiave

  • La vita di Gustave Courbet è fortemente influenzata da Ornans e Parigi, dove ha vissuto esperienze creative e vizi che hanno segnato il suo stile artistico.
  • Nel 1860, Courbet fonda la "Scuola Courbet", promuovendo l'originalità e l'espressione personale, rifiutando la mera imitazione.
  • Il suo realismo è caratterizzato da dettagli crudi, come quelli presenti nel dipinto "Dopocena ad Ornans", che rappresenta la vita quotidiana senza idealizzazioni.
  • Ne "Gli spaccapietre", Courbet ritrae la povertà e la meccanicità del lavoro, evidenziando la miseria attraverso particolari visivi significativi.
  • Il "Padiglione del Realismo" rappresenta una dichiarazione artistica, divisa tra coloro che sostengono la vita e l'arte e quelli che vivono di morte e materialismo.

Differenza tra arte e vita

In lui la differenza tra arte e vita scompare, si descriveva come un narcisista, passionale e terreno. Le città fondamentali della sua vita furono:

- Ornans, villaggio di montagna sul confine con la Svizzera;
- Parigi, frequentò un contesto più vivo rispetto al suo paese natale, più eccentrica e pericolosa dovuta anche all’influenza negativa da parte di Baudelaire, poeta e autore di “Fiori del male” con lui condivide vizi tra cui assenzio e oppio ma anche la fonte creativa. Ma anche da parte di Proudhon, politico che ha teorizzato l'anarchismo in ottica positiva. Probabilmente fu questo stile di vita ad avvicinarlo a vari vizi, tanto che morì all’età di 50 anni;

Fondazione della scuola Courbet

Nel 1860 fondò la propria scuola nominandola “Scuola Courbet” con un regolamento preciso:

1. Non fate quello che faccio io, non bisogna quindi solo copiare senza aggiungere qualcosa di personale;

2. Non fate quello che fanno gli altri, non bisogna omologarsi;

3. Se anche tu facessi quel che fece Raffaello non esisteresti;

4. Fai quello che vedi, che senti e che vuoi;

Realismo crudo e dettagliato

Il soggetto è innovativo, venne ispirato probabilmente dall’abitudine del padre e degli amici che dopo la caccia tornavano a casa cucinando probabilmente le prede, anche l’ambientazione è moderna, è infatti proprio il suo salotto dipinta fornendo un effetto realistico e rustica. Il realismo rappresentato è crudo ed è evidente in piccoli dettagli come le guance arrossate dal vino o l’accensione della pipa, si allontana così dalla spiritualità romantica ispirata da Caravaggio, in particolare il suo quadro “Vocazione di San Matteo”. L’opera venne apprezzata nel Salon, ricevendo anche una medaglia per lo stile ma non per la tematica, i giudici volevano infatti orientarlo verso temi più nobili e socialmente accettati.

Rappresentazione della povertà

Non si allontana dal realismo, e quindi non segue il consiglio dei giudici, il tema infatti è stato ispirato da una scena che vide lui stesso tornando a casa da un’osteria, ossia due spaccapietre che lui elegge a protagonisti. Si nota la meccanicità del loro lavoro, uno spacca le pietre e l’altro le raccoglie, la luce mostra i dettagli della povertà e della miseria:

- Camicia strappata del giovane.

- Scarpe rovinate e dolorose.

- Calze bucate del vecchio.

- Pentolone.

Courbet rimane distaccato, non presceglie questi temi per deriderli, lui vuole solo mostrare la realtà.

Rito funebre a Ornans

Rito funebre nella città natale ma rimane comunque generico, non è infatti il funerale di un personaggio preciso, ma uno dei tanti che però viene presentato nelle dimensioni dei quadri storici [7 x 3 metri]. Non si inventa nulla, ritornato ad Ornans infatti fu proprio lui a chiamare i cittadini a posare per lui, si vedono il parroco con i chierichetti e i becchini, il tutto realizzato con un realismo violento e crudo, che risulta evidente anche in altri elementi:

- Polvere, terra, povertà, ossa.

- Cane, protagonisti.

- Sfondo con montagne con tramonto.

- La morta viene presentata come la fine che tocca a tutti.

Padiglione del Realismo

Courbet si mostra mentre dipinge nel granaio del padre, ma i giudici del Salon non lo accettano, lui apre così una sua mostra chiamata il “Padiglione del Realismo” nella stessa via dell’esposizione. Come se fosse una dichiarazione d’intenti della sua concezione di arte e di lui stesso come artista, la scena risulta spaccata in due con lui al centro:

A sinistra vediamo alcune figure allegoriche che “vivono della morte” come i materialisti che non lo supportano, a destra invece troviamo le figure allegoriche di coloro che “vivono della vita” e godono della vita e dell’arte e sono coloro che invece lo sostengono, come Baudelaire e Proudhon oppure finanziatori. Al centro vediamo un gatto e una donna nuda con un drappeggio che dovrebbe simboleggiar l’arte accademica e infatti si trova alle sue spalle, come se la ignorasse volutamente, davanti troviamo invece un bambino come unico sguardo capace di capire la sua arte non ancora corrotto da valori inculcati dalla società. Dietro la scena dispone un manichino iconograficamente riconducibile a Cristo in croce oppure un San Sebastiano alla colonna, e per la posizione si deduce che il contenuto religioso venga messo in ombra.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la visione di Courbet riguardo alla differenza tra arte e vita?
  2. Courbet sostiene che la differenza tra arte e vita scompare, descrivendosi come un narcisista, passionale e terreno, influenzato da esperienze di vita che plasmano la sua arte.

  3. Quali sono i principi fondamentali della Scuola Courbet?
  4. La Scuola Courbet, fondata nel 1860, promuove l'originalità e l'autenticità, esortando gli artisti a non copiare né omologarsi, ma a esprimere ciò che vedono, sentono e vogliono.

  5. Come si manifesta il realismo nelle opere di Courbet?
  6. Il realismo di Courbet è crudo e dettagliato, evidenziando la vita quotidiana e la povertà attraverso scene realistiche, come quella dei spaccapietre, senza idealizzazioni romantiche.

  7. In che modo Courbet rappresenta il rito funebre nella sua città natale?
  8. Nel suo dipinto del rito funebre a Ornans, Courbet presenta una scena generica ma realistica, coinvolgendo i cittadini e mostrando la povertà e la mortalità in modo crudo e diretto.

  9. Cosa rappresenta il "Padiglione del Realismo" di Courbet?
  10. Il "Padiglione del Realismo" è una dichiarazione d'intenti di Courbet, che contrappone le figure allegoriche di chi vive della morte a quelle di chi vive della vita, evidenziando la sua concezione di arte e il rifiuto dei valori accademici.

Domande e risposte

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