Concetti Chiave
- La Costituzione del 1791 istituì una monarchia costituzionale in Francia, ispirata alla monarchia inglese e alla repubblica americana.
- I diritti civili erano garantiti a tutti i cittadini, ma solo i maschi con reddito elevato godevano di diritti politici, limitando il suffragio ai ceti più abbienti.
- Il parlamento era composto da una sola Camera eletta con suffragio censitario maschile, mentre il re esercitava il potere esecutivo con diritto di veto sulle leggi.
- L'Assemblea nazionale attuò riforme significative, come la divisione della Francia in 83 dipartimenti e l'abolizione di dazi e corporazioni.
- La legge del luglio 1790 stabilì relazioni tra stato e chiesa, elezione di vescovi e parroci da parte del popolo, portando a conflitti con il clero tradizionale.
Discussione sulla nuova costituzione
I deputati dell'Assemblea, dopo la rivoluzione francese, erano impegnati nella discussione sui caratteri della nuova costituzione. La Costituzione del 1791 (così chiamata perché il suo testo definitivo venne approvato in quell'anno) istituì in Francia una monarchia costituzionale, che si rifaceva in parte alla monarchia inglese, in parte alla repubblica americana.
Diritti civili e politici
Tutti i cittadini godevano dei diritti civili, salvo le popolazioni nere delle colonie, che rimasero in stato di schiavitù; solo una parte però (i maschi con un reddito elevato) godeva dei diritti politici. I diritti civili sono quelli che spettano a tutti i cittadini e sono libertà di parola, di stampa, di movimento, di associazione, di proprietà, di libertà religiosa, di diritto alla privacy e di uguaglianza di fronte alla legge.
Struttura del parlamento e poteri
Il parlamento, infatti, costituito da una sola Camera, veniva eletto con suffragio censitario maschile ed esercitava il potere legislativo. Il suffragio è il diritto di voto, il cui esercizio poteva essere esteso a tutti i cittadini (suffragio universale), oppure limitato a chi possedeva un determinato livello di ricchezza o censo (suffragio censitario).
Al re veniva attribuito il potere esecutivo, con il diritto di veto per un periodo massimo di quattro anni sulle leggi votate in parlamento. Il potere giudiziario veniva affidato ai giudici eletti dal popolo.
Riforme dell'Assemblea nazionale
L'Assemblea nazionale, oltre ad elaborare la costituzione, svolse anche un'importante opera di legislazione e di riforma. Il risultato di questo lavoro fu una profonda modernizzazione delle leggi e dell'organizzazione dello stato francese:
- la Francia venne divisa in 83 dipartimenti, ripartiti a loro volta in enti locali retti da amministratori eletti a suffragio censitario maschile;
- vennero aboliti i dazi e le dogane interne, così come ogni tipo di esenzione fiscale;
- furono abolite le corporazioni;
- venne istituita un'imposta unica sulla proprietà terriera e la possibilità di vendere le terre senza più alcuna limitazione;
- i beni della chiesa cattolica vennero espropriati e venduti.
Revisione dei rapporti stato-chiesa
Quest'ultimo provvedimento rientrava in una più generale revisione dei rapporti tra stato e chiesa che furono regolati dalla legge del luglio 1790 sulla "costituzione civile del clero". Essa stabiliva che vescovi e parroci fossero eletti dal popolo, stipendiati dallo stato e obbligati a giurare fedeltà alla costituzione. Tali decisioni portarono a una rottura tra lo stato francese e la chiesa. La maggioranza dei sacerdoti non accettò di diventare "impiegata dello stato" e rimase fedele al papa (il cosiddetto clero "refrattario").
Domande da interrogazione
- Quali erano i principali diritti civili garantiti dalla Costituzione del 1791?
- Come era strutturato il parlamento secondo la Costituzione del 1791?
- Quali riforme significative furono attuate dall'Assemblea nazionale?
- Quali furono le conseguenze della legge sulla "costituzione civile del clero"?
La Costituzione del 1791 garantiva diritti civili a tutti i cittadini, come la libertà di parola, di stampa, di movimento, di associazione, di proprietà, di libertà religiosa, di diritto alla privacy e di uguaglianza di fronte alla legge, ma escludeva le popolazioni nere delle colonie dalla schiavitù.
Il parlamento era costituito da una sola Camera, eletta con suffragio censitario maschile, e esercitava il potere legislativo, mentre il re deteneva il potere esecutivo con diritto di veto sulle leggi per un massimo di quattro anni.
L'Assemblea nazionale attuò riforme come la divisione della Francia in 83 dipartimenti, l'abolizione dei dazi interni e delle corporazioni, l'istituzione di un'imposta unica sulla proprietà terriera e l'espropriazione dei beni della chiesa cattolica.
La legge del luglio 1790 stabilì che vescovi e parroci fossero eletti dal popolo e stipendiati dallo stato, portando a una rottura tra stato e chiesa, poiché molti sacerdoti rifiutarono di giurare fedeltà alla costituzione e rimasero fedeli al papa.