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Concetti Chiave

  • La città di Anthousa, dedicata alla Tyche, viene menzionata da Giovanni Malala come simbolo della rinnovata Costantinopoli, sebbene appaia scollegata dal resto del testo.
  • Costantino è descritto come il promotore di importanti costruzioni a Bisanzio, inclusi nuovi muri, un ippodromo ampliato e un foro centrale con una colonna monumentale.
  • Il testo evidenzia l'importanza della statua di Costantino nel foro, che rappresenta il potere imperiale e il legame con il Palladio di Roma.
  • La ridedicazione di Bisanzio a Costantinopoli nel 330 segna una trasformazione significativa, con l'ampliamento delle mura e l'unione della città vecchia con la nuova.
  • La narrazione di Malala si presenta quasi come una guida turistica, descrivendo dettagliatamente il centro della città e le sue opere architettoniche.

La fondazione di Anthousa

La Tyche della città, da lui rinnovata e in suo nome fondata, dopo aver fatto un sacrificio incruento a dio egli chiamò Anthousa. Questa città fu fondata in origine da Phidalia, che chiamò Keroe la sua Tyche [...]» (Giovanni Malala, Cronografia 13.7). Dall’Apparato critico della più recente edizione, il testo di Malala non sembrerebbe presentare lacune in questo passo. Se si tiene conto dello sviluppo della narrazione, tuttavia, è evidente che la notizia sulla Tyche di Costantinopoli appare improvvisamente nel testo, del tutto scollegata sia con quanto precede, sia con quanto segue.

Descrizione delle costruzioni di Costantino

L’autore si è finora soffermato a parlare della statua di Costantino perché collocata nel foro, in un capitolo dedicato alle costruzioni varate a Bisanzio dall’imperatore durante la sua lunga permanenza in città, dopo il ritorno da Roma. Ha ricordato le nuove e più ampie mura; l’ippodromo ampliato, abbellito di statue bronzee e dotato di un palco imperiale (kàthisma) come quello di Roma; il grande Palazzo vicino all’ippodromo e il collegamento tra quello e il palco per mezzo del Kochlìon; infine, ha descritto il foro con il monumento imperiale al centro, costituito dalla statua posta su una altissima colonna, che ospitava alla sua base il Palladio trafugato da Roma.

Ridedicazione di Bisanzio a Costantinopoli

Questo passo relativo alla colonna e alla statua di Costantino è inserito in una descrizione (composta quasi come una guida turistica) del centro della città: «Durante il suo regno, sotto il consolato di Gallicano e Simmaco (anno 330), l’antica Bisanzio fu ridedicata. Dopo che lo stesso Costantino, in molto tempo, aveva proceduto da Roma a Bisanzio (era stato un anno a Roma, nel 325-326, per festeggiare i vicennalia, cioè i venti anni di regno, per poi ritornare lentamente a Bisanzio), egli ricostruì la prima cerchia di mura della città, quella di Byzas (il fondatore di Bisanzio), e aggiunta un’altra grande estensione alle mura, una volta che questa fu unita alle mura della città vecchia, ordinò che la città fosse chiamata Costantinopoli.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine del nome "Costantinopoli" secondo Giovanni Malala?
  2. Giovanni Malala riporta che l'antica Bisanzio fu ridedicata a Costantinopoli da Costantino, il quale ricostruì le mura della città e ordinò che fosse chiamata Costantinopoli (Giovanni Malala, Cronografia 13.7).

  3. Quali sono alcune delle principali costruzioni realizzate da Costantino a Bisanzio?
  4. Costantino ampliò le mura, ristrutturò l'ippodromo, costruì un grande Palazzo vicino all'ippodromo e collocò una statua su un'alta colonna nel foro, che ospitava il Palladio trafugato da Roma.

  5. Come viene descritta la Tyche di Costantinopoli nel testo di Malala?
  6. La Tyche di Costantinopoli, chiamata Anthousa, è menzionata da Malala in un contesto che appare scollegato dal resto della narrazione, suggerendo un inserimento improvviso nel testo (Giovanni Malala, Cronografia 13.7).

Domande e risposte

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