Concetti Chiave
- La misurazione della distanza tra Terra e una stella dipende da due sistemi di riferimento: uno statico e uno in movimento.
- Nell'osservazione statica, la lunghezza propria è calcolata come prodotto di velocità e tempo improprio.
- In un sistema di riferimento in movimento, come un'astronave, la lunghezza impropria è definita dal prodotto di velocità e tempo proprio.
- Si evidenzia la contrazione delle lunghezze e la dilatazione temporale, dove il tempo proprio è minore rispetto al tempo improprio.
- Le formule matematiche mostrano come la lunghezza impropria e propria siano correlate attraverso la velocità e la relatività.
Misurare la distanza tra Terra e stella
Se si vuole misurare la distanza che intercorre tra la Terra e una stella, si deve tenere conto di due diversi sistemi di riferimento che si differenziano per la concezione della lunghezza. Prendiamo in considerazione il sistema terra in cui un osservatore vede la Terra e la stella come due estremi fermi. In questo caso la lunghezza (definita lunghezza propria) è quella misurata dall’osservatore che vede i due estremi fermi. La lunghezza L0 è uguale al prodotto di v * delta t (tempo improprio)
L0 = v * delta t (tempo improprio).
Sistema di riferimento dell'astronave
Consideriamo invece come secondo sistema di riferimento un’astronave che si muove con velocità v costante. In questo caso l’osservatore vedrà i due estremi in movimento in quanto tanto più si allontana dalla Terra, tanto più si avvicina alla stella. Nel sistema astronave la lunghezza (definita lunghezza impropria) è quella misurata dall’osservatore che vede i due estremi in movimento. La lunghezza L sarà uguale al prodotto di v e delta t0 (tempo proprio)
L = v * delta t0 (tempo proprio).
Contrazione delle lunghezze e dilatazione temporale
In merito alla distinzione tra lunghezza propria e lunghezza impropria si parla di contrazione delle lunghezze. Affermare che il tempo proprio è minore di quello improprio, equivale infatti a sostenere che la lunghezza impropria è inferiore della lunghezza propria. Si parla quindi di dilatazione temporale con contrazione delle lunghezze.
Si imposta un sistema:
{L0 = v * delta t (lunghezza propria)
L = v * delta t0 (lunghezza impropria)}
Segue che:
{v = L0 / delta t
L = L0 / delta t * delta t0}
L = L0 / delta t0 / √ 1-v^2/C^2√ * delta t0
L = L0 * √1-V^2/C^2√ (contrazione delle lunghezze).
Domande da interrogazione
- Qual è la differenza tra lunghezza propria e lunghezza impropria nella misurazione delle distanze stellari?
- Come influiscono la contrazione delle lunghezze e la dilatazione temporale sulla misurazione delle distanze?
- Qual è la formula per calcolare la lunghezza impropria in relazione alla lunghezza propria?
La lunghezza propria (L0) è quella misurata da un osservatore che vede la Terra e la stella come due estremi fermi, mentre la lunghezza impropria (L) è quella misurata da un osservatore in movimento, come in un'astronave, dove i due estremi appaiono in movimento (come descritto nel testo).
La contrazione delle lunghezze implica che la lunghezza impropria è inferiore alla lunghezza propria, mentre la dilatazione temporale indica che il tempo proprio è minore di quello improprio. Questi fenomeni sono interconnessi e influenzano la percezione delle distanze tra la Terra e le stelle (come spiegato nel testo).
La lunghezza impropria (L) può essere calcolata con la formula L = L0 * √(1 - v²/C²), dove L0 è la lunghezza propria, v è la velocità e C è la velocità della luce. Questa relazione evidenzia la contrazione delle lunghezze in movimento (come indicato nel testo).